lunedì 8 maggio 2017

LA MOSCA

Credo di avere qualche problema con le mosche. Vi ricordate che questa estate fui punta sulla fronte da una mosca cavallina e un altro po’ facevo la fine dello scarrafone di Kafka? Bene, l’altra notte non è che sono stata punta nuovamente, no, mi è successa una cosa ancora più repellente.
La cosa che però non mi è chiara è il perché le mosche ce l’abbiano così tanto con me. Sono forse una merda? Si, un po’ lo sono. Da bambina ero un pochino merda, da adolescente anche, da adulta devo dire che sono proprio diventata una grande merda. Non sopporto un sacco di cose, sono irascibile, talvolta antipatica, mi saltano i nervi per un nonnulla, mi fisso su certi particolari che mi infastidiscono (tipo le mani di una cameriera in un locale dove talvolta vado a mangiare, ha delle mani enormi, certe manone che non è possibile che possano appartenere ad una donna, sono tremende), non passo su niente e mi incazzo spesso.
Però non credo che tutto ciò possa bastare a spiegare questo astio delle mosche nei miei confronti.
L’altra sera sono andata a letto piuttosto tardi, cioè sono mi sono coricata ad un orario accettabile però ho letto fino a notte fonda. Prima di andare a letto porto sempre con me una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo perché la notte bevo tantissimo, tipo un cammello, praticamente quello che dovrei bere durante il giorno lo bevo durante la notte. Tra una pagina e l’altra credo di aver bevuto un litro d’acqua (se vi state chiedendo se poi vado a fare la pipì ogni 10 minuti scordatevelo, non mi alzo mai), quando poi mi si stavano per chiudere gli occhi ho controllato di avere acqua a sufficienza e ho augurato la buona notte anche a quella stronza di mosca che ronzava in camera e che un po’ per pigrizia e un po’ per inerzia non ero riuscita a scacciare fuori dalla finestra.
Dormivo alla grande quando ad un certo punto mi sono resa conto di sognare di avere in bocca un pugno di sabbia, della terra polverosa, così nel pieno dormiveglia ho sporto una mano verso il comodino ed ho afferrato la mia benedetta bottiglia d’acqua. Ho fatto un sorso di quelli potenti, di quelli che sembra che non bevi da ore mentre stai sotto un sole cocente in mezzo ad un deserto, ho bevuto con tutti e 5 i sensi, ah e che piacere. Dopo aver ingoiato quella cascata d’acqua mi sono accorta di avere qualcosa in bocca, tipo una mollica di pane inzuppata ed ho pensato “ma se l’acqua l’ho aperta in camera come c’è finita una mollica di pane dentro?”. Si, nonostante fossi completamente rincoglionita di sonno ho avuto la lucidità di pensare ad una cosa del genere. Così ho sputato quella cosa che avevo in bocca ed ho acceso la luce, ho guardato a terra ed ho visto la mosca. Una mosca kamikaze. Maledizione, stavo per masticare ed ingoiare una mosca.
Un fatto è ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, un altro è trovarsi con una mosca affogata e molliccia in bocca, cazzo.
Caro esercito delle mosche, cos'altro avete in serbo per me? In quale altro modo raccapricciante volete punirmi? E perché?
Questa esperienza mi ha segnato tanto che ormai prima di attaccarmi alla bottiglia d’acqua come Charles Bukowski farebbe con una bottiglia di whisky, accendo la luce e controllo che dentro non ci siano mosche malefiche.
 
PS: Volevo mettere l’immagine in cui Jeff Goldblum (il protagonista del film) vomita sul cibo come una vera mosca ma poi ho pensato che faceva veramente troppo schifo. 
Ps2: mi sono appena accorta di non aver scritto il blog per quasi un mese, chiedo scusa!

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