lunedì 13 febbraio 2017

A MANO O IN LAVATRICE?

 
In lavatrice tutta la vita, a mano l’unica cosa che lavo sono i piatti ma solo perché non ho spazio per la lavastoviglie, se no... La lavatrice è una delle più grandi invenzioni della storia dell’uomo, la più grande e portentosa delle creazioni, la lavatrice è la nostra migliore amica. Non so se vi siete accorti dell’espressione di terrore quando un vostro amico vi dice “mi si è rotta la lavatrice, devo aspettare il tecnico, ha detto che viene tra lunedì pomeriggio e sabato mattina, ho preso anche le ferie dal lavoro, non posso uscire per tutta la settimana” o anche “la lavatrice si è bloccata, non va più, è una situazione troppo difficile, non so se ne uscirò” e infine “no oggi non posso venire a prendere un caffè, sai si è rotta la lavatrice da qualche giorno e non ho più vestiti puliti, non credo di poter mai più uscire di casa se non l’aggiustano.”
Io in lavatrice lavo tutto, proprio tutto e con tutta sincerità certe volte combino anche guai abbastanza incisivi, per esempio ho perso il vizio di compare le mutande con inserti di pizzo o altre amenità intime delicate, tutte distrutte, liquefatte, disintegrate. Ho rovinato un paio di bei maglioni a M, ed ho stinto più e più bucati bianchi con qualche calzino dai colori accesi. Ho pure rimpicciolito tanta roba perché inavvertitamente ho urtato contro la rotellina della temperatura e magari dai 30 gradi sono passata ai 90, cose che capitano insomma. La lavatrice non è solo roba da donne, scordatevelo, non ha sesso, non ha età e non ha classe sociale, il fatto di volere indossare roba pulita è una cosa che accomuna un po’ tutti, è come il calcio, livella tutte le diversità.
Mia nonna mi raccontava di quando lavava a mano nelle grandi fontane di paese, ci stava tipo 4 ore al giorno a lavare, sia d’estate (che era pure piacevole) che d’inverno, quando le mani diventavano blu dal freddo e perdeva completamente la sensibilità. La mamma di mia madre faceva persino il sapone in casa, con il grasso di maiale e con la cenere e poi ci metteva tanta lavanda per farlo diventare profumato, e lavavano lenzuola, coperte, asciugamani. Però alla fontana si facevano pure un sacco di chiacchiere, c’erano molte donne a lavare e si spettegolava, si scambiavano consigli e cose di questo genere. Quando mia nonna ebbe la prima lavatrice era sì contenta, ma anche un po’ triste perché ormai non chiacchierava più con nessuno.
Io ho una lavatrice marca pistola, che nel gergo di noi giovani degli anni 90 vuol dire una cosa di marca sconosciuta e di poco valore. Sulla marca può essere anche vero, ma il talento della mia lavatrice è intoccabile. La mia lavatrice la comprò M circa 6 anni fa dopo l’ennesimo trasloco, poiché non avevamo molti soldi da spendere dissi a M di andare al primo centro commerciale e scegliere la lavatrice più economica sul mercato che per i primi tempi sarebbe andata benissimo.
Così arrivò a casa la nostra amatissima LUXOR (da non confondere col l’elettrolux, che è da fighetti). Mi piace pensare mia Luxor sia stata la lavatrice di qualche faraone, che viene dritta dritta dall'antico Egitto e che essendo stata costruita dagli antichi egizi sia una lavatrice dal valore inestimabile e poi il libretto delle istruzioni è scritto con i geroglifici, non si capisce un cazzo.  Mi piace pensare anche che ad un certo punto della sua storia la mia lavatrice sia stata la lavatrice di Cleopatra e che quel cestello che lavò i suoi veli e i suoi lini ora lava le mie calzette, quello stesso cestello che lavò bende per mummificare i faraoni del periodo protodinastico, ora lava i boxer di M.
Lavatrici LUXOR, le lavatrici in cui scorre l’acqua del Nilo!

 
 
 

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