lunedì 3 ottobre 2016

METROSEXUAL -IL GRANDE PISELLO-

Che cos’è un metrosexual? È forse una nuova unità di misura per valutare le dimensioni di un pene? È forse una nuovo modo di fare sesso dentro una metropolitana? Ha a che fare con il grande magazzino METRO che tra uno scaffale di formaggi e uno di detersivi offre anche servizi sessuali?
No, nulla di tutto ciò, il metrosexual non è altro che un essere umano di sesso maschile. Ora qui copio e incollo la definizione di metrosexual da wikipedia e poi aggiungerò qualcosa di personale. “Si tratta della parola inglese metrosexual, un incrocio linguistico tra le parole metro(politan) e (hetero)sexual, che risale al 1994 per opera di Mark Simpson.
Metrosessualità è un neologismo utilizzato per indicare uomini eterosessuali in genere provenienti da aree metropolitane (metro-) e caratterizzati da comportamenti vagamente simili a quelli femminili, essendo forti consumatori di cosmetica avanzata, praticanti il fitness, l'abbronzatura artificiale, la depilazione del corpo e altri trattamenti estetici o salutistici.
Bene, questa estate sono stata a stretto contatto con un metrosessuale e mi sono fatta un’idea molto chiara su questa specie di creatura. È stato per molti giorni un mio vicino di ombrellone e poiché come ben avete imparato in questi ultimi anni, io i cazzi miei non me li faccio mai, ho dovuto e voluto studiare questo personaggio.
Come prima cosa devo sottolineare -nuovamente- che il metrosessuale non è omosessuale, bensì eterosessuale, egli è innamorato soltanto di se stesso, prova piacere solo attraverso di sé e con sé, si alimenta del suo corpo ed è attratto solo dalla sua immagine riflessa su qualsiasi superficie: su di uno specchio, su una vetrina, sulla superficie dell’acqua ecc. ecc. Ama così tanto il suo corpo che non fa altro che toccarsi: si accarezza i dorsali, poi i bicipiti, poi gli addominali, deve stare sempre in contatto con se stesso. Per aiutarsi in questa faccenda adopera moltissime creme ed oli, e poi spalma, massaggia, strofina. Può farlo anche per 5 ore consecutive. Si può tranquillamente affermare che il metrosessuale pratichi un onanismo ininterrotto con tutto il suo fisico, egli è un pisello gigante.
Quello che fa col corpo lo fa pure con i capelli, si pettina di continuo e mentre lo fa si specchia al cellulare, cioè con la fotocamera in modalità selfie, così se gli viene un guizzo alla Toscani si scatta pure una foto.
Al metrosessuale non interessa moltissimo il sesso, è più che altro un bisogno fisiologico e i modi con cui conduce un corteggiamento sono veramente indegni per ogni essere vivente (ero presente). Tutto si è svolto in 30 secondi, parlava con una donna vicina di lettino, lei sembrava disponibile alla chiacchiera, lui in evidente stato confusionale scambia la semplice disponibilità della donna per chissà cosa e preso da un momento di follia tocca un piede alla donna (cioè rendetevi conto lui ha toccato un altro essere umano), lei ritira il piede sul lettino bloccando così le avance e lui che fa? Si gira dall'altra parte e ritorna a prendere il sole. Ecco per un metrosessuale questo pare sia il massimo dello slancio, in poche parole o si scopa subito e senza troppe smancerie oppure ritocca l’abbronzatura che sicuro è più eccitante
Il metrosessuale che ho avuto la fortuna di poter studiare questa estate sfoggiava ogni giorno dei costumini slip agghiaccianti: giallo fluorescente, bianco, verde, azzurro e così via, e stava sempre attento a tenere il pacco nella maniera giusta, cioè se lo aggiustava in continuazione. Poi era munito di collanazza d’oro, occhiali d’oro, e capelli d’oro, l’oro dei capelli era quello che solo l’acqua ossigenata 36 volumi ti può dare. Parlava sempre al telefono (palesemente per finta) e non si separava mai dagli auricolari. In tutta l’estate non l’ho mai visto farsi un bagno per intero, entrava in acqua col cellulare in una mano e con l’altra si aggiustava i capelli e se poi i bambini gli schizzavano dell’acqua vicino si incazzava pure. Mia sorella ha sempre sostenuto che i suoi mezzi bagni servissero solo per farsi una pisciata. Una volta ha pure fatto un exploit su una moto d’acqua, andava velocissimo a destra e a sinistra affinché tutti sulla spiaggia lo riconoscessimo, il minchione però lo faceva a ridosso delle boe di sicurezza così tutti i bagnini gli fischiavano contro e agitavano le mani per farlo allontanare, lui era convinto che lo stessero salutando con affetto e ricambiava il saluto con acrobazie spericolate. Quando è tornato sulla spiaggia non vi dico il cazziatone che gli hanno fatto.  In quei giorni ho avuto anche l’occasione di guardarlo bene in faccia. Aveva le labbra gonfie (non da scazzotata ovviamente) e gli zigomi un tantinello sovraesposti, di sicuro avrà usato dello Zigomì, un modernissimo ritrovato della nuova chirurgia maxillofacciale.
Se dopo questa descrizione ti sei accorto di avere nella tua cerchia di amici un metrosessuale hai tutto il diritto di prenderlo per il culo, tanto lui non se ne accorge.
                                             

                                           Zigomì, del dottor Andrea Giacomantonio.  

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