lunedì 24 ottobre 2016

ILARIA VS FENDI

Oggi un piccolo post per una grande figura di merda.
Sabato scorso ero a passeggio per le vie del centro. Non mi capitava da un sacco di tempo di avere un sabato libero così ne ho approfittato per andare a zonzo e perdermi nel dedalo di stradine e vicoli della città. Ho osservato con attenzione palazzi vecchi, antichi, alcuni restaurati e altri ancora cadenti. Mi sono persa più di una volta andando in giro col naso all'insù per cercare di spiare negli appartamenti di coloro che hanno l’incredibile fortuna di vivere nel centro storico. Ho preso un paio di caffè in alcuni bar bellissimi, ho guardato le bancarelle e anche le vetrine dei negozi e proprio davanti ad uno di questi negozi si è consumata la mia ennesima figura di merda. Non c’è niente da fare, io sono una portatrice sana di figure di merda, sono nata goffa e impacciata, sono discretamente disadattata e più cerco di essere trasparente più la vita mi mette in evidenza.
Insomma, dopo un paio d’ore che andavo a casaccio da una stradina all'altra, mi sono trovata in via di Fontanella Borghese davanti al palazzo Fendi.   Che palazzo bellissimo, che classe, che eleganza, che chiccheria, quanta ricchezza sbattuta in faccia alla gente, quanta sfacciataggine, quanta sfrontatezza! Già che c’ero ho deciso di dare un’occhiata alle vetrine: agli abiti, alle borsette, alle scarpe. E già che c’ero ho pensato pure di buttare un occhio ai prezzi, tanto per farmi due risate, che male c’è a sorridere davanti ad una borsa di 1,200 euro?
Allora mi sono chinata in avanti per leggere i prezzi e a questo punto è successa una cosa davvero brutta. Dinanzi alla vetrina vera e propria c’era un altro vetro e se stai nell'angolazione sbagliata non lo vedi, io non l’ho visto e ovviamente ho dato una testata così forte che credo che abbia tremato tutto il palazzo Fendi. Ho dato una capata così fragorosa che il bodyguard che era all'interno si è girato con la faccia tutta preoccupata, come erano preoccupati  pure i clienti milionari che facevano shopping nel negozio. Ho sbattuto con una tale potenza che è rimasta tatuata sul vetro la forma della mia fronte. E meno male che ho una capa tosta come poche cose, se era capitato a qualcuno con una testa poco poco più morbida se l’era ragionevolmente sfondata. Comunque, un secondo dopo il botto credevo che mi fosse venuta una commozione cerebrale poi, appurato di non aver subito danni permanenti, mi sono sincerata di non aver deteriorato in qualche modo la vetrina, ci mancava solo di dover pagare i danni a Fendi per avergli sfasciato la vetrina con una testata, che cazzo, manco fossi stata un black block col casco integrale.
Alla frase minchiona “ciò che non ti uccide ti fortifica” aggiungo “sempre se rimani illeso e inoltre le figure di merda non fortificano un cazzo di nessuno”.

La vetrina cui ho dato la testata è la seconda sulla destra. 

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