lunedì 4 luglio 2016

IL TRENO DEI DESIDERI

 
La settimana scorsa ero in treno, stavo tornando da Cordova, in Argentina. Per mia grande fortuna hanno inventato un treno super veloce (si chiama freccia Platino) che fa il giro del mondo e per cui posso finalmente evitare di prendere l’aereo, che per me è un gran problema. Questo treno super sonico parte da Roma Termini e fa tratte incredibili. Come dicevo, la settimana passata, ho deciso di passare un paio di giorni in Argentina. Non ho scelto proprio il periodo ideale poiché in sud America ora è inverno e inoltre a causa de El Nino non vi dico che tempo di merda ho trovato: piogge torrenziali, un freddo tremendo, un’umidità che te la sentivi fin dentro le ossa.
In treno c’era un sacco di gente e poiché la maggior parte dei viaggiatori erano italiani, si era creato il solito panico dei posti a sedere. Ci fosse stata una persona che sedeva al posto scritto sul biglietto, manco una, e poiché ad ogni stazione saliva altra gente e nessuno aveva il coraggio di far spostare la persona che sedeva al suo posto, si continuava ad occupare posti a casaccio.
“Scusi io ho il posto 46, quello dove è seduto lei”
“Ah, va bene, guardi il mio che è il 34 è occupato da un’altra persona, si metta qui al 47 che non è salito ancora nessuno”
“Buongiorno, guardi il 47 sarebbe il mio posto”
“Si, si, certo, si metta al 50, e poi se il 50 arriva io mi metto al mio che era il 34 e faccio spostare il 34 da un’altra parte”.
E così via, per delle ore, a fare questa cosa del tutto priva di senso.
Anche io come tutti gli altri ovviamente non ero seduta al mio posto, il mio era occupato da un giovane e mastodontico americano che evidentemente voleva stare a chiacchierare vicino al suo amico, anche egli mastodontico e americano.
Ad un certo punto, non ricordo in quale stazione è salita una persona, una persona da me conosciuta. Ma non proprio un conoscente, né tanto meno un amico e nemmeno una persona che io ho mai visto in carne ed ossa, sul quel treno che da Cordova mi riportava a Roma è salito un attore di Un Posto al Sole. Madonna che emozione, non stavo più nella pelle.
L’attore era quello che nella soap faceva il professore di Sandro Ferri, che poi tra una cosa e l’altra si innamora di Greta (moglie di Roberto Ferri) e poi proprio da Roberto Ferri prende un sacco di mazzate, ma alla fine ce la fa e si mette insieme a Greta e alla fine tutti e due escono da Un Posto al Sole.
Dopo averlo riconosciuto ed essermi ricordata le peculiarità del suo ruolo nella fiction, mi mancava di rammentare una sola cosa importantissima, il suo nome. E ovviamente quando parlo del nome non mi riferisco affatto al nome dell’attore (nella soap non so i nomi veri di nessuno) ma ovviamente al nome del personaggio.
Niente, non me lo ricordavo proprio. Il treno in quel momento stava attraversando una serie infinita di gallerie, il wifi era inesistente e quindi non potevo cercarlo si google. Manco gli potevo dire “senti, scusa, come ti chiamavi in Un Posto al Sole?”, fottendomene poi del suo vero nome. Se poi glielo avessi chiesto avrei così infranto la mia regola fondamentale in treno: non parlare con nessuno e fare sempre in modo che nessuno parli con te. Io in treno posso e devo solo origliare e farmi i cazzi di tutti nel modo più segreto possibile.  
Ho viaggiato con l’attore seduto di fronte a me per un paio d’ore, scervellandomi, rimuginando, cercando in tutti in modi di ricordare il nome del suo personaggio, mi sono proprio saltati i nervi, ve lo giuro. Poi sono arrivata a Roma, in stazione, il treno velocemente si è svuotato ed ho perso di vista l’attore sul binario numero 16.
Il super treno alta velocità freccia platino è una figata pazzesca, tra un paio di settimane andrò in Canada, a Vancouver, sempre per un paio di giorni, spero di non incontrare altri attori di Un Posto al Sole, così viaggio più tranquilla.

Questa bellissima fontana l’ho fotografata mentre facevamo una piccola sosta in Paraguay, nella città di Assuncion. Pare che l’artista sia un certo Andrea Giacomantonio. Che strano, si chiama proprio come mio fratello. 

Nessun commento:

Posta un commento