lunedì 16 maggio 2016

UN PO' PORNO

Già tempo fa vi parlai del mio disprezzo nei confronti degli uomini che entrano nel camerino delle loro compagne per “aiutarle” a provare gli abiti e già all'epoca scrissi che le donne certe volte si fanno trattare come delle dementi pur di far piacere ai propri uomini. Però oggi forse mi devo ricredere o quanto meno devo smussare questa mia convinzione, forse ad alcune donne piace in modo particolare farsi trattare come delle povere stupidine, e gli piace farlo in luoghi pubblici perché, per far funzionare il loro giochetto, hanno bisogno di spettatori. Il gioco non è soltanto della donna, sia ben chiaro, è proprio la coppia che decide di creare questo teatrino, di mettere in scena questa pantomima, in sostanza di mostrare qualche sketch hard.
Non sono una grande sostenitrice della filmografia porno e hard, che ci posso fare, mi impressiono facilmente e mi mette a disagio. Il sesso è una cosa bella, e ognuno deve viverlo come meglio crede, principalmente rispettando gli altri e sé stessi, quindi se vi piacciono i filmetti sporchi sono felice per voi, però una cosa ve la devo chiedere, se andate a fare shopping col vostro fidanzato o fidanzata e vi piace fare i minchioni fuori e dentro i camerini dei negozi, abbiate pietà per la gente che ci lavora.
E dopo questa breve premessa vi porto dritti dritti al nocciolo della questione: coppia eterosessuale attempata ma sessualmente attiva, abbastanza spudorati e inclini all'esibizionismo, tutto questo proprio sotto i miei occhi. Lei che provava abiti e li faceva vedere a lui, lui che allungava le mani prima sul di lei culo e poi sulle tette. Lei ridacchiava civettuola, lui ombroso e deciso faceva il giudice della folle sfilata. Lei si chinava prima da una parte e poi dall'altra e lui le guardava sotto la gonna. Lei, dopo ogni bocciatura di una mise, imbronciata come una bimba di 5 anni, ne provava un’altra sperando di ricevere la tanto agognata approvazione. Io, lì sola come un’ebete, spettatrice involontaria del loro scherzetto sessuale, incastonata in un cono d’ombra del negozio che cercavo in tutti i modi di trovarmi qualcos'altro da fare pur di non guardare quella pessima gag.
La cosa incredibile era come se io non esistessi, come se non fossi lì, loro andavano avanti con il loro film e il negozio era il loro set. Porca miseria che imbarazzo, avrei voluto in qualche modo interagire con loro, è il mio lavoro, devo chiacchierare col cliente, devo consigliarlo, devo vendere cacchio, ma loro mi avevano totalmente escluso. Questa messinscena è andata avanti per circa un’ora, io ogni tanto tossivo oppure facevo cadere a terra qualcosa per fare rumore, volevo fargli capire che comunque ero lì, che nonostante tutto la mia presenza in quel luogo non era marginale, poi però ho avuto l’illuminazione. Io ero il loro pubblico. Loro dovevano e volevano dimostrare a me che la loro intesa sessuale era perfetta, che la loro voglia era in completa sintonia, che il loro appetito sessuale era sano e vigoroso. Loro erano eccitati e la mia presenza era fondamentale. Così, se prima mi sentivo un po’ frustrata e pure un po’ schifata, dopo mi sono sentita usata e anche presa per il culo. Ma dico io, con tanti negozi che ci stanno a Roma, proprio nel mio dovevano venire a fare le loro “purcarie”? Proprio a me dovevano far sapere che si accalorano nei camerini? Che gli piace toccare le tette e il culo della moglie in presenza di sconosciuti? Dovevano fare tutto ciò proprio davanti a me che sono una ragazza così innocente e così ingenua? Allora mi sono incazzata (incazzata dentro di me ovviamente) e mi sono messa davanti al camerino come un soldato cercando in tutti i modi di ostacolare quel porcone del marito. Ogni volta che lei usciva mi facevo trovare lì, sovrastavo la voce dell’uomo e urlavo frasi tipo “questo le sta proprio bene” oppure “quello di prima le stava meglio”, mi facevo ridare gli abiti che non andavano bene e restavo lì impalata fra loro due come una statua di marmo, non mi muovevo di un millimetro.

“E che cazzo” ho pensato “se qua non ristabilisco un po’ di ordine questi due me li ritrovo che copulano sulla mia scrivania”. Così facendo ho bloccato il loro idillio, mi avranno odiato di sicuro, ma la vita è così, trovi sempre qualcuno che ti interrompe sul più bello, qualcuno che rovina i tuoi piani, qualcuno che come me, ti rompe i coglioni. 
Dipinto parietale, Villa dei misteri, Pompei. 

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