lunedì 22 febbraio 2016

TORTOISE

Sabato sono andata a vedere il concerto dei Tortoise, un gran bel concerto, bella musica, bella atmosfera, insomma bello tutto, tranne i tre individui che malauguratamente erano vicino a me in mezzo a centinaia di altre persone. Non so se sono io che sono diventata particolarmente insofferente oppure mi sono capitati accanto tre minchioni biblici.
Personaggi numero 1: ragazzotto meridionale esaltato.
Appena il gruppo inizia a suonare il primo brano il ragazzotto meridionale esordisce così: “minchia, bellissimo, c’è pure il neg…..(stava per dire negro, lo giuro poi si è fermato) c’è pure il mulatto che suona la chitarra”. Lo ha urlato così forte che si sono girati tutti e tutti appena ha pronunciato le prime tre lettere “neg” lo hanno fulminato con lo sguardo, compresa la sua fidanzata. Ma come cavolo ti viene in mente di dire “negro”? Sei pure giovane, molto probabilmente sei pure uno studente fuori sede, sei ad un concerto rock di un gruppo statunitense, sei circondato da zecche di più o meno tutte le età e per indicare una persona di colore dici “negro”? Mica male come inizio!
Personaggio numero 2: hipster ballerino.
Il concerto era iniziato da una mezz'ora quando un hipster mi si piazza davanti e inizia a fare cose strane. Io che sono alta circa un metro e mezza cippa ho iniziato ad avere difficoltà a vedere il palco di fronte a me. Appena mi spostavo di qualche centimetro l’hipster faceva la stessa cosa, mi si metteva davanti e si muoveva in maniera stravagante: prima muoveva un po’ le spalle, poi alzava la testa di continuo tipo tartaruga, poi si stiracchiava, poi faceva qualche passo a destra, poi a sinistra, poi si piegava, poi si rialzava, una cosa estenuante. Ad un certo punto non ne potevo più e molto gentilmente l’ho chiamato e gli ho chiesto se poteva ballare qualche centimetro un po’ più lontano da me, gliel'ho chiesto col sorriso, sembravo un angelo caduto dal cielo, credetemi! Sapete lui cosa mi ha risposto? “Questo è un concerto rock e io ballo come cazzo mi pare” e poi si è girato dall'altro lato. Per sua sfortuna dietro di me c’era M e scusate, ancora mi viene da ridere. M lo richiama e gli dice “scusa, cosa hai detto?” e lui “a domanda rispondo, voglio ballare così”. Appurato che il ragazzo era veramente un cretino, M ha lasciato correre, anche se avrebbe voluto prendergli il cappello da hipster dalla testa e lanciarglielo lontano. Comunque dopo il breve alterco l’hipster ballava un poco meno come un deficiente.
Personaggio numero 3: ragazza rapita dal ritmo.
Il genere di musica di questo gruppo è rock strumentale sperimentale, molto potente, robusto, un sound molto corposo, di certo non da accendino con relativo ancheggiamento. Ovviamente accanto a me c’era una ragazza che si muoveva come se fosse stata ad un concerto di Michael Bublè. Faceva tutte mosse sexy, buttava la testa all'indietro, lanciava sguardi ammiccanti a chissà chi e poi faceva una cosa troppo ridicola: si toccava i capelli come quelle che fanno la pubblicità dello shampoo. Metteva una mano sul collo e poi piano piano la tirava fuori dalla chioma fluente, poi rimetteva le mani nei capelli e se li sistemava sulla spalla destra, poi sulla spalla sinistra, poi apriva le mani fra le ciocche come se le volesse districare. M’ha buttato i suoi capelli in faccia forse 100 volte. Poi ogni tanto prendeva in cellulare, toglieva le mani dai capelli e iniziava a digitare messaggi come una pazza. E anche se era buio e da lontano non ci vedo una mazza, mi sono avvicinata (tanto era talmente presa da sé stessa che non s’è accorta di nulla) e ho cominciato a sbirciare quello che scriveva. La conversazione whatsapp credo fosse con un uomo e per quello che sono riuscita a spiare scrivevano più o meno questo “allora ti stai divertendo?” “Si, moltissimo, c’è un sacco di gente” “ah, ok, e dopo che fai?” “Non lo so, per ora sto qui” i toni erano quelli classici di un litigio con ripicca. Poi non ho più spiato perché così facendo mi stavo perdendo il concerto. Lei comunque tra un whatsapp e l’altro continuava a dimenarsi come una biscia morente e continuava a farmi mangiare i suoi capelli del cazzo.
A parte tutto è stato un bel concerto.
 
L'immagine è di mio, sempre e musicalmente, fratello Andrea Giacomantonio.

 

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