lunedì 29 febbraio 2016

Inspira e espira


Domani è il primo marzo e per quanto mi riguarda comincia la primavera. Esco miracolosamente incolume da questo cavolo di mese di febbraio e ricomincio a vivere. Io febbraio lo odio e mi dispiace per i nati in questo mese ma fosse per me lo cancellerei dal calendario. Ci vorrebbe un bel salto temporale, praticamente dopo Natale dovrebbe arrivare la primavera, così l’anno sarebbe perfetto.
A febbraio faccio pensieri brutti, mi deprimo, mi guardo intorno e non vedo nulla di positivo, mi chiedo se quella su cui cammino sia la strada giusta, mi sveglio col magone e vado a letto con un elefante sulla cassa toracica. Mi fa schifo tutto, mi saltano i nervi per niente, mi incazzo, mi intristisco e mi si arrotolano le budella. Tutto questo per 28 giorni, quest’anno 29 per la precisione, ma ormai è finita, vedo la luce.
Però in questo momento sta grandinando e molto probabilmente per i prossimi 30 giorni il tempo sarà di merda ma a me non me ne frega niente, marzo vuol dire primavera, rinascita, bellezza e niente al mondo mi farà cambiare idea. Devo arrivare all'estate con tre chili di meno, i capelli lunghi, le unghie lunghe, le gambe lunghe e la panza piatta. Dovrò lavorare sodo per ottenere qualche risultato e la cosa che mi spaventa di meno sono le gambe lunghe.
Ora oltre alla grandine ci si sono messi anche tuoni spaventosi e fulmini che non vi dico, ma ripeto, è tutto sotto controllo, figuriamoci se un temporale può farmi cambiare idea, da domani tutta vita!
Da domani dicevo, oggi non è domani infatti, e poi francamente chi ci crede a questo mio risvolto primaverile-positivista, io mica tanto.
Prima, per farmi tornare un po’ di buon umore sono andata a riguardarmi un po’ le foto della scorsa estate: tutte belle, tutti abbronzati, mare da favola, giardini fioriti, tramonti mozzafiato, tavolate con gli amici eccetera e eccetera. Tra una foto e l’altra sono incappata anche in quelle che avevo fatto lo scorso maggio a Siracusa dove ho trascorso 3 giorni memorabili assieme alla mia amica Magda e mi sono ricordata di una cosa troppo, troppo, dico troppo assurda.  
Era forse l’ultimo giorno del nostro bel week end e decidemmo di incontrare i cugini di Mag per pranzo, per salutarci e per passare un po’ di tempo insieme. Ci portarono così in un posto molto caratteristico, al mercato all'aperto. Prenotarono un tavolo in una tavernetta che vendeva solo prodotti locali e ci accomodammo così tutti all'aperto, a farci accarezzare da un leggerissimo vento caldo e a farci baciare dal sole siculo. Dopo poco il ragazzo della taverna ci portò una serie di taglieri con sopra ogni ben di dio. Ricottine, salami, salsicce, frittelle, caponate, olive, formaggi vari, pesciolini fritti, pezzettini di frutta, pane, biscottini salati, pezzi di pizza, prosciutto affettato, capocollo, insomma una cosa così bella l’ho vista poche volte.
Iniziammo tutti felici e contenti a mangiare quando ad un certo punto il bambino dei nostri amici in assoluto silenzio e senza il minimo preavviso iniziò a vomitare sul tavolo. La prima reazione di tutti fu di ovvia preoccupazione, cosa stava succedendo? Nulla, dopo aver vomitato il bambino ci sorrise e poi basta, non era successo niente, gli era venuto da vomitare e aveva vomitato.
Purtroppo non si trattava di una vomitata di un neonato (che per me fa schifo comunque) ma di una vomitata di un bimbo di sei anni, che come voi ben sapete ha lo stesso valore di un adulto.
Dopo aver pulito il tavolo, più o meno ripresi dalla paura, loro ricominciarono a mangiare e anche il bimbo che giustamente aveva fame, io purtroppo dovetti alzarmi e allontanarmi per riflettere sull'accaduto, cioè più che riflettere dovevo cercare di non vomitare anche io.
Mi avvicinai ad una ringhiera e iniziai a guardare il mare sotto di me, facevo respiri profondi e cercavo di separare l’immagine perfetta di quei taglieri divini dal vomito del bambino. Inspiravo ed espiravo, inspiravo ed espiravo, poi ad un certo punto non pensai più né al vomito, né ai taglieri perché vidi dei pesci e mi venne di nuovo fame. 

     Questa bellissima GIF è opera di mio, sempre e itticamente, fratello Andrea Giacomantonio.

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