lunedì 18 gennaio 2016

La prima della classe

Giovedì pomeriggio ero a negozio col mio amico Mattia, stavamo disquisendo del più e del meno quando sono entrate due ragazzine di quindici anni. Una era la figlia di una mia cliente e l’altra la sua amichetta, erano venute mandate dalla mamma a dare un’occhiata ai vestiti, insomma a fare cose da donne.
Mentre si aggiravano piuttosto smarrite ho iniziato a fare qualche domanda alla figlia della mia cliente, questa ragazzina la conosco da quando aveva 5 anni e molte altre ragazze che vengono al negozio le conosco sin da bambine e questa cosa un po’ mi fa piacere perché le ho viste crescere un po’ mi dà fastidio perché loro vedono invecchiare me.
Ad ogni modo la nostra chiacchiera ovviamente ha avuto come solo e unico tema la scuola. Loro sono al primo anno del classico, del Giulio Cesare, una scuola molto famosa qui a Roma, a quanto ne so perché negli anni 70 era piuttosto politicizzata ora perché ci vanno un po’ tutti i fighetti di Roma nord. Credo comunque che come ogni liceo classico sia piuttosto difficile e se non studi sono cazzi. Le ragazze mi hanno raccontato che i professori sono tutti tosti ed esigenti e che per loro che frequentano le scuole superiori da soli 5 mesi le cose si sono fatte proprio complicate. Una loro professoressa ha pure detto che la loro classe è divisa in due, una parte di loro è fatta di braccia rubate all'agricoltura, l’altra è fatta di eccellenze, la proporzione è l’80% di mancati agricoltori e il 20% di futuri professionisti. Mi chiedo se così facendo la professoressa voglia spronarli a fare meglio oppure terrorizzarli incitandoli così a lasciare la scuola prima di una futura tragedia. Comunque loro facevano parte dell’80% ma non ne erano poi così dispiaciute, mi sembravano più che altro indifese e fataliste “speriamo vada meglio il prossimo quadrimestre” mi hanno detto, però con poca convinzione.
Anche io avrei fatto parte di quell’80%, anche in passato ne ho fatto parte e per tutti gli anni di scuola non me ne sono mai allontanata. Gliel'ho detto alle ragazze che non è una tragedia far parte di chi va male, che ci si convive, che pure a casa a un certo punto se ne fanno una ragione, mica in ogni famiglia c’è un figlio genio, anzi quando l’80% dei genitori si accorge di avere un figlio mediamente intelligente o mediamente scemo -dipende dai punti di vista-  fa parte insieme a noi di quella percentuale un po’ bastarda.
E mentre consigliavo alle ragazze di fare il giusto, di studiare con moderazione, di non dare troppo nell'occhio, di non creare false aspettative perché se poi cominci ad andare troppo bene tutti si aspettano che tu vada sempre bene e poi quella volta che hai studiato poco prendi un voto di merda tutti ti chiedono “ma cosa è successo? Eri così brava ora sei una delusione” e cose così, il mio amico Mattia se ne esce con questa frase “bah, non saprei cosa dirvi, io anche ho fatto il classico e sono sempre stato il primo della classe”.
Avevamo la creme della creme del 20% proprio difronte a noi.
Io me la ricordo la prima della mia classe, era carina da morire, coi capelli sempre perfetti, col trucco così preciso che sembrava acqua e sapone, sempre vestita alla moda, che sedeva al primo banco, che prendeva 8 in tutti i temi di italiano, 8 nei compiti di matematica e certe volte pure 9 nelle versioni di latino. Quando era interrogata sembrava sempre che facesse una chiacchierata informale col professore, non era fidanzata ma tutti i ragazzi le andavano dietro, se le chiedevi di passarti il compito ti guardava con gli occhi da gatta impaurita e diceva “e se mi scoprono? Però ci provo, promesso”, promessa mai mantenuta. Quando si scioperava, una volta restava fuori con noi poverelli, ma la volta dopo entrava, preferiva alternare, meglio non schierarsi mai. Era amica dei ragazzi più coglioni e simpatici della classe come lo era dei secchioni, le piaceva sentirsi presa in giro dai primi mentre dei secondi non poteva farne a meno.
Insomma una classica prima della classe, pure le ragazzine in negozio dopo aver sentito il mio racconto mi hanno detto, quasi impressionate dalla mia descrizione, di averne una identica in classe.

Mattia però continuava a dire di essere stato un buon primo della classe, uno che i compiti li ha sempre passati, anche il giorno della maturità, che non studiava più di tre ore al giorno (ecco il figlio genio) e che era ben voluto da tutti. O mattia è un’eccezione oppure non s’è mai accorto che per 5 anni è stato mediamente odiato da tutti. Ho voluto concludere la nostra spiritosa conversazione lasciando lui con questo dubbio mentre alle ragazze ho consigliato, dall'alto della mia esperienza, una sola cosa fondamentale, cercare di essere sempre promosse, con la media del 6 ovviamente. 
La prima della classe, di mio sempre e comunque, fratello Andrea Giacomantonio. 

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