lunedì 9 novembre 2015

Che dir si voglia

 
Nel paese di Chedirsivoglia abita una donna giovane e sempre indaffarata. Ella lavorava tanto e tutti i giorni tranne il giorno del Signore quindi la domenica, che dir si voglia, e il lunedì. La domenica il più delle volte con tutta sincerità la giovane donna non si occupa di nient’altro che del nulla più assoluto, mentre il lunedì incredibilmente tutto ciò che v’è da fare lei lo fa e fa così tanto che alla fine della giornata  è più stanca di una qualsiasi giornata di lavoro vero e proprio.
Chedirsivolgia è un paese piccolissimo, è composto da due stanze, un bagno, un soggiorno, una cucina ed un terrazzino, però è assai bello, o meglio per chi ci abita è proprio un bel posto.
Gli unici due abitanti di Chedirsivoglia sono la giovane donna sempre indaffarata e un uomo che per una serie di motivi che non sto qui a spiegare, chiameremo semplicemente M.
Agli unici due abitanti del paese capitano spesso un sacco di cose bizzarre, o meglio più che bizzarre direi forse pericolose. Non molto tempo fa per esempio, il giorno in cui decisero di cambiare sofà o divano, che dir si voglia, i due ebbero un’idea a dir poco folgorante. Decisero di comune accordo di sfasciare il vecchio divano, di separare il ferro dal legno e poi di gettare il ferro e di bruciare il legno. Si, avete capito, decisero di bruciare il legno del divano nel loro piccolo camino.
L’unica cosa che non avevano calcolato i due ignari abitanti di Chedirsivoglia fu che il legno del divano era vecchio di almeno 40 anni e che una volta avvolto dalle fiamme sarebbe svampato come paglia o fieno, che dir si voglia.
Infatti così fu, in un attimo le fiamme iniziarono ad uscire furiose fuori dal caminetto, il legno ardeva così forte che sembrava la fiamma di partenza di un razzo, poi non si sa come i due iniziarono a sentire rumori sinistri che provenivano dall'interno della canna fumaria. “STROK TRUK CRACK” il camino stava cedendo! La giovane donna prese di corsa la pompa dell’acqua e iniziò a spegnere il fuoco. Una volta spento il fuoco ecco lo scenario di guerra: la casa piena di un fumo nero e colloso, tutto allagato, cenere e carbone ovunque, le mura annerite e pezzi di divano inceneriti, il camino però intatto, qualche crepa sulla canna fumaria ma tutto sommato poteva andare peggio.
Poteva andare peggio, le ultime parole famose.
Il peggio a Chedirsivoglia mi sa che l’hanno vissuto ieri, quando la giovane donna, M e un tizio loro parente, insieme hanno deciso di cambiare il mobiletto sotto il lavabo della cucina. L’operazione doveva durare al massimo un’ora e mezzo, ma com'è d’uopo le cose non vanno mai come dovrebbero.
Infatti una volta smontato il mobiletto ecco che un sacco di rogne o fastidi o anche problemi, che dir si voglia, hanno iniziato a presentarsi:  “salve io sono il centimetro che manca a quella tavola” “ciao, io sono il bullone che non s’avvita” “eccoci, noi siamo i nuovi piedini, ma siamo più corti di quelli vecchi, mi sa che non andiamo bene” e così via.
Giunti però al problema dei piedini i due uomini decisero di andare insieme dal ferramenta per prenderne dei nuovi e di lasciare la giovane donna a casa. Nemmeno 10 minuti dopo la giovane donna sente un tonfo inquietante provenire dalla cucina, si affaccia impaurita e cosa trova? Il lavabo crollato al suolo che a quanto pare non era mai stato fissato al muro e che si manteneva in piedi solo con un po' di silicone e al mobiletto sottostante. I tubi dell’acqua s’erano staccati, il sifone disintegrato e c’era acqua che zampillava ovunque. Alla giovane donna venne la febbre (forse per l’incazzatura), si chiuse in camera e ne uscì solo alle dieci di sera, quando i due uomini avevano sistemato tutto, coadiuvati ovviamente da una massiccia dose di male parole, parolacce o volgarità, che dir si voglia.
Poiché come dicevo all'inizio di questa novella, il lunedì è il giorno in cui la giovane donna fa di tutto e di più, non poteva mancare ovviamente anche di dover pulire tutto il disastro che i due uomini avevano lasciato il giorno prima, poiché come tutte sapete, è vero che gli uomini ti aggiustano tutto, ma poi chissà perché ti devono lasciare casa come se fosse passato un tornado, un tifone o un uragano, che dir si voglia.
    Ecco il paese di Chedirsivoglia visto da fuori, lo immagina così mio fratello Andrea Gicofandonio. 

 

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