lunedì 28 settembre 2015

NON TUTTI SANNO CHE...

La coccinella, che sembra un animaletto così carino e simpatico,  in realtà è un predatore cattivissimo. Il manto rosso con pois neri serve come deterrente nei confronti dei malintenzionati, il manto così pigmentato vuol dire “sono velenosa”. La coccinella si ciba grazie alle sue mascelle simili a falci taglienti e ingurgita acari, altri insetti e anche suoi simili, la coccinella è cannibale.
 
La maggior parte degli attori di Hollywood della prima metà del ventesimo secolo ha scelto dei nomi d’arte, nomi che col loro vero nome c’entrano poco e niente. Ecco alcuni esempi, quelli che mi piacciono di più:
Marylin Monroe – Norma Jean
Cary Grant – Archibald Alexander Leach
Dean martin - Dino Crocetti
Rita Hayworth- Margarita Carmen Casino
Joan Crawford – Lucille Fay LeSueur
John Wayne – Marion Michael Morrison
Charlton Heston- John Charles Carter
Richard Burton – Walter Jenkins
Lauren Bacall- Betty Jane Perske
 
Il numero 17 a quanto pare porta male per colpa degli antichi romani, infatti l’anagramma della parola VIXI (vissuto, quindi non vivo, cioè morto) sarebbe il numero 17 (XVII) e da qui tutto sto casino della sfiga.
 
La parola Robot è una parola ceca (nel senso di Repubblica Ceca ) che vuol dire “lavoro pesante” , infatti in boemo si dice robota. L’ha usata per la prima volta proprio uno scrittore ceco in un dramma teatrale chiamato “I robot universali di Rossum”.
 
Il grande e immenso attore Charlie Chaplin era alto soltanto 1,65 cm. Mao Tse tung pur essendo cinese era molto alto, 1,80 cm circa.  Il geniale e unico Wolfgang Amadeus Mozart era alto 1,63. Leonardo Da Vinci per essere un uomo dell’epoca era veramente fuori dalla media, era alto quasi due metri.  Il rivoluzionario Lenin (Vladimir Il'ič Ul'janov) era alto 1,65cm.
 
Ne “La Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni vi è questa frase che ritengo assai bella e struggente “ ...nun me mporta si ce muoro accisu... | E s'iddu muoru e vaju mparadisu si nun ce truovu a ttia, mancu ce trasu” che tradotta è così “...non me ne importa se muoio ucciso... E se muoio e vado in paradiso, se non ci trovo te manco ci entro”. Una dichiarazione d’amore senza pari.
 
La frase “scacco matto” proviene dall’arabo Shah Mat che vuol dire “il re è morto”.
 
L’espressione in lingua inglese “blue moon” in italiano si tradurrebbe con la frase “ogni morte di papa”. La luna blu è un evento quanto mai raro ed eccezionale, praticamente è quando in un singolo mese ci sono ben due lune piene, una cosa che succede ogni 3-5 anni.
 
Michelangelo Buonarroti era così tirchio che nascondeva i soldi sotto al letto, Vincent Van Gogh in vita vendette un solo quadro, a suo fratello Theo. Il pittore Muarice Utrillo (Muarice Valadon) crebbe con sua nonna la quale impaurita dagli attacchi epilettici del bambino gli faceva bere molto vino, tutta la vita di Utrillo  fu tormentata dell’alcolismo.
 
La stanza fotografata in basso non è un mattatoio, non è uno scannatoio, non è il set cinematografico del film “l’enigmista”, non è la stanza di un maniaco omicida che ama imbrattare di sangue le pareti, non è l’alcova di Marilyn Manson (Brian Hugh Warner), questa è la stanza dell’estetista dove qualche ora fa mi sono andata a fare una ceretta, ve lo giuro.
Ovviamente la donna maciullata è di mio, sempre e comunque, fratello Andrea Giacofandonio 



 

Nessun commento:

Posta un commento