martedì 21 luglio 2015

IL VENTO CALDO DELL'ESTATE.

La verità è che ieri mi sono completamente dimenticata di scrivere il blog. Mi è proprio passato di mente, non ho avuto nessuna avvisaglia, nulla, non me ne sono ricordata, punto e basta.
Poi però stamattina mi sentivo un po’ strana, mi mancava qualcosa, una sensazione di totale annullamento mentale che riesco a provare solo quando sono a Maratea…aaahhh, ecco, svelato l’arcano, sono a Maratea!
Sono arrivata solo l’altro ieri e già mi sono scollegata dalla realtà, non così tanto però da non notare le solite incongruenze della gente nei periodi di vacanza. Mi è bastata una domenica di spiaggia per procurarmi una piccola riserva per il blog di oggi che poi doveva essere di ieri.
L’abbigliamento sbagliato
Non c’è nulla da fare, ci sono donne che ancora non hanno capito che la scarpa col tacco sulla spiaggia è veramente fuori luogo. Lo è sulla costiera Romagnola figuriamoci sulle frastagliate coste tirreniche. Ma lo fanno, lo fanno sempre, scendono i primi tre gradini poi mettono il primo piede sulla sabbia e “track”, vedi proprio la caviglia che si piega in modo del tutto innaturale. Il risultato finale è che se volevano essere super fighe con il taccazzo, sembrano invece delle poveracce con la caviglia gonfia come un cotechino. Lo stesso vale per i costumi da bagno da sera, quelli pieni di pietre preziose, paillettes o strass: dopo la prima seduta sui ciottoli, oppure sullo scoglio puntuto ecco che il costume perde pezzi un poco alla volta e inizi seriamente a pensare che il giorno dopo è meglio mettere un costume di un materiale più resistente, tipo di pietra vulcanica.
Il problema dell’abbigliamento sbagliato vale anche per quello di tipo pressoché trasparente: sto parlando di topless e tanga o slip affini. Poiché per fortuna il 90 per cento di noi donne non è di certo Elle Macpherson, che giustappunto chiamavano “the body”, non è necessario lasciare scoperti punti che non sono la nostra parte migliore, accattatevi delle mutande e pure dei pezzi di sopra e usateli.
La tecnologia in salamoia
Ho visto più macchine fotografiche e smartphone immersi in acque salate in questi anni che guarracini vicino alle secche che mangiano indisturbati (i guarracini sono pesciolini neri che abbondano nei nostri mari). Ho visto anche molti fidanzati imbestialiti perché pur di accontentare le proprie ragazze con foto alla Oliviero Toscani si sono immersi fino alla cintola per trovare l’inquadratura perfetta e  poi essere travolti da un’onda improvvisa che non lascia scampo a nessuno, figuriamoci al telefonino. Lo stesso ho visto anche sul pontile del porto, ganzi acchitati da barca che saltano agili per giungere a poppa e immantinente vedere anche i loro cellulari volare e cadere nell’acqua. Quando vedo queste cose rido molto, fuori e dentro di me.
Il servizio imperfetto
Vi prego, quando andate in vacanza il mese di agosto cercate di essere il più possibile lucidi e ragionevoli: è impossibile andare a cena in un ristorante e trovare un servizio perfetto, non si può.
È umanamente impossibile che decine e decine di persone che vanno a cenare alla stessa ora e nello stesso ristorante possano pretendere un servizio ineccepibile. Abbiate pazienza, prima o poi mangerete e mi raccomando non prendetevela con i camerieri. Lo stesso vale per i bar e per le pizzerie. E per favore, non andate a scrivere su tripadvisor che il 15 di agosto avete mangiato malissimo in un ristornate in riva al mare perché allora siete dei coglioni e più coglione è chi vi legge e vi crede.
Baywatch
Ecco, poiché non viviamo in un telefilm ambientato sulle coste californiane, state attenti sempre ai segnali. Se sulla spiaggia il bagnino issa la bandiera rossa vuol dire che il bagno non si può fare o quanto meno è molto sconsigliato farlo. Se siete dei temerari e sapete tutto voi sulle onde e la risacca allora sappiate che se vi succede qualcosa il bagnino non è obbligato a venirvi a salvare, però è utile che sappiate soprattutto che è possibile che egli lo farà e metterà a repentaglio la propria vita per voi che siete delle grandi teste di cazzo.  
Se soffrite di mal di mare non andate in barca con l’amico che vi ha invitato magari anche per spararsi la posa, è possibile che gli vomitiate a bordo. Il mal di mare è bastardo, ti colpisce quando meno te lo aspetti. A mare cercate di mangiare poco, leggero e fresco. Non morirete certo di fame se per qualche ora non mangiate la pasta o l’arrosto, avrete un inverno davanti per ingozzarvi come maiali. Se vi becco a lasciare una sola cartaccia o una bottiglia di plastica sulla spiaggia o sugli scogli ve la faccio ingoiare oppure ve la ficco su per quel posto o forse vi meno, non lo so , devo decidere ancora  la punizione migliore, quella più esemplare.
E con questo ultimo consiglio vi lascio alle vostre tanto agognate vacanze.

Vi mando un abbraccio universale e fresco come un ghiacciaio.
La foto dei guarracini è di mio, sempre e comunque, fratello Andrea Giacomantonio. 


                                          

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