lunedì 15 giugno 2015

SIMBOLOGIA (la fede al dito)

 
Se ti metti un bel rossetto rosso e dello smalto sulle unghie dello stesso colore sai che soltanto con questo tocco lanci un messaggio ben chiaro. Con un simbolo, in questo caso il colore rosso, riusciamo perfettamente a far capire a chi ci sta intorno le nostre intenzioni. Ora sia ben chiaro, non è che se hai il rossetto e lo smalto rosso vuol dire che la dai via senza problemi, però diciamo pure che fai come un  pavone, rotei la coda per far vedere a tutti il tuo lato migliore.
Quando vedo scendere da un SUV gigante un omino piccolo piccolo so perfettamente che la sua auto simboleggia la grandezza di quell’uomo in fatto di scelte lavorative. La borsa da un milione di dollari sotto il braccio della donna in carriera simboleggia la sua determinazione, sta a significare che son finiti i tempi in cui con i soldi dello stipendio  si faceva la spesa per campare la famiglia, ora con quello stipendio lei ci compra una borsa e questo deve essere sotto l’occhio di tutti.
L’orologio fichissimo sul polsino fa subito uomo potente, le scarpe da trekking anche in città ti fa capire che hai a che fare con uno che ama la vita bucolica, un jeans strappato e un orecchino simboleggiano un’anima rock, un tacco a spillo da 13 cm ti fanno intendere che una donna così è pronta a schiacciarti come uno scarafaggio. Questi sono solo pochi esempi di simbolismo moderno, mille altri ancora ce ne sarebbero, ma uno è il simbolo che più mi lascia una sorta di smarrimento e non è nemmeno moderno, anzi vecchissimo, però ha tuttora un’ascendete così forte che non me ne capacito: la fede nuziale.
O anche l’anello di fidanzamento, oppure quell'anello che tutti ad un certo punto della nostra vita vogliamo indossare, l’importante è che si trovi al nostro anulare della mano sinistra. Ed è con quel semplice anello che si instaurano i rapporti tra le persone. Con quell’anello è come se tutti diventassimo la potenziale porta di un bagno dove sopra c’è scritto LIBERO o OCCUPATO.
Se sei single la prima cosa che vai a notare di un ipotizzabile compagno è la mano sinistra, se è priva di anello allora puoi cominciare una sorta di avvicinamento, se è inanellata allora ti scoraggi e lasci che il soggetto ritorni al suo legittimo proprietario. Perché alla fine è questo, quell'anello non è altro che un simbolo di proprietà, sei già di qualcuno punto e basta.
E il più delle volte questo segno di riconoscimento lo si porta in giro con orgoglio, con fierezza, mi chiedo che razza di orgoglio puoi avere se la tua necessità principale è quella di far capire agli altri che sei occupato, impegnato, sposato o fidanzato. Non ho capito: se uno ci prova con te che sei già impegnato non glielo puoi dire? Hai bisogno dello scudo affinché nessuno ti trascini fuori dalla retta via?  Come sarebbe un mondo senza anelli? Tutti si sentirebbero in diritto di saltare addosso a chi gli interessa?  Oppure ci sentiremmo più liberi di fare le corna al nostro compagno? Dite che non riusciremmo a regolamentare i nostri comportamenti senza quel benedetto anello? Ci ritroveremmo nuovamente in una moderna Sodoma? E poi mi chiedo, non è che in tutto il pianeta si porta la fede nuziale, come fanno a riconoscersi i LIBERI e gli OCCUPATI nel resto del mondo?
Lo so che questo anello non ha la forza di risparmiare dalle bufere e dalle crisi i fidanzamenti o i matrimoni,  sarei un’ingenua a pensarlo, anche con un anello al dito puoi tranquillamente sfasciare la tua storia d’amore. So anche che molti di voi non saranno d’accordo con me, però lasciatemelo dire, questa simbologia mi sembra proprio vetusta. Avere un anello al dito è come far parte di un certo status sociale, è come appartenere ad una data categoria. È proprio necessario far saper al mondo che si ha una vita di coppia? Ci sentiamo più forti e considerati se tutti sanno che non siamo da soli?

Vi immaginate se l’anello lo mettessimo alle dita dei piedi? Maschi e femmine tutti intenti a guardare per terra, sarebbe un macello, però divertente! 
                          L'illustrazione è di mio, sempre e simbolicamente, Andrea Giacomantonio.

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