lunedì 22 giugno 2015

SENZA TRUCCO E SENZA INGANNO!

Non so truccarmi, non ho mai imparato, eppure ci provo ma i risultati sono sempre piuttosto scarsi. Nella cura del mio aspetto sono incostante e discontinua; magari mi compro una crema per il contorno occhi, la metto un paio di volte e poi mai più fin quando passa un anno e mi rendo conto che devo buttarla seminuova e così succede più o meno a tutti i prodotti che un giorno mi sembravano indispensabili e il giorno dopo me ne dimentico dell’esistenza. Oggi per esempio è stato il turno della crema (copio quello che c’è scritto sulla confezione): CORPO PERFETTO, pancia lift, crema azione snellente e riducente, rimodella il girovita, rassoda e tonifica l’addome, contrasta le adiposità localizzate. Ebbene sì, l’ho comprata, mi vergogno a dirlo ma oggi mi sembrava proprio di non poterne fare a meno. Sono stata forse un’ora davanti allo scaffale creme corpo della profumeria, una voce mi diceva “non fare minchiate che tanto lo sai che questa crema non serve a niente” un’altra voce mi diceva “ ti stai comprando una crema del cavolo che farà compagnia alle altre creme del cavolo che hai in bagno”, un’altra voce ancora diceva “sei veramente una cretina, ma come puoi pensare che una crema di faccia sparire la panza?”. Alla fine non ho dato ascolto a nessuna delle mille voci della mia coscienza e ho comprato l’ennesima crema pialla pancia. Sono una grandissima cogliona, ho una coscienza così evoluta che mi parla con tante voci diverse eppure a volte riesco ad ignorarla, poverella manco volesse farmi un dispetto!
Invece, una regola che ci siamo date io e la mia amica Giocasta (ultimamente le do nomi greci che sono molto estivi) è quella che quando siamo in una profumeria, preferibilmente in quelle degli aeroporti, dobbiamo per legge provare tutti i prodotti più costosi. Così ci spalmiamo creme per il viso da 90 euro, creme per le rughe da 120 euro, creme per la notte anche se è giorno, ci spruzziamo tutti i profumi più cari, ci cospargiamo di unguenti anti età che una goccia costa 40 euro, insomma in una quindicina di minuti ci mettiamo tutto, poi usciamo dalla profumeria e se non ci viene uno sfogo cutaneo è un miracolo. Ero proprio con lei quando in una profumeria stavamo scegliendo un po’ di cose, stavolta da acquistare.
Ero spaesata davanti allo stand degli ombretti e delle matite, gli ombretti hanno in me un potere incredibile, mi portano alla mente ricordi meravigliosi della mia infanzia. Ricordi assolutamente non legati a mia madre, che il massimo che aveva come make up era il burro cacao, ma ricordi legati alle mie cugine e alle mie zie più giovani. Erano sempre truccate come se dovessero girare un video degli WHAM!, sembrava sempre che da un minuto all’altro potesse passare George Michael  per scritturale per una comparsata a bordo piscina del video di “club tropicana”. Capelli cotonati e laccati, gradazioni di ombretto spericolatissime, labbra fucsia, unghie laccate, insomma un look ineccepibile. Dunque, sognavo di avere gli occhi truccati e di lanciare sguardi ammiccanti a George Michael e che lui mi cingesse fra le sue braccia perché essendo ancora negli anni 80 non sapevo che fosse gay, quando mi si avvicina una commessa carina ed educata. “Posso aiutarti? Cercavi qualcosa in particolare?” “Ah, grazie, stavo dando un’occhiata agli ombretti, ma li guardo soltanto perché poi non li uso!” “Va bene, ti interessano le matite per gli occhi? sai sono in offerta”. Quando incontro una commessa educata mi commuovo, vorrei portarla a casa con me, vorrei accarezzarle il viso e farle capire che ha tutta la mia comprensione, vorrei dirle che la stimo e la rispetto, una ragazza così mi fa stringere il cuore, così ho detto “Va bene, vediamo le matite per gli occhi, la mia avrà forse 3 anni è il caso di cambiarla”. Così la ragazza mi mostra tutte le nuance possibili ed immaginabili di tutti i colori dell’arcobaleno “Questo è un bel celeste polvere, questo è un viola ametista, questa è di un bel marrone cioccolato….” Avrei preso tutti i colori lo giuro, ma quella perfida della mia coscienza mi ha detto “stai esagerando, prendine una nera e basta”. Così dopo una serie incredibile di accostamenti fra colori e sensazioni ho detto “Una matita nera sarebbe l’ideale per me” e lei, invece di uccidermi a colpi di temperino, mi ha detto “Perfetto, ne ho qui una nuovissima, una matita nera, ma di un nero particolare, un nero molto estivo”.
E qui è necessario che attinga dalla mia enciclopedia personale, l’ILARIAPEDIA:
 “IL NERO ESTIVO”. Il nero estivo è una tonalità di nero che vira tra il nero e il nero, è un nero quasi identico al nero normale ma più avvolgente, caldo, affascinante. Il nero estivo non esiste l’inverno, anche se ad un occhio poco allenato il nero estivo può sembrare identico a quello invernale.”

 L’entusiasmo della commessa ovviamente mi ha trascinata e con l’invenzione di quel colore ha subito fatto breccia nella mia anima e credetemi, per un attimo ho creduto veramente nell'esistenza del nero estivo. 
                      L'illustrazione è di mio, sempre e senza inganno, fratello Andrea Giacomantonio.

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