lunedì 11 maggio 2015

Le vite dei Santi

La scorsa settimana sono stata a Siracusa per trascorrere qualche giorno di serenità assieme alla mia amica Melany. Sono stati 3 giorni meravigliosi, all'insegna del buon cibo, del sole e del mare e anche un po’ all'insegna del vino, della birra e del passito. In uno di questi giorni trascorsi nell'amena città di Siracusa mi sono imbattuta nella precessione di Santa Lucia. Ma non la vera e propria Santa Lucia, quella è il 13 dicembre ed è anche la notte più lunga che ci sia, la processione a cui io ho assistito è la Santa Lucia delle quaglie. In poche parole durante una pestilenza di non sa quale epoca, le monache di clausura che vivevano accanto al duomo che conserva la statua di S.Lucia, gettarono ai poveri riversi in piazza delle quaglie affinché si sfamassero.  Il popolo ridotto alla fame si persuase che fosse un miracolo di Santa Lucia che faceva piovere quaglie dal cielo.
Se poi non lo sapevate Santa Lucia è la santa patrona della città di Siracusa e la città conserva nel suo duomo oltre che un’imponente statua di argento e oro raffigurante la santa, anche un dito della stessa, una reliquia. Se poi vi state chiedendo dove si trova ubicato il resto del corpo ve lo dirò subito, il resto del corpo si trova a Venezia, il dito sta a Siracusa perché tantissimo tempo fa un fedele siculo che si trovava a Venezia glielo staccò con un morso e se lo nascose in bocca per tutto il viaggio di ritorno. E se vi state ancora chiedendo se Santa Lucia fosse veneziana e per questo motivo le sue spoglie giacciono a Venezia, bene, vi sbagliate. Santa Lucia era Siracusana, vissuta lì e morta lì.
Ora, se io fossi un siracusano sarei pure un po’ incazzato, forse anche vendicativo, che so, magari prenderei in ostaggio uno dei leoni di piazza San Marco pur di riavere la mia santa, non lo so, è solo un’idea. Però non mi pare giusto che debba stare a Venezia e la gente siracusana debba portare in processione un catafalco con dentro soltanto un dito quando potrebbe portare in giro tutto il corpo.
Santa Lucia nell'iconografia cristiana è rappresentata con un piattino in mano dove sono riposti i suoi occhi  ed ha un pugnale conficcato in gola, quando il vescovo della città ha detto “cari fratelli e sorelle, dovremmo seguire tutti l’esempio di Santa Lucia” mi sono preoccupata, ho creduto per un attimo che  volesse invitarci tutti a cavarci gli occhi e a piantarci un coltello nella giugulare, poi però tutti hanno applaudito e mi sono tranquillizzata.
Anche se la storia di Santa Lucia è molto truculenta ed interessante, il mio santo preferito è san Rocco. San Rocco si festeggia proprio il giorno del mio compleanno, il 16 di agosto. È il mio preferito perché è rappresentato con un cane al suo fianco, poi naturalmente è stato un santo meraviglioso come tutti, però la storia del cane mi piace troppo. Il cane trovò Rocco ammalato e denutrito e lo salvò dalla fame portandogli un tozzo di pane, da allora Rocco lo volle sempre con sé.
Credo inoltre che sia convinzione generale che Rocco venisse dall'Italia meridionale, infatti è molto difficile che a Cuneo qualcuno chiami un figlio Rocco, invece ecco cosa ho scoperto: San Rocco era francese, per la precisione di Montpellier ed ha svolto le sue attività principalmente  in Italia settentrionale, come poi il nome Rocco abbia preso piede al sud e poco al nord non ne ho idea.
Un altro santo per il quale ho provato sempre profonda simpatia è San Gabriele, della sua vita non so nulla, so soltanto che lo riconoscerei in mezzo a mille altri santi, è l’unico che ha quel taglio di capelli. Per non parlare poi di San Michele, che non era mica uno qualunque, Michele era comandante dell’esercito celeste, vi rendete conto? Egli fu colui che  con una lancia sconfisse il demonio. Il primo super eroe della storia, un uomo da solo contro tutto il male del mondo.
Negli stessi giorni in cui io ero a Siracusa, nella mia ridente Maratea si festeggiava San Biagio. San Biagio credo sia il santo maggiormente spezzettato, si trovano reliquie del suo corpo in un sacco di chiese. Nella nostra addirittura più parti (tra cui il torace) e se ho fatto bene i conti avrebbe dovuto avere almeno tre braccia e due teste poiché si trovano tre braccia in tre diverse chiese e due crani, uno in Abruzzo e uno in Croazia. Mi chiedo cosa ci sia rimasto a Sebaste in Armenia dove si dice che vi siano conservati la maggior parte dei suoi resti.
Ad ogni modo non sono qui per risolvere in problema delle reliquie dei santi, ognuno ha le sue, tutti ne sono felici e tanto mi basta.
L’illustrazione è di mio, sempre e taumaturgicamente, fratello Andrea Giacomantonio.  

 

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