lunedì 27 aprile 2015

LA SINDROME

La sindrome premestruale è una piaga che affligge tutte le donne, è un momento di forte instabilità emotiva, di forte stress, di grandi cambiamenti di umore, per farla breve è veramente un periodo di merda. La sindrome si manifesta più o meno una settimana prima del ciclo e una donna sa perfettamente cosa le sta accadendo ma non sa assolutamente come gestire la situazione. Alcune donne diventano particolarmente aggressive, altre molto nervose, altre, come me per esempio, diventano incontrollabilmente tristi. Una tristezza che sembra schiacciarti, un senso di malinconia e angoscia che ti lasciano inebetita, soccombi all'infelicità come se null'altro esistesse. E non c’è niente da fare, anche se sai perfettamente che quella condizione durerà solo per pochi giorni, pensi che ormai la tua vita girerà senza sosta intorno alla tristezza.  Ti guardi dal di fuori, ti vedi così sola e senza speranza e vorresti dirti che non durerà per sempre, che è solo un momento, ma sei impotente, non senti la tua voce e rimani lì, come una demente che vorrebbe parlare con se stessa ma che non ci riesce. Una signora però l’altro giorno mi ha dato un bel consiglio “quando ti rendi conto che stai entrando nella spirale della disperazione pre-ciclo allora fai una cosa, buttatici dentro. Assapora ogni momento di malinconia, sii triste, guarda film deprimenti, piangi, mangia cioccolato e abbandonati a questo stato d’animo, sguazza nella tristezza”. Là per là ho pensato che se avessi fatto così, come lei mi consigliava, forse non avrei superato la settimana, che sarei morta di dolore e sofferenza, invece con un po’ d’impegno devo dire che ha funzionato. Per prima cosa ho smesso di credere che il magnesio preso per un mese potesse guarirmi dalla sindrome premestruale, vi avevo riposto troppa fiducia, poi sono andata al bar e mi sono comprata una bella barretta di cioccolato, poi ho aggiunto un pacchetto di patatine e pure una cocacola. Ho iniziato a dire a tutte le persone a me vicine che la vita è una merda e che tutto fa schifo, che nessuno mi capisce e che sicuramente non avrei mai più potuto risolvere nessun problema piccolo o grande nella mia esistenza.  Ho detto anche che se fossi sparita in quel momento nessuno se ne sarebbe accorto e che nessuno mi vuole bene.A casa me la sono presa con M perché lui è un uomo per cui non può lontanamente capire una mazza di ciò che mi accade in quella settimana e che avrei voluto che per osmosi comprendesse anche solo un pochino il disagio che mi pervade. E poi ho aggiunto che non aveva più senso stare insieme (questo è un grande classico). Ho visto tv spazzatura, ho pianto per ogni minchiata, mi sono guardata spesso allo specchio e mi sono detta “quanto sei brutta”, ho più volte ripetuto che questa vita vissuta così è una presa per il culo e infine mi è venuto il ciclo, e tutto è finito. Poi con calma e serenità ho iniziato a pensare che questo fatto che noi donne nasciamo già con un tot numero di ovuli e che man mano durante la nostra vita li “perdiamo per strada”, non mi piace per niente. Non è bello sapere che c’è un pezzo di te che se ne va e che non ricrescerà più, mica sono capelli o unghie o i denti da latte,  sono ovuli super potenti che una volta andati, amen! Gli uomini hanno spermini a non finire, noi quel dato numero di ovuli e poi basta, finiti, stop. E poi ogni volta che un ovulo (o più di uno) abbandona il nostro corpo son dolori, quando un uomo perde il seme non mi pare che soffra poi così tanto. E non mi pare nemmeno che per creare nuovi sperimini un uomo abbia scompensi ormonali o cose del genere, lui si sveglia al mattino tutto nuovo e rigenerato, con un corredo genetico pronto all'usoEssere un mammifero è proprio una fottitura, sapere che come te anche una balena ha quel numero di ovuli e una volta finiti non può più procreare è deprimente. Meglio nascere oviparo o ovoviviparo, non credo che le galline, le vipere o gli squali vadano incontro alla menopausa. Spero però che soffrano anche loro di sindrome premestruale, altrimenti non c’è giustizia su questa terra.
Titolo dell'opera "Silvester Spermone"di Andrea Giacomantonio, mio fratello. 

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