lunedì 2 marzo 2015

Piatti e piatti.

Ogni lavoro a lungo andare diventa pesante, noioso ripetitivo, il mio a dir la verità non ha scelto di seguire la strada della monotonia, che pur ogni tanto non fa male a nessuno, sapete quanto sono innamorata della noia, no il mio lavoro ha deciso di seguire un’altra strada, quella dell’assurdità.
Dopo tanti anni non mi capacito di come la gente possa essere così totalmente priva di logica e buon senso, così ubriaca di stupidità.
Mercoledì pomeriggio mentre senza vergogna stavo appollaiata sullo sgabello a leggere il giornale, è entrata una coppia, un uomo ed una donna. La coppia più avvilente che abbia mai visto, era una coppia beige e per beige intendo quel colore che è praticamente un non colore, una tonalità amorfa, senza carattere, così priva di vitalità. E dopo questa personalissima descrizione del colore beige, cercate di immaginate quest’uomo e questa donna. Non erano brutti, per carità, ma manco belli: lui un po’ su di peso, senza molti capelli, con degli occhiali anonimi, con un viso quasi privo di espressione. Lei, poverella, con dei capelli colore del nulla, con una coda di cavallo tutta raffazzonata, il viso scialbo senza un filo di trucco e che parlava sussurrando, muoveva le labbra appena e a me se c’è una cosa che mi saltare i nervi sono le donne che sussurrano e non parlano. Madonna mia e aprite quella cacchio di bocca e usate la voce, non dico di fare come me che quando parlo urlo, però che diamine, ma chi cazzo vi capisce se sussurrate? E dopo questo piccolo sfogo ecco quello che i signori Beige mi hanno chiesto: “dobbiamo fare un regalo, vogliamo prendere una tazza col piattino, però il piattino deve essere piatto mi raccomando!”
Perché, perché dio mio continui senza soluzione di continuità a mettere sulla mia strada questa gente? Vuoi far vacillare il mio marmoreo ateismo affinché io incolpi qualcuno di ultraterreno per la scemità del genere umano? Ma cosa cazzo vuol dire “piattino piatto”? Un piattino non è forse per sua natura piatto? Che differenza c’è tra un piattino non piatto e uno piatto? Secondo me un piattino completamente piatto diventa una mattonella e non è più un piattino e non esistono le tazze da tè che sotto hanno una mattonella al posto del piattino. Poi, i Beige, rendendosi conto della folle richiesta, dicono “sa, la nostra amica sopporta solo certi tipi di piattini altrimenti diventa matta, lei è una persona molto particolare”. Avevo un professore di letteratura italiana all'università che se all'esame ti azzardavi a dire la parola “particolare” (per esempio “mi parli delle Operette Morali di Leopardi” e tu rispondevi “le Operette Morali sono molto particolari, eccetera eccetera”) lui diventava una belva, perché diceva che la parola “particolare” non vuol dire una minchia. Questa cosa m’è rimasta impressa, ma che cazzo vuol dire “la nostra amica è particolare”? la vostra amica è una fissata, una psicotica, una maniaca, una che ha forti problemi con la realtà, una che manda in giro la gente a cercare piattini piatti, altro che particolare!
Ovviamente ero sprovvista del piattino piatto, i Beige hanno preso solo una tazza ripromettendosi di andare altrove alla ricerca del piattino piatto, buona fortuna!
Poi per concludere in modo degno la settimana di lavoro ho dovuto fare pace col fatto che la gente oltre a non saper scrivere correttamente in italiano può anche non saperlo parlare per niente.
È entrata una signora al negozio che ha esordito così “salva signorina, c’è una bella borsa in vetrina, me la facci vedere!” pensavo di aver capito male così le ho fatto vedere la borsa, ma poi mi dice “molto bella, mi facci vedere anche quella maglia”. Non potevo aver capito male ancora, la signora diceva proprio “mi facci”. “Mi facci vedere quello, mi facci provare quell'altro, mi facci vedere un po’ il prezzo, mi facci qua, mi facci là”. Cosa avrei dovuto fare? Dopotutto trovarmi in quel film di Fantozzi mi faceva un sacco piacere, la signora era convinta di parlare benissimo, proprio come il ragionier Filini. Ho lasciato correre, non l’ho corretta nemmeno una volta, dopotutto la lingua è un essere in continua evoluzione e si trasforma in base alle esigenze del popolo che la usa, mica parliamo come si parlava nel 1800? Fra 100 anni magari diremo proprio così “mi facci capire un po’ questa storia della grammatica nel 2015!”
L'illustrazione è di mio, sempre e piattamente, fratello Andrea Giacomantonio.
 

 

Nessun commento:

Posta un commento