lunedì 16 marzo 2015

Dopo le otto (di sera)

Se la mia giornata finisse alle 8 di sera sarei una donna priva di vizi, magrissima, con una pelle da bambina e dispensatrice di consigli per quanto riguarda una vita sana e priva di eccessi.
Faccio sempre una buona colazione con un giusto equilibrio tra carboidrati e zuccheri, a pranzo mangio poco ed evito sempre di cibarmi di cose poco sane e che fanno ingrassare. Cerco di non mangiare mai cibi da bar o di pranzare alle tavole calde, non mi fido degli alimenti che usano, preferisco portarmi qualcosa da casa che ho preparato la sera prima. Bevo qualche caffè e fumo il giusto, 3 o 4 sigarette. Non fumo mai di mattina, la prima sigaretta la colloco intorno alle 15. Se incontro qualche persona conosciuta al bar che vuole a tutti i costi offrirmi la colazione, declino l’invito con gentilezza, non bevo il cappuccino perché il latte agli adulti fa solo male e non mangio cornetti perché sono un mattone di burro e altri grassi malefici. Una volta ogni tanto mi concedo un tramezzino pur sapendo che è una pietanza con all'interno cose non ben identificabili, ma ciò accade forse una volta al mese. Non mastico chewingum e mangio caramelle sporadicamente, solo se passa la mia amica Daniela che ne ha sempre una scorta in borsa e me ne regala qualcuna.
Cerco di mangiare verdure due volte al giorno ed evito la carne perché quella che si trova qui è piena di steroidi ed anabolizzanti, quando torno a casa a Maratea e trovo la carne del maiale della mia vicina di casa non mi faccio problemi, la mangio come se non ci fosse un domani.
Se la mia giornata finisse alle 8 di sera camperei 100 anni in salute e felicità. Ma la mia giornata non finisce alle 8 di sera, continua almeno altre 4 ore e durante queste 4 ore distruggo con cura tutto il mio operato e disintegro con un martello pneumatico tutte le mie buone abitudini. Mi trasformo in una bestia famelica e ingorda, vado oziando tra cucina e divano, apro le porte al mio lato diabolico e peccaminoso, quando l’orologio segna le 8 inizia la mia vita nera.
Appena apro la porta di casa, manco mi tolgo il cappotto che già apro il frigo per vedere cosa posso mangiare prima di autocannibalizzarmi.
Arrivo a casa con una fame che sembro un lupo, se incontrassi un agnellino per la strada, salterei giù dal motorino e lo sbranerei.
Dopo aver mangiato la prima cosa che mi capita fra le mani inizio a cucinare e mentre cucino continuo a spiluccare (un pezzo di formaggio, un po’ di pane, una fetta di salsiccia paesana, due melanzane sottolio), appena ho avviato la cucina mi stappo una birra e accendo la tv. Mi sintonizzo immediatamente su rai 3 e lascio uscire da me gli ultimi barlumi di logica, cultura ed intelligenza e mi sparo la mia super puntata di un posto al sole, nel frattempo mi fumo una sigaretta e poi pure un’altra. Quando è finita la birra e la puntata metto la tavola e iniziamo a mangiare, arrivata a questo punto, non lo bevo un po’ di vino? Certo che lo bevo, è tutto più buono con un po’ di vino. Dopo cena mi stravacco sul divano con tutto il cibo sullo stomaco e se va bene M mette su un bel film, altrimenti mi lobotomizzo facendo zapping da un canale all'altro cercando solo il peggio che offre il palinsesto e nel frattempo mi faccio un’altra sigaretta. Verso le 10 e mezza o le 11 ovviamente mi viene voglia di qualcosa di dolce e allora vai con un po’ di cioccolato fondente, oppure di una fetta di torta, magari anche un gelatino se c’è, e se proprio manca tutto mi faccio andare bene anche i biscotti della colazione. E infine se c’è qualche amico dopo cena, non disdegno un velo di buon rum o di qualche altro distillato ben invecchiato.  
Poi vado a letto, leggo qualche pagina di un libro e collasso fino al mattino seguente.

Una volta sveglia, dopo aver fatto colazione, mi vesto, mi guardo allo specchio e mi dico “madonna che panza che ho, ma com'è possibile? Eppure mangio poco e bene. Certo che se la sera tornassi a casa ed andassi a dormire direttamente avrei risolto il problema”.
L'illustrazione è di mio, sempre e puntualmente, fratello Andrea Giacomantonio.

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