lunedì 2 febbraio 2015

Ieri avevo uno scooter

M’hanno fottuto il motorino. Si, proprio così, si sono presi il mio motorino.
Non ho intenzione però di iniziare una filippica degna di Alex Drastico, proprio no, non me la sento. Ieri sera il motorino c’era, stamattina non c’era più. Un piccolo particolare però lo devo confessare, a voi ho sempre detto la verità e non inizierò di certo oggi, un giorno di lutto, a dirvi bugie o ad omettere cose importanti: c’erano le chiavi attaccate, ben nascoste dalla copertina ma comunque attaccate.
E ora non fate gli stronzi e iniziate a pensare “beh allora sei una cretina” oppure “te la sei cercata” o cose del genere, tanto lo so che a tutti voi, almeno una volta è successo di lasciare le chiavi attaccate al motorino, poi pensare di averle perse e infine ritrovarle lì nel motorino proprio sotto gli occhi di tutti e pensare “minchia, che culo, non se lo sono preso!”.
Stavolta la svista non è stata la mia, ma di M, il colpevole è lui. Io sono sempre stata più che fortunata, mille volte ho lasciato le chiavi proprio nella toppa dello scooter e una volta pure attaccate al bauletto con sopra poggiato anche il cellulare, allora però trovai un ragazzo d’oro che mi fece riavere tutto. Stavolta però ci è andata male.
Il mio piccolino se lo sono preso così, senza usargli violenza e senza causargli dolori, il mio compagno di viaggio degli ultimi 6 anni è andato via senza fare rumore.
La cosa incredibile è che il motorino era parcheggiato nel cortile interno del palazzo, proprio sotto il cartello con su scritto “area video sorvegliata” che, udite, udite, ho appena scoperto essere finto.
Ora chissà quale culo schifoso schiaccia il suo sellino, chissà che mani fetenti impugnano il suo manubrietto, che stringono i suoi freni, che schiacciano il suo clacson…mi viene da piangere.
E se già lo hanno fatto a pezzi? Porca miseria, l’idea di vederlo smembrato mi paralizza.
Non appena stamane ci siamo accorti del furto sono andata immediatamente a fare la denuncia dai carabinieri.
Una volta in caserma, seduta alla scrivania di fronte ad un carabiniere ho iniziato a dettare i miei dati personali. Nel momento in cui ho detto il mio indirizzo (Cersuta di Maratea), un altro appuntato, che fino a quel momento era seduto alla scrivania accanto e faceva palesemente finta di leggere un fascicolo, si alza, viene verso di me e dice: “tu sei di Cersuta?” e io dico “si, perché c’è stato in vacanza?” e lui da quel momento non smette più di parlare. Sapeva il nome di tutti gli abitanti del paese, non che siano molti, però li sapeva proprio tutti e poi mi chiedeva “e come sta questo? E come sta quello? E il cognome di quello com'era? E il fratello di tizio come si chiamava? E il nipote di Caio ora quanti anni ha? E Sempronio che lavoro fa?”. Madonna mia, ero andata a fare una denuncia per furto e mi ritrovavo sotto interrogatorio, ero triste e affranta per il motorino e dovevo rispondere a domande delle quali non me ne fregava niente. Poi continuava a dirmi “si, però di te non mi ricordo, non mi pare che ti ho mai vista” e io avrei voluto dirgli “e manco io t’ho mai visto e tu guarda il caso, proprio in una stazione dei carabinieri della città più grande d’Italia ti dovevo conoscere, proprio il giorno che m’hanno fottuto il motorino e che vorrei fare una cacchio di denuncia e tu invece mi stai facendo il terzo grado su tutti gli abitanti del mio paese!”
Quando stavo per andar via, mi ha detto il suo nome (che ho prontamente rimosso dalla mia memoria) e mi ha chiesto di mandare un saluto a tutti.
Il mio motorino non c’è più, lascia un grande vuoto di emozioni, velocità, ebbrezza e meccanica, qualche difetto e qualche rumore strano che sapevo riconoscere al volo. Il mio motorino mi mancherà tantissimo e sicuramente ogni volta che incontrerò per strada un Liberty 125 grigio mi chiederò se è proprio lui oppure un gemello.
Ora devo cercare al più presto un altro scooter perché senza sono nella merda!
Il ricordo di lui rimarrà ad imperitura memoria.
Ciao amico mio, vola alto e sii orgoglioso!

 L'illustrazione è di mio, sempre e pindaricamente, fratello Andrea Giacomantonio.

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