lunedì 16 febbraio 2015

Ho di nuovo uno scooter

Qualcuno di voi già lo sa ma per chi ancora non lo sapesse: mi hanno ritrovato il motorino.
Lo scooter è stato ritrovato due giorni dopo essere stato trafugato e le cose sono andate più o meno così.
Martedì sera ero a lavoro, la mattina avevo già contattato una ragazza che vendeva il suo scooter e l’appuntamento per andarlo a vedere era per le 20e15 della stessa sera.
Intorno alle 18e30 il mio cellulare ha iniziato a squillare, sul display compariva la scritta “sconosciuto”. Per quanto mi riguarda non rispondo al cellulare manco quando so chi sta chiamando, figuriamoci se mi metto a rispondere quando vedo la scritta “sconosciuto”. Stavo seguendo una cliente che in quel momento era chiusa in camerino a provare un po’ di cose, il momento era tranquillo, fuori pioveva a dirotto e non so perché ma ho sentito un vocina dentro la mia testa che mi ha detto “rispondi al telefono, rispondi al telefono…non si sa mai…!” quindi ho dato retta al mio animale guida (un cane) ed ho risposto.
Io “si pronto”
Lui “lei è la signora Giacomantonio?”
Io “si, sono io, lei chi è?”
Lui “sono il maresciallo Cattivo, è suo uno scooter Piaggio Liberty 125?”
Io “oh mio dio…. avete ritrovato lo scooter?”
Lui “si, venga a prenderlo entro le 20 e non oltre, porti la denuncia e LE CHIAVI!”
In quel momento credo di aver avuto un calo di zuccheri, una felicità immensa mi ha schiaffeggiato, un turbinio di emozioni mi ha reso incapace di parlare per circa 20 secondi, che per me è un tempo infinito.
In fretta e furia ho chiamato M, gli detto di prepararsi perché di lì a 15 minuti sarei passato a prenderlo col motorino di mio fratello, gli ho detto di prendere la denuncia e recuperare le chiavi di scorta del motorino, perché come tutti voi ben sapete lo scooter me lo avevano rubato perché c’erano le chiavi attaccate.
Una volta giunti in caserma il maresciallo Cattivo mi ha chiesto di seguirlo, da sola.
Eravamo io e lui in una stanzetta scarna e piccola. Una scrivania al centro con sopra il nulla, tranne una cartellina e una penna, due sedie e il tutto illuminato da un neon azzurrognolo, una finestrella e il rumore di pioggia che veniva dall’esterno. Sembrava la scena perfetta di un poliziesco in cui era il momento dell’interrogatorio.
Cattivo “si segga, prego”
Io “ok”
Cattivo “dunque, vediamo un po’, il motorino è stato rubato l’altro ieri vero?”
Il maresciallo Cattivo in quel momento ha palesato la sua vera natura, ovvero quella di uno stronzo. Mi guardava di sottecchi, sorrideva leggermente, modulava la voce come se stesse parlando con una scema (e aveva ragione).
Io “si esatto”
Cattivo “e le chiavi del motorino ora dove sono?”
Io “eccole” (mostrandogli quelle di scorta)
Cattivo “ha solo quelle chiavi o ne ha altre?”
Ecco, da questo momento in poi fate sparire l’immagine di me di donna spavalda, sprezzante del pericolo, spiritosa, piena di senso dell’umorismo e a tratti anche spigliata e pensate ad una ragazza deficiente e un po’ stupidina. A questo punto della storia avrei potuto dire tranquillamente la verità, che le chiavi erano nel motorino, che era stata una dimenticanza e che queste cose capitano a tutti. Invece cosa ho fatto? Ho mentito spudoratamente.
Io “guardi non saprei, ecco le chiavi del motorino”
Cattivo “ senta signora, si rende conto che è dentro una caserma dei carabinieri e sta mentendo, non faccia finta di nulla, la prego, se fa così si mette male”.
Porca miseria, che figura di merda! Cazziata come alle scuole elementari.
Io “senta mi dispiace, le chiavi erano vicino al motorino, non l’ho specificato forse per evitare un’ulteriore figuraccia!”
A questo punto si affaccia nella stanzetta un altro carabiniere e dice “marescià, qua ci stanno 3 motorini con le chiavi, qual è quello della signora?”
Il maresciallo Cattivo mi guarda con un’espressione che lasciava poco alla fantasia, sul suo volto c’era scritto “lo vedi, mica sei tu l’unica cretina che lascia le chiavi attaccate al motorino e non lo dice”.
A quel punto mi sono sentita molto meno sola su questa terra di coglionazzi!
Concluso l’interrogatorio il maresciallo Cattivo mi ha dato il permesso di andare a riprendere il mio mezzo. La cosa assurda è che le chiavi erano ancora lì, non so come hanno fatto, in realtà l’ho chiesto ma non me l’hanno voluto dire, ma mi hanno recuperato il motorino con le chiavi.
Una volta soli M mi ha detto  “di sicuro lo hanno lasciato per strada perché sono rimasti senza benzina, l’ultima volta che l’ho preso era completamente a secco e se non c’è benzina è un problema, qua non ho visto nemmeno una pompa nelle vicinanze”.
Ho girato le chiavi e udite, udite, la lancetta della spia del serbatoio è salita come mai in vita sua, il motorino era pieno di benzina! Siamo rimasti senza parole.
N.B. il nome del maresciallo Cattivo è frutto della mia fantasia.
 
 
L'illustrazione (che è la stessa dell'altra volta ma il motorino in questo caso sta tornando indietro) è di mio, sempre e bilateralmente, fratello Andrea Giacomantonio.

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