lunedì 1 dicembre 2014

A fior di labbra

Venerdì pomeriggio mentre cercavo caparbiamente di far entrare su una superficie minuscola una quantità di oggetti enorme, una conversazione telefonica di una signora dentro al negozio ha captato la mia attenzione.
“Pronfo, si sciao, come ftai? Fi, tutto bene, scerto teforo, sci vediamo fstafera, Gigi viene anche lui? Beniffimo, sciao amore, sciao, sciao”.
Perché parlava in quel modo? Perché biascicava le parole? Era forse ubriaca? Era appena uscita dal dentista ed era ancora sotto l’effetto dell’anestesia? Ma no, nulla di tutto ciò. Quando si è voltata verso di me per chiedermi una cosa mi sono accorta del motivo del suo parlar strano. Aveva delle labbra così spropositatamente gonfie e turgide che non riusciva proprio a dire una parola in maniera normale.  Credetemi ero veramente imbarazzata, non sapevo dove spostare lo sguardo pur di non incrociare il suo volto ma credo nonostante tutto di aver fatto una discreta figura di merda, perché appena l’ho vista ho sgranato gli occhi.
Non era vecchia, ma nemmeno troppo giovane, aveva il viso così ritoccato che a occhio e croce poteva avere dai 35 ai 60 anni, un viso senza età, tutto tondo e levigato, anche gli occhi erano strani, uno in una posizione e l’altro in un’altra, non troppo però, quel che basta per notare un’asimmetria.
E poi era lucida, ma non sudata, era lucida come un mocassino di vernice, quel lucido che ti ci puoi specchiare. Ma le labbra, o mio dio quelle labbra, una cosa eccezionale.
Ora, servendomi di uno strumento scientifico, un metro da sarta, misurerò la mia bocca in orizzontale, praticamente da un angolo all'altro: risultato 5 cm. La donna in questione secondo me aveva una bocca il doppio della mia, sia in larghezza, sia in volume: risultato un buon 10 cm di fessura orale.
La domanda che mi sono posta là per là è stata: ma che ci fa una con una bocca così grande?
Poiché so a cosa state pensando e per evitare di usare un lessico improprio, vi anticipo.
Care donne con le bocche grandi tutte siliconate, qual è il vostro precipuo scopo? A chi dedicate questo sperpero di carne bitorzoluta? Quale sentimento avete intenzione di scatenare in un uomo? Perché è di questo che si parla, piacere agli uomini e dopo forse a se stesse. Io credo che un uomo medio vedendo una bocca del genere pensi ad una sola cosa: fellatio. Ed è per questo che ci si sottopone a trattamenti estetici ed a operazioni dolorose e perniciose? Per diventare dei meri mezzi per procurare piacere? Perché appena un uomo ci nota per strada ci associ ad un pompino? (m’è scappato, chiedo scusa). Dai, ragazze, possiamo ambire a qualcosina di più, vero?
E poi care donne di una certa età con la bocca di una bambola gonfiabile, ma veramente credete che un uomo medio se potesse scegliere tra la bocca di una ventenne e la vostra, sceglierebbe la vostra?
In sostanza fare ricorso alla chirurgia estetica (tette, culi, labbra, tiraggi vari e così via) ha un solo fine per la donna, essere o diventare un oggetto sessuale. Perché evidentemente non c’è nient’altro a cui appigliarsi.
Mentre notavo quell'essere posticcio che si aggirava per il negozio m’è salita una rabbia incontenibile. Ma perché ridursi in quel modo? Perché, pur di piacere a qualche ricco coglione una donna arriva al punto di non riuscire neppure a parlare normalmente? E poi che credono, che le donne normali siano invidiose dei loro prodigi estetici? No, francamente no.
Invidio con piacere un bel ventre piatto, invidio il corpo di una ginnasta, le gambe lunghe di una nordica, i capelli biondi di una svedese, gli occhi neri di un’araba, le spalle larghe di una nuotatrice e ormai invidio anche un po’ il viso liscio e perfetto di una diciottenne.
Care donne, fatemi un piacere, prima di fare qualche cazzata, lasciatevi consigliare da un parente, da un amico, se necessario anche dal vostro cane (che se poi tornate a casa tutte gonfie manco vi riconosce) e se state con un uomo a cui non interessa se voi riusciate a parlare o meno, fatevela qualche domanda. 
C’è vita oltre la fellatio.  
L'illustrazione è di mio, sempre e gonfiamente, fratello Andrea Giacomantonio.



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