lunedì 6 ottobre 2014

C'è chi dice "è una strega"...

Mi ha sbigottito una frase di una cliente qualche giorno fa che davanti ad un costume da bagno in saldo mi ha detto: “lo so che è in saldo e non costa praticamente nulla, però, mia cara sappi che la gattina quando invecchi diventa una gattona, e in questo slip la mia gatta non ci entra più!”
Di sicuro non è che ora mi metto a disquisire sulle nostre parti feline del corpo, però un po’ ci penso al fatto che cambiano molte cose col tempo e molti di questi cambiamenti non è che siano proprio bellissimi e poi sentire una sessantenne che chiama il proprio organo genitale “gatta” è una cosa troppo divertente! Inoltre essendo io una pensatrice maldestra non ho potuto che immaginarmi un gattone persiano appollaiato tra le cosce della signora che con un sonoro “miaoooo” scacciava eventuali disturbatori.
Una decina di anni fa, forse compivo 23 0 24 anni, mia sorella mi diede un biglietto di auguri assai scherzoso: all'interno c’era un disegno di una ragazza nuda e in dotazione nel biglietto c’era anche una matita. La didascalia diceva più o meno così “ prova a mettere la matita sotto il tuo seno, se la matita cade subito allora hai venti anni, se la matita resta attaccata sotto la tetta allora vuol dire che hai superato i 30”. In sostanza per chi non lo avesse capito vuol dire che se hai un seno alto e tonico sei giovane, se invece la forza di gravità non ti aiuta più vuol dire che il tuo massimo splendore è finito. Mi fece un sacco ridere il biglietto e all'epoca pensai che nella mia vita non avrei mai avuto trenta anni, figuriamoci 34!
Chi poi non è proprio clemente nei confronti dei cambiamenti fisici è lo specchio dell’ascensore. Malefico specchio del cavolo, sempre lì pronto con le sue violentissime luci al neon a farti vedere ogni minima crepa. Fino all'anno scorso facevo in tempo a salire e a scendere strappandomi dalla testa tutti i capelli bianchi che beccavo, ora non lo faccio più, un po’ perché dovrei strapparmi il 60 per cento dei capelli che ho in testa e un po’ perché non mi pare giusto lasciare una parrucca bianca a terra alla mercé di tutti gli inquilini.
Per concludere questo panegirico sull'inesorabilità del tempo, sabato sera ero sul tram sulla Prenestina, accanto a me erano sedute 2 ragazze molto giovani e sicuramente studentesse fuori  sede che disquisivano sull'esoticità del liquore Strega e dell’ubriacatura imminente che le attendeva di là a qualche ora. Qualche minuto dopo ero a casa di amici e a tavola discutevamo sulla moltitudine di modi di usare il tonno e di come le zucchine in questo periodo siano amare. Ma cosa è successo? C’è stato un momento preciso in cui tutto è cambiato e io non me ne sono accorta? È stato forse quando mi sono resa conto che ascoltare lo stereo a palla è una cosa fastidiosissima? O forse quando rileggendo ultimamente il testo di “rape me” scritto dall'allora ventiseienne Kurt Kobain ho capito che non era altro che un brano scritto da un ventiseienne problematico? Ancora non mi è chiaro se negli ultimi 10 anni c’è stato un salto di qualità, oppure sono soltanto cambiate le priorità, l’unica cosa che posso dire è che il liquore Strega fa abbastanza schifo.

 In questa bellissima illustrazione di mio, sempre ed ineluttabilmente, fratello Andrea Giacomantonio è rappresentata la strega del liquore Strega il giorno dopo che lo hai bevuto! 

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