lunedì 23 giugno 2014

CLIENTI SERPENTI

Da non crederci, questa settimana mi sono capitate delle clienti talmente antipatiche che hanno superato di gran lunga la persona più antipatica che abbia mai conosciuto nella mia vita: la professoressa di francese delle scuole medie!
Signora con figlia adolescente.
-Salve, mi dica dov'è l’angolo con gli sconti.
Io- Mi dispiace ma non ci sono angoli con gli sconti.
-Ci sono in tutti i negozi, solo in questo no?
E già mi ero un tantino innervosita. Nel frattempo si aggiravano nel negozio lei e la figlia un po’ stizzite e incredule data l’evidente mancanza di angoli con gli sconti.
La figlia dopo qualche moina riesce a convincere la madre e provare qualche abito. Nel frattempo la donna riceve una telefonata: “si pronto, no, forse no…non saprei, secondo me  il tappeto persiano sta meglio nella casa a Porto Ercole che in quella a Cortina. Guarda, fai una cosa, chiama l’architetto e chiedi a lui!”.
Dentro me gioivo e pensavo “Vendetta, tremenda vendetta.  Fa che la figlia scelga un abito e poi ti farò vedere di cosa sono capace. Vieni qui a cercare sconti e poi non sai dove mettere il tappeto persiano,  per quanto mi riguarda lo puoi arrotolare e ficcartelo su per il ….!”
Le mie preghiere furono avverate, giunte alla cassa con l’abito in mano, ho guardato il cartellino ho sorriso come lo Stregatto ed ho detto “sono 98 euro e 65 centesimi, grazie”. Credetemi, lo sconto lo faccio a tutti, ma proprio a tutti, mi basta una parola gentile e uno sguardo sincero che lo sconto mi viene automatico, alla signora non ho tolto nemmeno i 65 centesimi.
Signora con figlia adolescente numero 2.
Scendono le scale una ragazza e sua madre con in mano la busta del negozio.
“Ecco, dovranno fare un cambio, che palle” ho pensato, non so perché ma i cambi mi mettono sempre a disagio.
“Prego, posso aiutarvi”, ho chiesto con gentilezza.
“Guardi, sono una vecchia cliente, dovremmo fare un cambio, un po’ di tempo fa ho preso questo vestito a mia figlia, ma proprio non le piace!”
Apro la busta e indovinate cosa c’era dentro? Un vestito di lana della collezione invernale, venduto a dicembre.
Le guardo incredula e dico “Ma signora, quest’abito è stato acquistato 7 mesi fa, capisco che lei sia una “vecchia cliente”, ma  davvero non posso fare un cambio, è una cosa impossibile. Vediamo come posso venirle in contro, magari possiamo capire cosa non piace a sua figlia dell’abito e posso mandarlo dal sarto per modificarlo”.
Potevo tranquillamente obiettare dicendo che ci poteva pensare prima, che mai in vita mi era capitato di dover cambiare un abito di lana a giugno e via dicendo, però non ho detto nulla, ho preferito andare incontro al cliente per accontentarlo.
“Non le piace il collo, è troppo alto” mi ha detto la madre.
“Allora lo possiamo far togliere, si può fare, vede qui c’è la cucitura, è un lavoro fattibile”.
“Lo facciamo solo se non costa nulla, il lavoro dal sarto lo pagate voi”.
A quel punto ho preso l’abito, l’ho piegato con cura, l’ho rimesso nella busta e gliel'ho ridato dicendo “guardi signora la mia disponibilità finisce qui.”
Maledetti saldi
Quando cominciano i saldi? Questo è il mantra di quest’ultima settimana. Lo sanno tutti quando cominciano i saldi, eppure la domanda minchiona la devono fare per forza, se no si sentono male.
Sabato sera una donna, dopo avermi fatto la solita domando ed io dopo aver risposto automaticamente “il primo sabato di luglio”, prende una camicia e mi chiede (in romanesco) “che ma fai provà sta camicia, però me serve a L”.
“Certo la prendo subito” rispondo io, ma lei prontamente ribatte “me la provo ma se va bene ma vengo a pijà coi saldi”.
Ed io, gentile ma al tempo stesso Stregatto ho risposto“allora facciamo una cosa, la venga a provare direttamente quando iniziano i saldi, arrivederci”. 
L'illustrazione è di mio, sempre e stregattamente, fratello Andrea Giacomantonio.

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