lunedì 3 marzo 2014

FUMO

Nel pomeriggio dopo aver pranzato fumo sempre una sigaretta davanti alla porta del negozio e per dar un po’ di scariche intellettive al cervello, osservo la gente che passa. Cerco di origliare i discorsi che fanno le persone che passeggiano, studio quelli che aspettano l’autobus, guardo persino quelli in macchina fermi al semaforo. Questa cosa mi rilassa tantissimo e non so perché.
Sono sicura peraltro che la gente guardandomi pensi che io sia persa in qualche mio personalissimo pensiero che riguardi la mia vita privata, quando invece mi sto facendo i fatti di tutti quelli che mi stanno in torno, osservo tutti e in più, non contenta, immagino anche come possano essere le loro vite. Un po’ mi sento in colpa, però è più forte di me, non posso non farlo.
Non ho potuto, per esempio, non origliare la telefonata di quella donna alla fermata dell’autobus che diceva alla sua amica “guarda mi sento malissimo, ho il raffreddore e forse anche la febbre, ma tu lo sai come sono io, non prendo medicine, sono veleno, aspetto che tutto passi da sé”. Il discorso non faceva una piega, anche se io personalmente ripongo tutta la mia fiducia nei farmaci, comunque la donna che diceva queste cose non aveva un centimetro del suo viso senza una bella dose di botulino. Le labbra, gli zigomi, gli occhi, il mento, il collo, tutto gonfissimo e posticcio. Mi sono quindi chiesta: se nella scala dei valori della suddetta signora un’aspirina è veleno, il botox che cosa è?
Oppure non ho potuto non osservare quella giovane coppia dove sia lui che lei erano bellissimi, altissimi, biondissimi e magrissimi. E già me li immaginavo nella loro fattoria in Norvegia su un fiordo in mezzo al nulla che pascolavano le loro pecorelle e la sera davanti al fuoco spazzolavano il loro pastore maremmano e poi mangiavano pane e burro e ascoltavano un disco dei Sigur Ros.
Ovviamente il pensiero che potessero essere due stronzi psicopatici, magari fratello e sorella soggiogati dall'incesto e dediti al cannibalismo non mi ha sfiorato per niente, quando vedo due belli penso sempre a cose positive, sono una ragazza romantica! 
Ma tra una fantasia e l’altra capita pure che mi faccia un sacco di risate, per esempio quando facevo due chiacchiere con un vecchino gentilissimo che conosco da tanti anni che ha una cagnetta che si chiama Nina e che è talmente autonoma ed intelligente che va sempre in giro senza guinzaglio. Capitò però qualche mese fa che una signora, che passeggiava spedita sul marciapiede si fermò davanti al negozio, vide Nina senza guinzaglio accanto al suo padrone e disse “i cani devono avere il guinzaglio, sempre” e lo disse con una tale rabbia e con un viso così schifato che il vecchino (ripeto, gentilissimo) le rispose “Signora, ma vaffanculo”. Lo sentirono tutti, ma proprio tutti e lo sentì soprattutto la signora, credo di non aver mai visto una persona così basita in vita mia.
Infine, proprio mercoledì scorso, stavo fumando una sigaretta con la mia amica Magda, quando è passata una signora che spingeva un passeggino vuoto. Non c’era nulla di anormale, era ovvio che la donna stesse andando a recuperare il bambino da qualche parte, forse a scuola, forse a casa dei nonni, ma chissà perché siamo state rapite dalla stessa fantasia malata: secondo noi la donna spingeva un carrozzino con un bimbo immaginario. La domanda che si è fatta Magda è stata “chissà se sta pensando a cosa pensa la gente di lei che spinge un passeggino vuoto” , un’ottima domanda direi, una domanda lucida e da professionale, invece  la mia è stata “chissà a cosa sta pensando il bambino immaginario”,  ho sempre avuto un debole per gli inesistenti.
L'illustrazione è di mio, sempre ed inevitabilmente, fratello Andrea Giacomantonio. 

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