lunedì 3 febbraio 2014

I will survive

Sopravvivrò alla caterva di richieste assurde di questo piovoso e umido inverno?
Conserverò il mio proverbiale buonumore e la stima che provo nei confronti del genere umano?
Mi rimarrà anche una sola briciola di sanità mentale e di lucido intelletto? Mi stupirò ed emozionerò ancora di fronte ad un tramonto? Mi entusiasmerò nel vedere un fiore sbocciare o una pecora brucare? Oppure sto già camminando sul brullo sentiero dell’asprezza e della disillusione?
Ci terrei tanto a rimanere una bella persona, gioviale ed educata, disponibile e gentile, ma ditemi voi come posso fare dopo che vi avrò elencato, in ordine assolutamente casuale, questa serie di domande minchione.
-          Mi scusi, ma di questo piumino faranno anche una versione estiva?
Che voi sappiate, amici cari, esiste anche solo per sentito dire, un piumino estivo? Perché dovrebbero inventare un piumino estivo? Se una persona va a passare le vacanze estive in un posto freddo, va a comprare un piumino estivo oppure si porterà appresso lo stesso piumino che usa durante l’inverno? E poi, di cosa dovrebbe esser fatto un piumino estivo? Di piume fresche? Di piume light? E infine, per fare un piumino estivo usano forse oche leggere?
-          La pelliccia che sta sul quel manichino è fatta di pelo di scimmia?
Credetemi, è la cosa più repellente che mi abbiano mai chiesto. Come fa a venirti in mente una cosa del genere? Ma che diamine, solo perché è una pelliccia nera col pelo lungo non puoi pensare ad una scimmia.  Forse ad  un coniglio, ad un topo muschiato, ma la scimmia no. Mettersi una pelliccia di scimmia addosso è come indossare la pelle di una persona particolarmente villosa, di uno affetto da irsutismo, il solo pensiero è rivoltante. Ad ogni modo la pelliccia era finta ovviamente, quindi ho risposto alla signora che la pelliccia era di puro pelo di scimmia … di peluche.
-          “Vorrei iscrivere mio figlio al corso di pittura, di sicuro però i giorni in cui non può venire sono il giovedì, il venerdì e il sabato e poi anche un martedì si e uno no.” “mi dispiace , ma i giorni di corso solo proprio il giovedì, il venerdì e il sabato, gli altri della settimana niente corsi!” “mmhh, così non ci siamo proprio, su, faccia uno sforzo e facciamo che lo porto il mercoledì!
Mi sono chiesta se questo bambino almeno la sera tornasse a dormire a casa. Palestra, nuoto, inglese, tennis, chitarra, rientro pomeridiano scolastico e perché no, mettiamoci pure un corso di pittura! Organizzati dalla mattina alle 8 fino alla sera alle 20, ogni minuto impegnato in qualche attività. Se un bambino si annoiasse per 10 minuti sarebbe la fine, capirebbe che dietro la noia c’è un mondo fatto di fantasia, di tempo libero e respiro che mai nella sua vita avrebbe potuto immaginare!  
Io ho una mia teoria in merito, credo che molti genitori non sappiano stare con i propri figli. Gli vogliono bene, li sfamano, li mandano a scuola, tutte cose perfette e sacrosante, ma quando esiste durante la giornata quel momento in cui si dovrebbe stare insieme i genitori non ce la fanno, non ne sono capaci e quindi inventarsi qualcosa per passare insieme un paio d’ore diventa un problema.
Così il bambino viene depositato ovunque, tutto il giorno in giro alla ricerca del passatempo perfetto  e la sera non si fa a tempo a raccontarsi la giornata che già è ora di andare a nanna.

At first I was afraid, I was petrified
Kept thinkin' I could never live
Without you by my side
But then i spent so many nigth
Thinkin' how you did me wrong
And I grew strong, and I learned how to get along
Oh no not I, I will survive
Oh as long as i know how to love i know i’ll stay alive
I've got all my life to live; I've got all my love to give
And I'll survive, I will survive, I will survive
L'illustrazione è di mio, sempre ed inevitabilmente, fratello Andrea Giacomantonio. 

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