lunedì 9 dicembre 2013

Ci vuole il fisico!

Vi avverto che oggi mi lamenterò tantissimo e scenderò in particolari raccapriccianti e splatter da voltastomaco che riguardano il mio stato attuale di salute.
Inizierei subito dall'afta che ho su una gengiva da almeno 5 giorni.
Era una sera fredda e piovosa ed ero in bagno davanti al lavabo, pronta per lavarmi i denti prima di andare a dormire. Presi lo spazzolino ci misi sopra il dentifricio ed iniziai la mia consueta opera di bonifica dentaria a cui non rinuncerei per niente al mondo. Spazzolavo abbastanza distrattamente poiché la mia mente era rapita da altri pensieri e saltando da un pensiero all'altro inciampai in un ricordo della sera appena passata che mi aveva fatto troppo incazzare. Mentre ero in macchina con mia sorella, mio fratello e Mattia (guidava mia sorella), una signora non si è fermata allo stop e per poco non ci ammazzava tutti e quattro. Mia sorella ha fatto una frenata con tanto di sgommata e poi si è affacciata dal finestrino ed ha urlato alla signora (che nel frattempo aveva inchiodato) “sta stronza”, la signora di rimando ha detto “ stronza sarai te”. Non l’avesse mai detto, in un secondo, non so nemmeno io come, siamo scesi tutti dalla macchina e siamo corsi verso la macchina della signora con fare piuttosto minaccioso. La signora, che tutto si aspettava tranne vedere un’orda di gente scendere da una seicento in trenta secondi, ha pigiato sull'acceleratore ed è scappata.
Ecco, mentre mi lavavo i denti ed ho pensato a ciò mi sono innervosita e nella foga mi sono data una botta alla gengiva che mi sono uscite le lacrime. Il giorno dopo avevo un’afta larga quanto un centesimo piena di pus purulento e la gengiva gonfia e infiammata all'ennesima potenza.
Passo ora al caso “herpes”, perché un herpes è per sempre. L’herpes, a quanto pare, per chi ne è affetto, è come una specie di segnale che ti dice che non stai al cento per cento, che forse stai un po’ esagerando con l’essere felice su questo mondo, che tutto questa positività che hai nei confronti della vita è una minchiata.  Per prima cosa ti fa sapere che le tue difese immunitarie, che tu credevi essere perfette giacché non hai avuto manco un raffreddore, sono di merda, poi ti fa rimpiangere i brufoli che avevi da adolescente, perché quando decide di nascere lo fa sempre nel posto più esposto della tua faccia. A me viene sempre nello stesso punto, al centro del labbro superiore, ma non proprio sul labbro, più su, sotto il naso, per farla breve quando mi viene sembra che ho il baffo come Hitler. In questo momento vivere con una crosta sanguinolenta al centro del viso è una cosa veramente sgradevole.
Nel marasma complessivo poteva mai mancare il ciclo? Ma no, certo che no. Non si fa  in tempo a riprendersi dal ciclo precedente che già si è in fase preciclo, in sostanza una donna fertile sta bene solo 4 giorni al mese, ma non ci è dato sapere quali siano! Passiamo una vita sotto la barbara tirannia degli ormoni.
Per non parlare poi della piaga degli assorbenti: esterni, interni, senza odori, super piatti, invisibili, anatomici o di lattice. Tanto è inutile, per quanto possano scervellassi per creare l’assorbente perfetto, la realtà è soltanto una , resta sempre e comunque  l’oggetto più fastidioso del mondo.

E dulcis in fundo: il mal di schiena. È una settimana che vivo con una punta di coltello conficcata sul lato destro della fascia lombare, un dolore fisso e costante, una fitta che inizia da quando scendo dal letto al mattino e che dura fino alla sera quando vado a dormire. Mi impasticco da giovedì (ibuprofene, naprossene, ketoprofene, ormai sono un’enciclopedia medica) ma nulla sembra cambiare, ho una smorfia sul viso di perenne contrarietà, di paura e sofferenza o altre volte di puro terrore, proprio come  quella de “L’uomo nella doccia”, di mio fratello Andrea Giacomantonio. 

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