lunedì 11 novembre 2013

Stretching

Non ho mai capito quelle persone che la mattina si svegliano presto. La sveglia rimane per me un’arma di distruzione di massa, la lascio suonare almeno 20 volte prima di alzarmi dal letto e una volta sveglia sento nel profondo della mia anima di aver subito un torto enorme, un’ingiustizia senza pari.  Mi sveglio sempre incazzata, sempre all'ultimo minuto e sempre incredula di fronte alla solita domanda che mi pongo ogni giorno “cazzo, è già mattina?”
Inutile poi parlare di quelle persone che insistentemente mi dicono “vedrai, più vai avanti e più il sonno passa, dormirai sempre di meno”, mah, che dire, a me pare proprio il contrario, più vado avanti con l’età e più ho sonno.
Qualche mattina fa, miracolosamente, mi sono svegliata prima che suonasse la sveglia (che assieme alla musica dodecafonica e alla bossa nova, è il rumore che detesto di più al mondo) e con una certa soddisfazione ho iniziato la mia giornata all'insegna dell’ottimismo.
Sono uscita da sotto le coperte non come al solito, cioè come un prigioniero che va a sistemarsi davanti al plotone d’esecuzione, ho fatto il caffè assaporandone anche l’odore, non ingollandolo di botto tipo siero antivipera come faccio usualmente e poi ho guardato l’orologio, “ah però” mi sono detta “sono in anticipo di ben 30 minuti sulla tabella di marcia, e mo che faccio?”
Sono andata in camera, ho acceso il computer ed ho cercato su google degli esercizi di stretching da fare a casa.
Tante volte ho scritto su questo blog del mio attaccamento al mio fisico ancora in stadio embrionale, del fatto che qualsiasi tipo di attività fisica per me è un’aberrazione, che il mio corpo non ha mai subito variazioni se non quelle date dalla crescita, che conservo intatti dei muscoli in stato vegetativo, eppure quella mattina presa da uno slancio per me sconosciuto mi è venuto in mente lo stretching.
Ho cercato e ricercato su internet e alla fine ho trovato 4 esercizi che secondo il mio punto di vista potevano fare al caso mio. Non scenderò in particolari raccapriccianti e non vi renderò partecipi dei miei snodamenti ginnici, ad ogni modo dopo 10 minuti avevo finito ed ero pronta per vestirmi ed uscire. Mi sono infilata una maglia, mi sono seduta per mettermi i pantaloni, ho sollevato una gamba e crack, un dolore assurdo m’è partito dalla chiappa destra fino alla gamba. Sono rimasta immobile con il pantalone mezzo infilato e mezzo no ed ero sola a casa. Come una vecchia decrepita mi sono trascinata in bagno, avevo le lacrime agli occhi, il respiro mozzato e un dolore meschino che si insinuava ovunque. Ho aperto la scatola dei medicinali, ho preso un antidolorifico granulare e l’ho mandato giù senza nemmeno l’acqua, mi sono seduta a terra ed ho aspettato che facesse effetto.
Che conclusione traiamo da questa storia?
1-      Se capiterà mai nella mia vita che mi desti prima che abbia suonato la sveglia, mi girerò dall'altro lato e mi riaddormenterò.
2-      Se succederà nuovamente che abbia ancora una mezz'ora di tempo libero prima di andare a lavoro, leggerò un libro, lavorerò all'uncinetto oppure starò immobile seduta sul divano a guardare l’infinito.

3-      Se mi verrà in mente di prima mattina ancora una volta la parola stretching sbatterò la testa contro il muro finché non l’avrò cancellata definitivamente dal mio vocabolario e la mia espressione sarà uguale a quella della donna nell'illustrazione di mio, sempre ed inevitabilmente, fratello Andrea Giacomantonio. 

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