lunedì 25 novembre 2013

Indovina chi viene a pranzo?

Stamattina con grande stupore ho appreso dal mio fidanzato che domani verrà a farci visita la sua mamma accompagnata da un amico sacerdote.
Mia suocera, che ormai dopo quasi 8 anni mi sento di poter chiamare così, non essendo di Roma ed essendo anche una donna piuttosto riservata, non è mai venuta a casa nostra e scusate se lo ammetto, m’è venuta una certa ansia da prestazione!
Passerò l’esame di nuora perfetta? Sarò all'altezza delle sue aspettative? All'agitazione della visita della suocera si aggiunge anche quella della presenza del sacerdote, figura che in vita mia non ho mai ritenuto necessario avere nella cerchia di persone da frequentare. Ma non voglio partire col piede sbagliato, magari è un prete simpatico e di larghe vedute, uno di quelli per cui non sei una pecorella smarrita ma una persona che è in grado di scegliere.
Ciò premesso ecco ora un piccolo elenco delle cose che ho fatto o dovrò necessariamente fare prima del fatidico incontro di domani, perché, nonostante tutto, sono una tipica donna italiana e per di più meridionale:
-spolverare anche l’ultimo anfratto più recondito di questa casa.
-stirare la tovaglia da tavola che ho già provveduto ad accorciare stamattina perché era da mesi che dovevo farlo ma continuavo ad usarla nonostante toccasse quasi a terra.
-studiare un menù, cosa che solitamente mi riesce piuttosto bene ma proprio oggi il mio cervello è tabula rasa.
-lavare i vetri.
-comprare un mazzo di fiori.
-cercare di non dire nemmeno una parolaccia
-Non so, forse dovrei anche far vestire M come un damerino inglese, con una camicia azzurra,un pulloverino di cachemire e dei pantaloni di velluto a costa larga….hahaha, scusate, rido da sola.
Il più è fatto, ma c’è solo un piccolo tarlo che continua a disturbare la mia tranquillità: quali saranno i nostri argomenti di conversazione?
Sicuramente il freddo invernale, poi sarà il turno della vita a Roma, poi del lavoro che scarseggia, quindi del periodo di grossa crisi economica che stiamo vivendo, poi forse passeremo al cibo, e infine di sicuro, com’è sicuro che mi chiamo Ilaria, mi chiederanno, anzi ci chiederanno “ma quando vi sposate?”.
Come glielo dico a mia suocera e ad un prete contemporaneamente che io NON mi voglio sposare? Tutti i miei sforzi per rendere casa decente (le pulizie, la tavola apparecchiata per bene, i vetri brillanti) saranno stati vani e il mio piccolo mondo si frantumerà come un castello di carte e lì al centro di tutto ci sarò io, seduta  sulla sedia dei colpevoli, pronta al processo e pure senza avvocato.
Queste sono le cose che potrei fare a mia discolpa:
1-dopo la domanda fingo uno svenimento causato dalla troppa gioia che mi dà l’argomento e siccome sono svenuta sono anche impossibilitata a rispondere.
2-vado a prendere il dolce in cucina e non torno più a tavola dicendo poi di essere stata rapita dagli alieni.
3-replico alla domanda così: sono assolutamente contraria al matrimonio perché per quanto mi riguarda è una formula contrattuale che privilegia solo ed unicamente le coppie formate da un uomo e una donna, mentre tutto il resto delle persone che scelgono di stare insieme per la vita, sono per la nostra società niente di più che fantasmi. Per questo motivo ho deciso di portare avanti la mia piccola battaglia personale (sicuramente inutile) non scendendo al compromesso del matrimonio, perché rispetto all’altra gente non voglio assolutamente sentirmi una favorita, perché il mio sentimento non è migliore o più forte di quello degli altri e se si decide di amarsi o volersi bene oppure prendersi cura l’uno dell’altro, lo stato dovrebbe prenderne atto.  Per quanto riguarda poi la questione della fede, non mi sono mai posta il problema poiché nella mia vita ho sempre fatto a meno della religione.
4-sposarci? Ma no, siamo ancora giovani (questa è peggio di quella del rapimento alieno).

5-ci siamo già sposati, a Las Vegas!
Io dopo il mio fantomatico matrimonio a Las Vegas, l’illustrazione è di mio, sempre ed inevitabilmente, fratello Andrea Giacomantonio.

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