lunedì 24 giugno 2013

Porno!

Miei cari amici, oggi per non annoiarvi con le mie cronache lavorative o di vita quotidiana ho deciso di raccontarvi una sordida storia di sesso. La storia di un uomo e una donna legati soltanto da sentimenti primordiali e animaleschi, dediti alle sole gioie del sesso spinto ed estremo, affamati solo di loro stessi.  Una storia di carne, sudore, umori, sussurri, fremiti e respiri affannosi. Un intreccio continuo e incessante di mani, di corpi sinuosi, avviluppamenti e contorsioni.
Ci avete creduto?
Mi dispiace ma la letteratura sessuale non è il mio forte, però voglio cimentarmi ugualmente con una sceneggiatura pornografica, chissà magari mi riesce bene e in futuro mi chiameranno in giro per il mondo come consulente per le stesure di intricate trame per film porno.
Titolo:
 IL BOTTONE
Personaggi: Trisha, Jenny, Tony, Franky.
Ambientazione: i bordi di una piscina in una qualsiasi città col sole.

Una telecamera riprende Tony e Trisha che sono su un lettino prendisole mentre Trisha  pratica alcune  cose strane a Tony.
Poi un’altra telecamera fa un’inquadratura sul mezzo busto di Franky che è steso sul lettino di fianco.

Franky dice: Trisha, cara, incomprensibilmente hai una camicetta indosso e mi sono appena accorto che ti si è staccato un bottone ed è rotolato in un cespuglio.  Chinati e raccoglilo prima che vada perduto. Tony sii un po’ più delicato, odio quando si staccano i bottoni dalle camicie, è una cosa che mi manda in bestia, non c’è cosa peggiore di dover poi ricucire un bottone diverso dagli altri perché è impossibile trovarne uno identico. Forse la cosa peggiore di un bottone perduto è un maglione infeltrito, oppure un buco sotto la manica di una t-shirt, oddio sto per sentirmi male…


Trisha: oh, dannazione, il mio bottone! Tony sei il solito burbero, quello è un bottone di madreperla, lo sai che è molto difficile trovare camicie con veri bottoni di madreperla. Li fanno in plastica e li spacciano per vera madreperla, ormai è diventato un problema, per capire se sono veri o falsi devi guardare la parte di dietro, se è sul marrone bruciato con sfumature violacee allora c’è qualche possibilità che sia vero, altrimenti ti hanno fregato.

L’inquadratura ora ripassa su Franky, la telecamera però ora lo riprende per intero, compresa Jenny, che si trova a novanta gradi davanti a lui.

Jenny, molto affaccendata dice: Sai Trisha, conosco una merceria sulla trentaseiesima strada che vende un po’ di tutto: nastri, fili da ricamo, toppe, monili vari e poi incredibilmente anche bottoni di madreperla vintage, sai quelli vecchi di trent'anni che è sicuro che sono veri. La proprietaria è una vecchina molto simpatica, sembra essere uscita da un film inglese. Se vuoi ci andiamo insieme, magari poi ci fermiamo a pranzo da quelle parti, c’è un ristorante molto carino.

Ora l’inquadratura passa fissa sulla mano di Tony che si affaccenda nei meandri di Trisha.
Trisha dice: Jenny sei una vera amica, mi sorprendi sempre, come quella volta che mi hai risolto quel gravoso problema della penna stilografica. Se non fosse stato per te ancora starei a scrivere le mie memorie con una biro o peggio ancora su una tastiera di un qualunque computer. Da quando mi hai svelato i segreti della stilografica mi si è aperto un mondo, mi sono addirittura iscritta ad un corso di calligrafia barocca.

Jenny, che si trova sotto Tony, in mezzo a Farnky e di lato a Trisha, dice (un po’ ansimante): è sempre un piacere Trisha, sei una cara amica e una stimata collega, non appena stasera smontiamo dal set ti porto a vedere una retrospettiva sul cinema croato, ci divertiremo molto.

L’inquadratura sfuma sull'orgia piramidale.
Poi il film finisce perché di solito i porno durano poco o niente.


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