lunedì 20 maggio 2013

E mo basta


Mi sento come un bambino a cui mancano ormai pochi giorni alla fine della scuola: esausta, annoiata, stanca morta, demotivata, nervosa, capricciosa, insomma ne ho le scatole piene.
Solo che la mia scuola non è per niente al termine, mancano ancora 2 mesi pieni e mi viene da piangere al sol pensiero.
Mi sono rotta le scatole di cucinare, di andare a fare la spesa, di stirare, di guidare il motorino, di andare a lavoro, di parlare, di dare spiegazioni, di mettere in ordine, di spolverare, di respirare, di sorridere, di essere gentile, di trovare sempre una soluzione, di ascoltare, di piegare vestiti, di sistemare il magazzino, di scendere e salire scale, di prendere caffè al bar, di ascoltare sempre la stessa musica sul mio i-pod e anche di vedere “un posto al sole”.
In questo momento sto cercando un’ispirazione positiva per scrivere il post di oggi, ma vi assicuro che la faccenda è piuttosto complicata e giacché mi sto rompendo le palle in un maniera spropositata anche adesso, mi cimenterò in un esercizio di stile mai provato prima:
-10 modi per dire “mi sono rotta i coglioni”-
1)mi sentirei meno irritata se fossi ingoiata da un buco nero.
2)mi girerebbero meno le scatole se mi trovassi in una tempesta di vento solare.
3)non ne posso più così tanto della mia attuale vita che sarei disposta a cercare un varco e andare a vivere in un universo alternativo, dove sarei sicuramente bionda.
4)sono così scocciata che un film coreano potrebbe sembrarmi addirittura spassoso.
5)se fossi nata nell’800 e mi trovassi in questa situazione di rompimento di palle credo che non esiterei a usufruire del laudano.
6)se l’abbrutimento che provo ora si trasformasse in mesmerismo forse ora attirerei a me tutte le persone cui ho voglia di tirare un pugno.
7)mi sto seccando come un grumo di fango nel deserto che sta così vicino ad una pozza d’acqua ma che non ha la forza di rotolarci dentro.
8)sono così piena d’astio nei confronti del mondo che se fossi dio penserei “mamma mia quanto m’è riuscito male”.
9)questa noia improduttiva da vita in me a pensieri di autodistruzione più dolorosi di una ceretta all'inguine.
10)quasi quasi mi metto il casco e comincio a dare testate al muro.

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