lunedì 22 aprile 2013

Lunedì lavorativo


Oggi sono a lavoro e piove, piove da quando sono uscita di casa stamattina, certe volte esce il sole ma continua a piovere, ma come diceva Brandon Lee nel memorabile film Il corvo “non può povere per sempre”.
La pioggia stamattina però mi ha fatto un favore, appena ho aperto ho venduto un paio di galosce. La signora che le ha comprate era uscita di casa con un paio di ballerine di cartone che alla prima goccia d’acqua si sono aperte come un panino. Dopo questo episodio mi sono resa conto di essere uscita vestita come se fosse il 5 giugno, adesso sto nel negozio con una giacca a vento abbottonata fin sotto il mento. I cambi di stagione sono sempre un mistero, io per principio lo faccio il primo di aprile, poi grossomodo muoio di freddo fino ai primi di maggio, ma non demordo, a costo di mettermi addosso tutte le maglie di cotone che ho nell'armadio, il cambio stagione si fa il primo di aprile, non oltre. Il cambio di stagione vale anche per le scarpe, per principio non indosso più stivali dal 1/4 fino al 1/11.
Oltre al danno alla signora delle ballerine, la pioggia continua a seminare confusione, per i poveri operai che stanno qua fuori mi si stringe il cuore. Stanno scavando un fosso nell'asfalto, chissà che devono fare. Per ora si vede solo fango, polvere, detriti e si sentono urla e parolacce, di sicuro se continuano a scavare trovano un reperto archeologico e poi dovranno interrompere i lavori, cosa che in questa città capita di continuo!
Altro danno l’ha fatto alla signora che è entrata 10 minuti fa, della quale appena è entrata ho visto solo i piedi in aria, ha preso uno scivolone sul primo gradino che se non si è rotta l’osso sacro è stato un miracolo e dei suoi pantaloni color avana ne è rimasto solo un vago ricordo. Quando l’ho vista tutta accartocciata a terra mi è venuto troppo da ridere ma non temete, non l’ho fatto.
Come in ogni giornata di pioggia che si rispetti è appena entrata (ed uscita) la solita signora che ormai conosco da 10 anni che si fa un giro tra i vestiti, si assicura che ci siano altre taglie oltre a quelle esposte perché è una cosa che deve sapere assolutamente e poi va via, promettendo di tornare quanto prima a comprare qualcosa. In dieci anni non ha comprato mai nemmeno una spilletta.
Gli operai per strada -di fronte al negozio- ora hanno iniziato ad usare il martello pneumatico, ogni trapanata sembra una scossa di terremoto, il negozio si districa sotto terra e soprattutto sotto un antico palazzo di 5 piani. Mi sento tranquilla come se stessi per stendermi sopra un divano di cactus. Per restare in tema in questo preciso istante il mio amico Mattia mi sta mostrando un libro che ha ricevuto oggi in  regalato in facoltà “Le calamità naturali in Italia dal 414 a.C. al 1997”. Che cazzo di libri regalano? La curiosità mi assale, sfoglio il libro delle sfighe.
Ve ne ricordo una, così per puro scopo informativo: 126-125 a.C. località: Etna, evento: att. Vulcanica, poi ci sono scritti gli effetti ma sono scritti in latino e nonostante la mia vastissima conoscenza della lingua morta in questione non vi farò la traduzione, in fine c’è il commento (interessantissimo): nell'arcipelago delle Eolie emerse una nuova isola. Però!
Per dovere di cronaca allego un documento che garantisce l’esistenza di questo libro.


Ora è meglio se torno a lavoro…

Nessun commento:

Posta un commento