lunedì 25 marzo 2013

Tagliatelle


Innanzi tutto chiedo perdono per tutti gli errori di battitura che ho fatto nell'ultimo post, ho scritto di fretta e non ho riletto per correggere come faccio di solito.
Ecco, ora possiamo tornare a noi.
Ultimamente soffro di un’acuta forma d’irascibilità e collera che non so proprio come giustificare, mi incazzo come una bestia per cose del tutto futili.
Ieri sera, per esempio, dopo aver trascorso una piacevole domenica, mi è venuta la brillante idea di fare la pasta fatta in casa. Certe volte devo confessare che ho queste turbe da casalinga disperata che farei meglio a sopire sul nascere. Dunque, erano circa le 7 di sera e presa da una smania incontrollabile sono andata in cucina ed ho iniziato ad impastare la pasta. Dopo aver finito, l’ho fatta riposare per una mezz'ora e nel frattempo ho montato la macchina per tirare la sfoglia. In ogni casa di ogni italiano medio c’è una di queste macchine, la famosa “Imperia”, che tutti almeno una volta nella vita hanno usato per poi riporla nel dimenticatoio e non tirarla mai più fuori dall'angolo più recondito del pensile più alto della cucina.
Ho iniziato a fare a pezzi la pasta per poi passarla nel rullo appiattitore  adoperando come d’obbligo la manovella in dotazione.  La mia idea era quella di fare delle tagliatelle, mia mamma ci mette 5 minuti a farle, pure vostra madre ne sono sicura, tutte le mamme del mondo ci mettono 5 minuti, tutti tranne me, sarò che non sono mamma?
Comunque, gira che ti rigira, ho montato il pezzo accessorio che fa le tagliatelle e così ho dato il via all'incazzatura. Con me avevo ben 4 mani oltre alle mie ad aiutarmi, chi teneva la pasta, chi girava la manovella e infine chi doveva prendere le tagliatelle mentre uscivano dal rullo. L’organizzazione era perfetta, peccato che qualcosa -forse il fato, forse la mala sorte, forse gli dei del grano- avevano deciso che da quella stramaledettissima macchinetta dovessero uscire solo delle fetentissime tagliatelle tutte spezzate e attaccate fra loro. Per i primi 30 minuti ho rimpastato in continuo la pasta, metodicamente ripassata nel rullo per appiattirla e infine rimessa nel pezzo accessorio per le tagliatelle, ma niente, continuavano ad uscire degli obbrobri.
Dopo un’altra mezz'ora avevo le lacrime agli occhi, i miei aiutanti continuavano a dirmi “devi fare così, devi fare colì” e si sa, non c’è peggior cosa al mondo di qualcuno che ti dice cosa devi fare quando tu sai perfettamente come fare, solo che inspiegabilmente tutto è contro di te. Dopo le lacrime agli occhi mi sono venuti i fulmini, sprizzavo rabbia da ogni recesso del mio corpo, ho chiesto non tanto gentilmente a tutti di uscire poiché quella faccenda ero decisa a sbrigarmela da sola. Io contro quella merda di macchinetta.
Continuavo ad impastare, a schiacciare,ad assottigliare e a girare quella infausta manovella, la cucina era piena di farina, il pavimento era cosparso di pezzi di pasta e io sudavo come suda uno che si allena per i campionati di body building. Sembrava di stare nella fucina di vulcano, solo che io non avrei fabbricato armi, ma avrei voluto fare 400 grammi di tagliatelle, niente di più.
Dopo più di un’ora avevo appallottolato tutta la pasta ed ero più che decisa a buttare tutto nell'immondizia, ma prima dovevo fare una telefonata a mamma, almeno per dirle che come al solito mentiva riguardo alla faccenda della facilità di alcune cose di cucina: non è semplice fare la pasta frolla, non è semplice fare la pasta brisèe, non è semplice fare la pasta fatta in casa, no cara mamma, non lo è.
Prima di parlare dell’ipotetica telefonata, devo aprire una piccola parentesi che riguarda il mio cellulare. Da qualche settimana a questa parte ho un nuovo telefonino fichissimo, che fa un sacco di cose, insomma un cellulare eccezionale. Ma -c’è sempre un ma- quando mi serve per fare una semplice telefonata, impazzisce.  Devo schiacciare tremila tasti per far partire una chiamata, poi avendo il touchscreen appena lo porto all'orecchio e lo sfioro con la guancia si spegne. M dice che non ho pazienza e che non sono portata per le nuove tecnologie ed ha tutta la ragione del mondo. Dovevate vedermi ieri sera mentre in preda ad una crisi isterica non riuscivo a parlare con  mia madre per dirle ciò che ho scritto sopra. Appena schiacciavo la cornetta sul display quello si faceva tutto nero e non collaborava, ritornavo alla rubrica e si bloccava come inebetito. Un nervoso che non posso nemmeno spiegarvi, alla fine dopo aver mandato affanculo la macchinetta per la pasta, l’ho fatto anche col cellulare.
Sono tornata in cucina accecata dalla rabbia, ho ripreso in mano la pasta ed ho deciso che non sarei più uscita da lì dentro se non con un piatto di tagliatelle fatte a mano al pomodoro fresco e basilico. Così è stato, anche se erano le 22e30 quando ho finito, abbiamo cenato con delle tagliatelle brutte come dei licheni della foresta equatoriale, ma buone abbastanza da non morire tutti avvelenati.

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