lunedì 18 marzo 2013

Brevi cenni biografici


Mi chiamo Ilaria e sono nata a Maratea nell'80 in una caldissima mattina del 16 agosto. Ora come ora a Maratea non è più possibile nascere poiché non vi è più un ospedale a meno che non si partorisca in casa, ma non conosco nessuno che lo abbia fatto. L’orario preciso della mia nascita è un mistero, mamma non se lo ricorda, nemmeno papà, mia sorella dice che erano circa le 7 e 30, ma siccome non era in ospedale è poco credibile, per questo motivo è impossibile scoprire il mio ascendente.
Segno zodiacale leone, ascendente ignoto.
Ho frequentato le scuole elementari nel mio paesino, poi le scuole medie al centro storico e infine il liceo scientifico. Avrei voluto iscrivermi al liceo classico ma era per i miei standard troppo lontano da casa, per cui avrei dovuto svegliarmi almeno una mezz'ora prima rispetto al previsto, così ho demorso e sono andata in una scuola dove il 70 per cento delle materie mi erano completamente avulse. Ho frequentato il liceo scientifico per ben 5 anni non capendo una mazza né di matematica, né di chimica, né di fisica. Non ho mai eccelso a scuola, nonostante tutto non sono mai stata bocciata, anche perché se lo fossi stata non starei qui ora a scrivere queste amenità, se avessi perso un anno credo che i miei genitori  mi avrebbero uccisa,  forse non proprio fisicamente, ma psicologicamente di sicuro.
Ho trascorso un’adolescenza tranquilla, ho fatto varie esperienze, ho conosciuto un po’ di persone, ho avuto amici inseparabili fino alla morte che poi ho puntualmente ho perduto col tempo, ho avuto qualche fidanzato, ho passato delle bellissime estati, ho avuto momenti di incommensurabile tristezza e declino, sono andata in discoteca, mi sono ubriacata, ho fatto sega a scuola, non credo di essermi mai ammalata, ho fatto finta di saper suonare il basso, ho ascoltato un sacco di musica e ho preso qualche ripetizione di matematica con risultati disastrosi.
Dopo il liceo mi sono iscritta all'università, il primo anno ho frequentato l’università di Salerno, sono andata lì per fare una prova, perché ero più vicina a casa e per capire se davvero avevo voglia di studiare. Ho scelto Lettere Moderne perché mi sembrava la cosa più giusta da fare, volevo allontanarmi in modo definitivo dai numeri e dalla prepotenza delle materie scientifiche. Dopo il primo anno i risultati furono ottimi, così decisi di trasferirmi in una città più grande e in un’università più cosmopolita. La decisione più ovvia fu quella di trasferirmi a Roma poiché mia sorella era già stava lì.
Gli anni dell’università furono stupendi, non fosse stato per lo studio. Nella mia immaturità totale immaginavo che frequentare lettere fosse una passeggiata di salute, nulla di più lontano dalla realtà. Ogni esame sostenuto è stato per me un calvario, un travaglio.
In quegli anni ho vissuto con molte persone, ho stretto amicizie mature e solide che hanno sempre avuto tutti i presupposti per durare, ho avuto qualche fidanzato, sono andata in giro per pub, ho fatto un sacco di lavori, ho passato nottate in bianco, ho fatto qualche viaggetto, ho traslocato un po’ di volte, ho preso il motorino, ho fatto cene interminabili, ho partecipato a mille manifestazioni e ho visto un sacco di concerti.
Poi mi sono laureata con una tesi assurda circa un emerito sconosciuto di cui era al corrente soltanto la mia relatrice. Il giorno della seduta sono entrata in aula ed ho recitato il titolo della mia tesi “ Lettere di Givanni Gherardo De Rossi sulle belle arti” e in coro tutti i professori che erano seduti in cerchio dissero “ e chi è?”. Diciamo pure che furono 200 pagine di tesi di cui il mondo avrebbe volentieri fatto a meno, o meglio diciamo che furono 200 pagine di tesi che non cambiarono il corso degli eventi manco per 5 minuti.
Dopo la laurea ho avuto qualche breve momento di sconforto, poi dopo varie e rocambolesche vicissitudini ho conosciuto M, ho iniziato a fare qualche lavoretto e infine sono approdata a fianco di mia sorella nel suo negozio, dove nel giro di pochi minuti ho assunto la carica di commessa e amministratore delegato.
Il lavoro al negozio è stato ed è per me fonte di ispirazione infinita per il mio blog e per la mai vita in generale, mi auguro con tutto il cuore che questa crisi così violenta e profonda non ci travolga e che ci lasci lavorare serenamente come abbiamo sempre fatto.
Tutto qua!

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