lunedì 18 febbraio 2013

FIABE CERSUTARE (per i miei nipoti)


Nonno Vincenzo e il pomodoro gigante
Nonno Vince aveva un orto molto bello ed elegante. Tutto ciò che il nonno piantava cresceva forte e rigoglioso. Per esempio aveva delle piante di basilico dalle foglie così grandi che sembravano le palme di Palm Beach. Oppure aveva delle melanzane strepitose, di un viola così splendente che nemmeno il pittore più bravo avrebbe potuto creare un colore così vivido.
Ancora, aveva piante di  zucchine e di piselli che crescevano così in alto che persino  Tarzan con le sue liane  ne sarebbe stato alla larga.
Ma l’orgoglio del nonno in realtà era uno solo: il pomodoro gigante. Un pomodoro grande come una mongolfiera, rosso come il fuoco e pesante come un sasso.
Nonno Vince si prendeva cura del suo pomodoro giorno e notte, lo annaffiava e gli parlava e lui cresceva a dismisura.
Quando quasi tutte le Chiane furono schiacciate dal pomodoro il nonno decise di fare una grande festa ed invitò tutti quanti a cena per mangiare insieme il suo pomodoro.
Da quell'unico pomodoro ne uscirono: bruschette al pomodoro, pasta al pomodoro, insalata di pomodoro, pomodoro al forno, pomodoro fritto e infine anche un bloody Mary. Quando il pomodoro finì il nonno ne fu molto contento poiché tutti i suoi amici lo avevano mangiato con gioia e gran gusto.
 Nonna Mariella e i due soli
La bisnonna Maria diceva sempre una cosa a proposito di nonna Mariella, che “con le mani pitta lu sole”.
Le mani di nonna Mariella in effetti sono conosciute in tutto il mondo e tutti almeno una volta nella vita ne hanno sentito parlare.
Adesso scopriamo il perché.
Tanto tempo fa era il mese di agosto, ma a Cersuta e sulle Chiane il sole se ne era andato e i giorni si susseguivano tutti uguali e nuvolosi. Non si poteva andare al mare, non si potevano fare passeggiate, non si poteva mangiare all'aperto, non ci si abbronzava e così tutti gli abitanti della casa erano tristi.
Nonna Mariella non ne poteva più di questa situazione, così un giovedì mattina si alzò all'alba ed andò di corsa al  mercato di Praja. Lì ad una bancarella comprò un centinaio di metri di lino giallo  e veloce ritornò a Cersuta.
Una volta a casa aprì lo scrigno segreto dei fili magici e iniziò a ricamare un enorme sole sul lino giallo.
 Usò fili d’oro e d’ambra, ogni raggio lo riempì di diamanti e infine lo cucì, lo chiuse come un sacco e lo riempì di gomma piuma.
 Salì sul terrazzo e con grande vigore gli tirò un calcio così forte che lo spedì dritto dritto nel cielo. Una volta lì d’improvviso fu di nuovo estate!
Quando il vero sole tornò dalle ferie e trovò quello finto al suo posto ne fu assai contento, finalmente aveva trovato un degno sostituto.
Ora nessuno sa quale dei due soli sia quello vero e quale il finto, ma quello che diceva la bisnonna Maria era giusto, nonna Mariella “con le mani pitta lu sole”.

Papà Alessio e la cernia Labbra Belle
Cernia Labbra Belle viveva da anni nei fondali del mare di Cersuta, precisamente la sua casa si trovava proprio sotto Capo la nave vicino alla spiaggia piccola.
La sua era una vita molto tranquilla: amava nuotare, era una buongustaia e la sera qualche volta usciva con gli amici.
Un mattino papà Alessio si preparò per andare a pesca, infilò la muta, indossò le pinne, sistemò la maschera sul naso e impugnò il fucile.
Così era pronto per affrontare i mari cersutari. L’acqua era freschetta e limpida e il silenzio avvolgeva tutto.
Una volta immerso cominciò a fare lunghe bracciate e nel frattempo pensava “chissà se oggi incontrerò una cernia, mi piacerebbe tanto”.
Così come per magia in quel momento apparve dagli abissi Labbra Belle, che con due pinnate raggiunse il viso di papà Alessio e gli disse “buon giorno, posso aiutarla?”
Che grande emozione fu per Alessio, tanto fu lo stupore e la felicità che lasciò cadere il fucile ed abbracciò forte forte Labbra Belle. Lei rimase un po’ sbigottita, ma capendo la situazione si lasciò abbracciare e siccome era un pesce dall'animo buono invitò papà Alessio a casa sua per un tè. Chiacchierarono a lungo a proposito delle profondità del mare, delle varie specie di pesci e di come se la passava Labbra Belle quando c’era una mareggiata. Tutto questo e tanto altro si dissero, poi papà Alessio tornò a casa tutto contento di aver trovato una nuova amica, molto gentile e disponibile, proprio come ogni amico vero dovrebbe essere!
Casa c’è nella stanza di zio Andrea?
In ogni casa che si rispetti esiste una stanza molto strana perché può nascondere sia qualcosa di terrificante sia qualcosa di straordinario. La stanza di zio Andrea senza dubbio nasconde cose strabilianti.
L’altro giorno per esempio è venuto a fargli visita il bruco blu dell’Armo che è un simpatico mattacchione nonché un grande fumatore di narghilè.
Con lui zio Andrea parla di arte e di pittura e qualche volta anche di musica. Oppure una volta è venuto addirittura un uomo delle stelle pieno di polvere spaziale che ha sporcato tutto e la nonna Mariella si è arrabbiata tantissimo. 
Qualche anno fa ha ospitato anche una squadra di GNOMI D’ASSALTO che si trovavano a Cersuta per difendere la regina del Mondo delle Fate a nord della ferrovia. Zio Andrea nella sua stanza custodisce segreti antichissimi, infatti ci  puoi trovare biglietti dell’autobus  dell’era antidiluviana, i primi arnesi che usavano gli uomini primitivi oppure indumenti che si porteranno tra 345 anni.  E poi colori, fogli, matite e pennarelli. Insomma tra fumo, polvere stellare e caccole di gnomi, in questa stanza puoi trovarci veramente di tutto!

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