lunedì 5 novembre 2012

La notte porta consiglio...



Stanotte mentre mi rigiravo nel letto cercando di prendere sonno e di non pensare a cose terrorizzanti poiché M non c’era, mi sono messa a fare elenchi. Quando non riesco a dormire faccio sempre elenchi.
Ho iniziato come al solito dai nomi dei miei compagni di classe dalle scuole elementari fino al liceo, anzi dal momento che mi sentivo piuttosto pimpante c’ho messo  pure quelli dell’asilo. Questi ultimi li ricordo tutti benissimo e ricordo anche il nome delle maestre ed ho memoria anche di un sacco di avvenimenti di quel periodo, tipo quando una bimba si è infilata dei lego nel naso e poi l’hanno portata all'ospedale  Anche quelli delle scuole elementari li ricordo tutti, sarà perché in classe eravamo 8 bambini e vivevamo tutti nello stesso paese e sarà anche perché ogni volta che vado a casa li incontro sempre più o meno tutti.
Delle scuole medie ho sicuramente qualche lacuna, ricordo di sicuro il 90 per cento dei nomi, mentre del liceo ho proprio dei buchi neri incolmabili, addirittura di un compagno ricordo benissimo il viso ma il nome non mi viene proprio e di altri ricordo il nome ma la fisionomia del volto si è persa nella memoria.
Dai nomi di scuola sono passata a quelli delle amicizie lampo estive. Amicizie lunghe al massimo 15 giorni e pure lì mi sono trovata in grossissime difficoltà perché non riuscivo a collocarli negli anni, quindi mi sono resa conto che è veramente sfiancante e deprimente  non ricordare una mazza, allora ho smesso.
Poi mi sono data al ripasso di tutte le marche di sigarette che ha fumato mio padre negli anni, gli anni di cui io ho memoria: Marlboro, Kim, Merit, Diana, Peter Stuvenson, Winston e poi basta perché ha smesso di fumare.
 Incredibilmente mi è venuta in mente la musicassetta arancione che c’era nella macchina di papà quando avevo più o meno 8 anni: lato a: Gianni Morandi “se perdo anche te”,  Ornella Vanoni “la musica è finita”,  Rita Pavone “ qui ritornerà”, Luigi Tenco “ciao amore”. Lato B: Primitives “Yeeeee!”, Mina “se stasera son qui”, Adriano Celentano “una carezza in un pugno”, l’ultima era una canzone di Milva che non ricordo perché non mi piaceva e allora non l’ascoltavo mai.
Poiché la musicassetta era in macchina ho iniziato ad elencare tutte le macchine di casa Giacomantonio: 500 giallina, 112 beige, 126 blu, ritmo color latte e caffè, uno bianca, tipo grigia, panda blu, panda bianca.
 Poi ho pensato “perché non elencare anche tutti i motorini che abbiamo avuto?” ed ho ricominciato: il Ciao di mamma, l’atala master di mamma (per inciso: il motorino più brutto della storia di tutti i ciclomotori dell’universo), il mio Si blu, il mio SI bordeaux, il Micron di papà (per inciso: il secondo motorino più brutto della storia di tutti i ciclomotori dell’universo), il mio Buster, un altro Si blu di mia sorella, un motorino bianco di cui non ricordo il nome, l’Amico di mio fratello e in fine lo Zip sempre di mio fratello. Sono sicura che nell'elenco dei motorini ne manchi ancora qualcuno.
Dal momento che con il motorino ci andavo a scuola non so perché mi sono venute in mente tutte le insidiose ore di latino fatte negli anni e alcune cose che mi sono rimaste impresse senza alcun motivo: la perifrastica attiva, la perifrastica passiva, l’ablativo assoluto, i verbi irregolari tipo fero fers tuli latum ferre,  il famoso motto “spero, promitto e iuro vogliono sempre l’infinito futuro”, il perfetto e il più che perfetto.
La mia mente viaggiava a mille e poche erano le cose da fare a quel punto, potevo riprendere il libro noiosissimo che stavo leggendo prima di spegnere la luce, oppure alzarmi e andare a guardare la tv, o potevo accendere il pc e vedere cosa succedeva nel mondo, in ultimo restare nel letto e continuare a fare elenchi, liste, inventari su tutto il futile della mia vita. Data la mia incommensurabile pigrizia, ho optato per la terza possibilità e sono rimasta a letto, al buio cercando di ricordare:quanti caffè prendo al giorno, quante barbie avevo da bambina, quante biciclette ho distrutto, quanti e che tipo di zaini ho usato durante la scuola, quante volte mi sono messa a dieta, quante scarpe ho avuto dai 20 ai 30 anni, i nomi dei professori di scuola, il nome di tutte le persone francesi, inglesi e amicane conosciute in vita mia, il maggior numero di titoli  di canzoni dei Beatles e dei Doors, i numeri di telefono che conosco a memoria tra cui non c’è quello di M, le domande più assurde del Trivial Pursuit della versione degli anni 90,  e poi piano piano ho perso conoscenza e finalmente mi sono addormentata.  

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