lunedì 15 ottobre 2012

Eccomi qua!


Lunedì scorso non ho aggiornato il blog perché me ne sono completamente dimenticata, credetemi, mi è veramente passato di mente.
Me ne sono ricordata soltanto martedì verso ora di pranzo, effettivamente da quando mi ero svegliata c’era qualcosa che non mi tornava, una sensazione di inspiegabile incompletezza, però non capivo cosa fosse, poi d’improvviso l’illuminazione: “cazzo il blog”, ma ormai era troppo tardi, o lo scrivo di lunedì o niente.
Il motivo per cui la mia memoria ha fatto cilecca è perché ero a casa per qualche giorno di vacanza.
Sono partita sabato mattina, ho preso per la prima volta la metro b1 che hanno aperto prima dell’estate vicino casa mia e sono andata a alla stazione. Con mio enorme stupore anche se era sabato la metro è passata immediatamente, poi prima di ripartire si è fermata qualche secondo per accogliere tutti gli utenti e ovviamente, come accade in tutte le grandi città ed in ogni piccolo paese, c’era l’immancabile “uomo contro il mondo”.
 Il soggetto in questione ha iniziato a lamentarsi prima della breve sosta della metro, poi del governo, poi dei politici, poi della disorganizzazione urbana e poi di nuovo della breve sosta della metro. Poi finalmente una signora gli ha chiesto se non gli sembrava un pochino esagerato prendersela anche con la metro che alla fine era partita dopo una sosta di un minuto e lui un’altra volta a rivangare tutto il passato politico dell’Italia da Giolitti a Berlusconi.  
Arrivata a Termini ho fatto un breve giro in libreria per prendere un libro per mamma, lì ho impiegato un sacco di tempo nella scelta perché essendo una libreria che non conoscevo, non capivo come cacchio erano sistemati i libri e quindi mi è venuto un po’ di nervosismo. Alla fine ho preso un libro da una pila dove sopra c’era scritto all'incirca “super, iper best sellers interplanetario” . Di solito questo tipo di libri non li prendo mai per una questione di principio, gli autori troppo famosi non mi sono simpatici, però non avevo più tempo per cui la scelta è stata obbligatoria, magari è un bel libro, comunque ora non ricordo né titolo, né autore.
Altra grande sorpresa della mattinata è stato il treno. Un gran bel treno, tutto pulito, con i sedili interi, senza strappi nella stoffa o chiazze di sporcizia di chissà quale epoca, insomma per essere un intercity era messo proprio bene. Di solito i treni, tutti i treni per la precisione, che da Roma si dirigono verso il sud fanno schifissimo. Sono treni vecchi, sporchi, puzzolenti, con le manate sui finestrini che risalgono al 1967. Per non parlare poi dei bagni, che se una donna deve arrivare in Sicilia deve dimenticarsi di fare la pipì per 12 ore. Ad ogni modo non volendo essere lamentosa come l’ “uomo contro il mondo”, mi sono accomodata nel mio bel posticino, felice e contenta di fare un viaggio in un treno decente.
Per occupare le 4 ore che mi separavano da casa,  prima ho letto un Vanityfair, rivista che tocca in modo più o meno superficiale tutto o quasi lo scibile della vita contemporanea, e lì ho scoperto che Nicole Kidman ha una caterva di figli, alcuni adottati, alcuni suoi e addirittura uno avuto con un utero in prestito, le star del cinema fanno un po’ come cazzo gli pare!
Dopo la rivista ho visto un film “l’uomo che sapeva contare fino a uno”, un film stupido, assurdo e demenziale ma molto divertente.
Puntuale come mai mi era successo prima nella vita, il treno è giunto in stazione in perfetto orario e non appena sono giunta a casa ho indossato il costume da bagno, sono scesa in spiaggia e da questo momento in poi ho spento il cervello.
A casa ho ritrovato 2 cari amici che non vedevo da un anno e pensate un po’ che con me c’era anche M ma non lo avevo ancora nominato! Siamo usciti in barca tutti i giorni assieme a mio padre, che non appena arriva  il mese di ottobre gli viene una smania selvaggia di pescare, una smania implacabile e inarrestabile. E così è stato, assieme al vecchio lupo di mare abbiamo innumerevoli volte solcato i mari del golfo di Policastro alla ricerca del pesce perfetto, pesce che è stato puntualmente trovato, pescato e mangiato.
A questo punto vorrei fare una cosa che non ho mai fatto prima, non è niente di eccezionale, ma ci tengo molto. Lascio un piccolo messaggio per Lucas ed Ana “grazie amici, insieme trascorriamo sempre giorni stupendi”.
Terminati  i giorni di vacanza sono ritornata a Roma, il treno del ritorno manco me lo ricordo per quanto ero triste, tanto ero depressa che appena sono arrivata sono andata subito al negozio. La tristezza si combatte così, andare subito a lavoro, come uno schiaffone in pieno viso.
Il giorno seguente con mia sorella avevamo un appuntamento per andare a vedere un campionario, stranamente non ci siamo perse nemmeno una volta e come per miracolo abbiamo finito anche in tempo. Poi mentre tornavamo verso il negozio, su corso Francia, ci siamo ricordate di una cosa assurda. Una volta un signore (un tipo che ci vendeva i jeans) ci ha raccontato che tanto tempo prima era con suo fratello sul balcone della loro casa che stava proprio a corso Francia e mentre chiacchieravano del più e del meno gli è arrivata  addosso non si sa da dove un gamba. Si, si una gamba. Gli era volata una gamba sul balcone. La gamba proveniva da uno che aveva fatto un incidente col motorino proprio sotto il loro palazzo, tanto forte era stato lo schianto che la gamba gli si era staccata ed era volata sul balcone. La gamba ad ogni modo era stata recuperata dal balcone di questi due fratelli e poi riattaccata al corpo del legittimo proprietario.  
Storie di città!

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