lunedì 22 ottobre 2012

Caro diario


Resoconto più o meno dettagliato della settimana passata.
Martedì. Mi sono svegliata alla solita ora, ho fatto colazione con te e fette biscottate con marmellata di fichi, dopo  mi sono andata a lavare e poi a vestire. Ho guardato l’interno dell’armadio con aria sgomenta per circa dieci minuti poiché non sapevo cosa indossare, alla fine ho optato per il più classico degli abbinamenti: jeans e maglietta. Sono scesa giù in cortile per prendere il motorino ed ho incontrato la proprietaria di casa mia che abita proprio nell'appartamento di sotto. Di solito non mi riconosce mai e così è stato anche quella mattina. Dopo vari convenevoli mi ha chiesto se mi era arrivata la bolletta della luce e prima che rispondessi mi ha detto che a lei era arrivato solo 1 euro di spesa. A me, con suo grande stupore e pure il mio, è arrivata la cifra di -17 euro, in vita  mia non ho mai visto una bolletta dove loro devono dei soldi a me! Sono andata a lavoro più leggera.
A negozio ho passato una mattinata tranquilla, sono arrivate un po’ di cose nuove da mettere a posto e quindi s’è fatta ora di pranzo e sono tornata a casa. Credo di aver mangiato un panino, ho guardato un po’ di tv, con precisione una trasmissione dove c’è un signore che educa dei cani veramente stupidi e poi sono tornata a lavoro.
Al negozio ho fatto qualche vendita interessante, ho fatto chiacchiere con tutti i clienti e poi sono tornata a casa, ho cucinato non ricordo cosa e poi prima di andare a dormire ho visto la prima puntata di una serie horror paurosissima  e mentre la guardavo mi era già pentita di questa scelta idiota.
Mercoledì. Di mattina a lavoro ho deciso di rifare le vetrine. Ho chiuso il tendone che si stende sulle vetrine, le ho aperte, svuotate e poi ho iniziato a pulirle. In quello stesso momento è arrivato il “ragazzo molto strano forse tossico” che una volta a settimana ci viene a pulire i vetri e quindi ne ho approfittato e le ho fatte pulire a lui.
Mentre rimettevo le cose nuove dentro le vetrine, la gente sul marciapiede ha iniziato a farmi le solite domande del cacchio. “ma questi sono orecchini?” erano chiaramente orecchini. “questo è un pomello a forma di mappamondo?” no, semplicemente un mappamondo. “questa è una sciarpa o cosa?” sicuramente o cosa. E così via fino all'ora di pranzo. Sono tornata a casa, ho mangiato e poi ho riguardato il solito programma del tipo che educa i cani e c’era un barboncino che mangiava di continuo le mutande della padrona e ogni volta che lo faceva  dovevano portarlo dal veterinario a fargliele tirare fuori o dal sedere oppure dovevano aprirgli la pancia. Secondo me la signora avrebbe fatto prima a non indossare più le mutande.
Nel pomeriggio sono tornata al negozio e mi sono dovuta sorbire mio cognato che ultimamente deve convincere tutti a smettere di fumare usando la sigaretta finta, quella a vapore. Lui non era un gran fumatore, ma da quando ha scoperto questa sigaretta non fa che tenerla in bocca e “fumare” in ogni luogo. Conoscendolo so già che prima della fine del mese dovremo portarlo da un medico a causa del troppo vapore inalato.
Giovedì. In mattinata sono arrivati non so quanti colli contenenti oggettistica natalizia, così abbiamo iniziato ad aprirli e a prezzare le varie cosine. Con tutto il negozio sottosopra, con cartacce ovunque e pezzi di alberi di natale sparsi qua e là, abbiamo venduto il primo presepe della stagione…incredibile! A pausa pranzo sono andata con mia sorella a fare un campionario per l’estate prossima poi siamo tornate a negozio e lì abbiamo fatto un altro campionario, con tutte le signore che entravano e mettevano le mani nelle borse dei vestiti della rappresentante. Questa cosa mi fa saltare i nervi, a me non verrebbe mai in mente di mettere le mani nelle borse di un’altra persona! Finito questo abbiamo rimesso nelle scatole le cose di natale che erano arrivate la mattina, ci sembrava troppo presto metterle in esposizione. Ovviamente un alberello è rimasto fuori, perché esiste una legge fisica secondo la quale se una scatola contiene 43 oggetti e li tiri fuori, quando li rimetti dentro ce ne rientrano solo 42. A fine serata ero cotta per cui sono tornata a casa e mi sono collassata sul divano.
Venerdì. Appena arrivo al negozio trovo una signora che mi aspettava davanti la porta, a tal proposito esiste un’altra legge fisica ineluttabile “se trovi una persona che aspetta che tu apra, questa persona NON comprerà assolutamente niente”. A stento apro la porta e la signora si fionda nel buio del negozio in posto imprecisato. La seguo, accendo le luci, lei si guarda intorno e poi osserva con sguardo indagatore l’unico albero di natale che era rimasto fuori dalla scatola.  “Da quello che vedo avete già messo tutte le decorazioni natalizie, peccato, non vedo proprio quello che cerco” e se ne va anche un po’ incazzata. L’ineluttabilità della legge fisica colpisce ancora! La giornata lavorativa poi ha ripreso il suo corso naturale e come al solito è entrata una delle innumerevoli ragazze o signore che fa gioiellini e cerca di venderli. Questa cosa da un po’ di tempo a questa parte mi fa pensare al fatto che ormai non appena ti accorgi di saper fare una cosa con le mani la devi vedere. E’ possibile che un semplice hobby debba diventare per forza una fonte di guadagno? Fai una collanina all'uncinetto e la devi vendere, infili due pietre in un filo di nailon e lo devi vendere, fai una sciarpina a maglia e la devi vendere, addirittura se sai fare una torta devi provare a venderla. Ma l’antica arte del regalo non esiste più? Non avrai una decina di amiche a cui regalare le tue creazioni? Non avrai un’amica a cui regalare una torta fatta in casa per il compleanno del figlio? Non è maggiore la soddisfazione di regalare una cosa fatta con le tue mani anziché fartela pagare ad ogni costo?
Sabato. Sabato mia sorella e mio fratello hanno tenuto i corsi di pittura per bambini sotto i 9 anni tutto il giorno. Erano 12 bambini. Ho creduto di impazzire.
I bambini andavano in giro per il negozio con le mani piene di pittura, toccavano tutto il toccabile, avranno fatto pipì ognuno più o meno 16 volte, hanno mangiato 3 chili di cioccolatini, hanno dipinto ovunque tranne che sulle loro tele, addirittura una mamma ha mandato il figlioletto vestito tutto di bianco, sembrava un gelataio. Ovviamente a fine serata l’unica cosa bianca che aveva addosso era il colletto della camicia. Verso la fine del corso una bimba ha detto ad alta voce, forse per attirare l’attenzione dei bimbi maschi, “io se avrei 11 anni sembro grande”, chissà cosa voleva dire!
Dopo il lavoro sono andata a mangiare in una trattoria sotto casa dove il piatto del giorno era aglio con tagliatelle e funghi porcini, ho avuto una certa pesantezza tutta la notte.
Domenica. In mattinata ho fatto giardinaggio e ho piantato u sacco di ciclamini. Nel pomeriggio sono andata a fare shopping a via Nazionale con Luis, Violerio e M. Prima tappa libreria ed ho fatto una scorta che dovrebbe durare più o meno due mesi, seconda tappa negozio di scarpe per prendere un paio di stivaletti, terza tappa un negozio che vende un sacco di cosa da mangiare provenienti da tutto il mondo. Ho preso la salsa agrodolce asiatica, la salsa piccante messicana e una senape francese al miele. Quarta tappa negozio di camice da uomo con Luis, qui dopo l’acquisto ci hanno regalato un dépliant che mostra ben 9 modi per fare il nodo alla cravatta, io personalmente non ne conosco manco uno.  Di ritorno a casa ho cercato di cucire con la macchina da cucire una cosa per mio fratello. Appena ho iniziato la macchina ha iniziato a fare i capricci come l’ultima volta, quindi prima di farmi prendere da una crisi isterica la stavo per mettere via, quando Luis ha sollevato  una levetta e la macchina ha ricominciato a funzionare.  Per cena  preparato una pasta al forno con le melanzane, i capperi e la provola piccante e ce la siamo scofanata in 40 secondi. Dopo cena abbiamo pasteggiato con i dolcetti e il rum serissimo e pregiatissimo che ci ha regalato amico Luis.  Per concludere la serata ho visto la sesta puntata della serie horror ( sono arrivata alla sesta perché ne ho vista una tutte le sere) e come al solito me ne sono pentita dopo aver visto la prima scena. Anche se continuo a pentirmene, mi sa che la vedrò tutta. 

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