lunedì 29 ottobre 2012

I pro e i contro


Dalla scorsa settimana faccio orario continuato, quindi non torno più a casa per pranzo, però la mattina vado a lavoro un’ora più tardi e se riesco la sera me ne vado prima . Ci sono dei pro e dei contro nel non tornare più a casa per pranzare, eccoli qui.
PRO- Restando a lavoro tutto il giorno risparmio una tombola di benzina che altrimenti sprecherei nell'uscire la mattina, poi nel ritornare a casa a  pranzo, riuscire nel pomeriggio e ritornare la sera. Visto i prezzi folli della benzina, meno uso il motorino, meglio è.
Un altro pro è che evito di prendere freddo sul motorino a tutte le ore, giacché già da ieri le temperature sono scese di circa 10 gradi, inoltre dimezzo le altissime possibilità che ho sempre di fare un incidente. Quando guidi il motorino in una città come questa devi mettere sempre in conto che un incidente è sempre dietro l’angolo. 
Andare a lavoro con più calma la mattina mi permette di non uscire perennemente di corsa, di non indossare le prime cose che mi capitano e quindi di non andare in giro come arlecchino.
Uscire prima la sera mi consente di fare delle cose che altrimenti sarebbe impossibile fare, tipo andare al supermercato, andare ad un cinema allo spettacolo delle 20, fare un aperitivo con degli amici, preparare la cena e mangiare ad un orario normale e non andare a letto con tutto il cibo sullo stomaco.
CONTRO- Il primo contro senza dubbio è quello di dovermi preparare il pranzo la sera prima. Per evitare di mangiare tutti i giorni schifezze da bar è necessario che faccia qualcosa per la mia salute ma questa cosa mi annoia da morire. Quando torno di solito a mangiare a casa M mi fa trovare sempre qualcosa, invece ora per scongiurare di prendere  50 chili in un mese è meglio se mi porto qualcosa di buono e salutare che preparo la sera prima. Questa settimana sono stata bravissima, poi vedremo in futuro cosa succederà.
Nonostante tutto il momento del pranzo a negozio è sempre una palla.
Appena mi convinco che è un momento morto giusto per mangiare qualcosa, entra sempre quella che non ha un cazzo da fare e gira come una trottola impazzita per il negozio e io così non riesco proprio a mangiare.
Dopo aver divorato il pranzo in trenta secondi netti prima che entri qualcun altro mi viene un sonno spaventoso e devo trovarmi qualcosa da fare di molto fisico se no mi abbiocco sulla scrivania. 
Sempre quando penso che sia un momento morto per chiudermi dentro e andare a fare un attimo pipì, appena esco dal bagno e vado verso la porta per riaprirla trovo sempre qualcuno che aspetta. Succede sempre così, ormai faccio pipì con l’ansia. Avere sempre a che fare con i clienti senza pausa tutto il giorno mette a dura prova la mia proverbiale pazienza, soprattutto tra le 15 e le 16, che non so perché ma è l’ora che detesto di più durante tutta la giornata.
 Un contro terribile infine è quello di dover fumare la mia amatissima prima sigaretta (io fumo solo dopo le 15) in piedi davanti alla porta del negozio. Fumare in piedi è una cosa che odio, poi essendo pure la prima sigaretta mi gira sempre la testa e non me la godo per niente. Cambiare abitudini mi mette sempre a disagio nei confronti della vita , ma dovrò trovare una soluzione differente per la mia prima sigaretta. Astenetevi dal dirmi che sarebbe meglio smettere di fumare, ve ne prego! 

lunedì 22 ottobre 2012

Caro diario


Resoconto più o meno dettagliato della settimana passata.
Martedì. Mi sono svegliata alla solita ora, ho fatto colazione con te e fette biscottate con marmellata di fichi, dopo  mi sono andata a lavare e poi a vestire. Ho guardato l’interno dell’armadio con aria sgomenta per circa dieci minuti poiché non sapevo cosa indossare, alla fine ho optato per il più classico degli abbinamenti: jeans e maglietta. Sono scesa giù in cortile per prendere il motorino ed ho incontrato la proprietaria di casa mia che abita proprio nell'appartamento di sotto. Di solito non mi riconosce mai e così è stato anche quella mattina. Dopo vari convenevoli mi ha chiesto se mi era arrivata la bolletta della luce e prima che rispondessi mi ha detto che a lei era arrivato solo 1 euro di spesa. A me, con suo grande stupore e pure il mio, è arrivata la cifra di -17 euro, in vita  mia non ho mai visto una bolletta dove loro devono dei soldi a me! Sono andata a lavoro più leggera.
A negozio ho passato una mattinata tranquilla, sono arrivate un po’ di cose nuove da mettere a posto e quindi s’è fatta ora di pranzo e sono tornata a casa. Credo di aver mangiato un panino, ho guardato un po’ di tv, con precisione una trasmissione dove c’è un signore che educa dei cani veramente stupidi e poi sono tornata a lavoro.
Al negozio ho fatto qualche vendita interessante, ho fatto chiacchiere con tutti i clienti e poi sono tornata a casa, ho cucinato non ricordo cosa e poi prima di andare a dormire ho visto la prima puntata di una serie horror paurosissima  e mentre la guardavo mi era già pentita di questa scelta idiota.
Mercoledì. Di mattina a lavoro ho deciso di rifare le vetrine. Ho chiuso il tendone che si stende sulle vetrine, le ho aperte, svuotate e poi ho iniziato a pulirle. In quello stesso momento è arrivato il “ragazzo molto strano forse tossico” che una volta a settimana ci viene a pulire i vetri e quindi ne ho approfittato e le ho fatte pulire a lui.
Mentre rimettevo le cose nuove dentro le vetrine, la gente sul marciapiede ha iniziato a farmi le solite domande del cacchio. “ma questi sono orecchini?” erano chiaramente orecchini. “questo è un pomello a forma di mappamondo?” no, semplicemente un mappamondo. “questa è una sciarpa o cosa?” sicuramente o cosa. E così via fino all'ora di pranzo. Sono tornata a casa, ho mangiato e poi ho riguardato il solito programma del tipo che educa i cani e c’era un barboncino che mangiava di continuo le mutande della padrona e ogni volta che lo faceva  dovevano portarlo dal veterinario a fargliele tirare fuori o dal sedere oppure dovevano aprirgli la pancia. Secondo me la signora avrebbe fatto prima a non indossare più le mutande.
Nel pomeriggio sono tornata al negozio e mi sono dovuta sorbire mio cognato che ultimamente deve convincere tutti a smettere di fumare usando la sigaretta finta, quella a vapore. Lui non era un gran fumatore, ma da quando ha scoperto questa sigaretta non fa che tenerla in bocca e “fumare” in ogni luogo. Conoscendolo so già che prima della fine del mese dovremo portarlo da un medico a causa del troppo vapore inalato.
Giovedì. In mattinata sono arrivati non so quanti colli contenenti oggettistica natalizia, così abbiamo iniziato ad aprirli e a prezzare le varie cosine. Con tutto il negozio sottosopra, con cartacce ovunque e pezzi di alberi di natale sparsi qua e là, abbiamo venduto il primo presepe della stagione…incredibile! A pausa pranzo sono andata con mia sorella a fare un campionario per l’estate prossima poi siamo tornate a negozio e lì abbiamo fatto un altro campionario, con tutte le signore che entravano e mettevano le mani nelle borse dei vestiti della rappresentante. Questa cosa mi fa saltare i nervi, a me non verrebbe mai in mente di mettere le mani nelle borse di un’altra persona! Finito questo abbiamo rimesso nelle scatole le cose di natale che erano arrivate la mattina, ci sembrava troppo presto metterle in esposizione. Ovviamente un alberello è rimasto fuori, perché esiste una legge fisica secondo la quale se una scatola contiene 43 oggetti e li tiri fuori, quando li rimetti dentro ce ne rientrano solo 42. A fine serata ero cotta per cui sono tornata a casa e mi sono collassata sul divano.
Venerdì. Appena arrivo al negozio trovo una signora che mi aspettava davanti la porta, a tal proposito esiste un’altra legge fisica ineluttabile “se trovi una persona che aspetta che tu apra, questa persona NON comprerà assolutamente niente”. A stento apro la porta e la signora si fionda nel buio del negozio in posto imprecisato. La seguo, accendo le luci, lei si guarda intorno e poi osserva con sguardo indagatore l’unico albero di natale che era rimasto fuori dalla scatola.  “Da quello che vedo avete già messo tutte le decorazioni natalizie, peccato, non vedo proprio quello che cerco” e se ne va anche un po’ incazzata. L’ineluttabilità della legge fisica colpisce ancora! La giornata lavorativa poi ha ripreso il suo corso naturale e come al solito è entrata una delle innumerevoli ragazze o signore che fa gioiellini e cerca di venderli. Questa cosa da un po’ di tempo a questa parte mi fa pensare al fatto che ormai non appena ti accorgi di saper fare una cosa con le mani la devi vedere. E’ possibile che un semplice hobby debba diventare per forza una fonte di guadagno? Fai una collanina all'uncinetto e la devi vendere, infili due pietre in un filo di nailon e lo devi vendere, fai una sciarpina a maglia e la devi vendere, addirittura se sai fare una torta devi provare a venderla. Ma l’antica arte del regalo non esiste più? Non avrai una decina di amiche a cui regalare le tue creazioni? Non avrai un’amica a cui regalare una torta fatta in casa per il compleanno del figlio? Non è maggiore la soddisfazione di regalare una cosa fatta con le tue mani anziché fartela pagare ad ogni costo?
Sabato. Sabato mia sorella e mio fratello hanno tenuto i corsi di pittura per bambini sotto i 9 anni tutto il giorno. Erano 12 bambini. Ho creduto di impazzire.
I bambini andavano in giro per il negozio con le mani piene di pittura, toccavano tutto il toccabile, avranno fatto pipì ognuno più o meno 16 volte, hanno mangiato 3 chili di cioccolatini, hanno dipinto ovunque tranne che sulle loro tele, addirittura una mamma ha mandato il figlioletto vestito tutto di bianco, sembrava un gelataio. Ovviamente a fine serata l’unica cosa bianca che aveva addosso era il colletto della camicia. Verso la fine del corso una bimba ha detto ad alta voce, forse per attirare l’attenzione dei bimbi maschi, “io se avrei 11 anni sembro grande”, chissà cosa voleva dire!
Dopo il lavoro sono andata a mangiare in una trattoria sotto casa dove il piatto del giorno era aglio con tagliatelle e funghi porcini, ho avuto una certa pesantezza tutta la notte.
Domenica. In mattinata ho fatto giardinaggio e ho piantato u sacco di ciclamini. Nel pomeriggio sono andata a fare shopping a via Nazionale con Luis, Violerio e M. Prima tappa libreria ed ho fatto una scorta che dovrebbe durare più o meno due mesi, seconda tappa negozio di scarpe per prendere un paio di stivaletti, terza tappa un negozio che vende un sacco di cosa da mangiare provenienti da tutto il mondo. Ho preso la salsa agrodolce asiatica, la salsa piccante messicana e una senape francese al miele. Quarta tappa negozio di camice da uomo con Luis, qui dopo l’acquisto ci hanno regalato un dépliant che mostra ben 9 modi per fare il nodo alla cravatta, io personalmente non ne conosco manco uno.  Di ritorno a casa ho cercato di cucire con la macchina da cucire una cosa per mio fratello. Appena ho iniziato la macchina ha iniziato a fare i capricci come l’ultima volta, quindi prima di farmi prendere da una crisi isterica la stavo per mettere via, quando Luis ha sollevato  una levetta e la macchina ha ricominciato a funzionare.  Per cena  preparato una pasta al forno con le melanzane, i capperi e la provola piccante e ce la siamo scofanata in 40 secondi. Dopo cena abbiamo pasteggiato con i dolcetti e il rum serissimo e pregiatissimo che ci ha regalato amico Luis.  Per concludere la serata ho visto la sesta puntata della serie horror ( sono arrivata alla sesta perché ne ho vista una tutte le sere) e come al solito me ne sono pentita dopo aver visto la prima scena. Anche se continuo a pentirmene, mi sa che la vedrò tutta. 

lunedì 15 ottobre 2012

Eccomi qua!


Lunedì scorso non ho aggiornato il blog perché me ne sono completamente dimenticata, credetemi, mi è veramente passato di mente.
Me ne sono ricordata soltanto martedì verso ora di pranzo, effettivamente da quando mi ero svegliata c’era qualcosa che non mi tornava, una sensazione di inspiegabile incompletezza, però non capivo cosa fosse, poi d’improvviso l’illuminazione: “cazzo il blog”, ma ormai era troppo tardi, o lo scrivo di lunedì o niente.
Il motivo per cui la mia memoria ha fatto cilecca è perché ero a casa per qualche giorno di vacanza.
Sono partita sabato mattina, ho preso per la prima volta la metro b1 che hanno aperto prima dell’estate vicino casa mia e sono andata a alla stazione. Con mio enorme stupore anche se era sabato la metro è passata immediatamente, poi prima di ripartire si è fermata qualche secondo per accogliere tutti gli utenti e ovviamente, come accade in tutte le grandi città ed in ogni piccolo paese, c’era l’immancabile “uomo contro il mondo”.
 Il soggetto in questione ha iniziato a lamentarsi prima della breve sosta della metro, poi del governo, poi dei politici, poi della disorganizzazione urbana e poi di nuovo della breve sosta della metro. Poi finalmente una signora gli ha chiesto se non gli sembrava un pochino esagerato prendersela anche con la metro che alla fine era partita dopo una sosta di un minuto e lui un’altra volta a rivangare tutto il passato politico dell’Italia da Giolitti a Berlusconi.  
Arrivata a Termini ho fatto un breve giro in libreria per prendere un libro per mamma, lì ho impiegato un sacco di tempo nella scelta perché essendo una libreria che non conoscevo, non capivo come cacchio erano sistemati i libri e quindi mi è venuto un po’ di nervosismo. Alla fine ho preso un libro da una pila dove sopra c’era scritto all'incirca “super, iper best sellers interplanetario” . Di solito questo tipo di libri non li prendo mai per una questione di principio, gli autori troppo famosi non mi sono simpatici, però non avevo più tempo per cui la scelta è stata obbligatoria, magari è un bel libro, comunque ora non ricordo né titolo, né autore.
Altra grande sorpresa della mattinata è stato il treno. Un gran bel treno, tutto pulito, con i sedili interi, senza strappi nella stoffa o chiazze di sporcizia di chissà quale epoca, insomma per essere un intercity era messo proprio bene. Di solito i treni, tutti i treni per la precisione, che da Roma si dirigono verso il sud fanno schifissimo. Sono treni vecchi, sporchi, puzzolenti, con le manate sui finestrini che risalgono al 1967. Per non parlare poi dei bagni, che se una donna deve arrivare in Sicilia deve dimenticarsi di fare la pipì per 12 ore. Ad ogni modo non volendo essere lamentosa come l’ “uomo contro il mondo”, mi sono accomodata nel mio bel posticino, felice e contenta di fare un viaggio in un treno decente.
Per occupare le 4 ore che mi separavano da casa,  prima ho letto un Vanityfair, rivista che tocca in modo più o meno superficiale tutto o quasi lo scibile della vita contemporanea, e lì ho scoperto che Nicole Kidman ha una caterva di figli, alcuni adottati, alcuni suoi e addirittura uno avuto con un utero in prestito, le star del cinema fanno un po’ come cazzo gli pare!
Dopo la rivista ho visto un film “l’uomo che sapeva contare fino a uno”, un film stupido, assurdo e demenziale ma molto divertente.
Puntuale come mai mi era successo prima nella vita, il treno è giunto in stazione in perfetto orario e non appena sono giunta a casa ho indossato il costume da bagno, sono scesa in spiaggia e da questo momento in poi ho spento il cervello.
A casa ho ritrovato 2 cari amici che non vedevo da un anno e pensate un po’ che con me c’era anche M ma non lo avevo ancora nominato! Siamo usciti in barca tutti i giorni assieme a mio padre, che non appena arriva  il mese di ottobre gli viene una smania selvaggia di pescare, una smania implacabile e inarrestabile. E così è stato, assieme al vecchio lupo di mare abbiamo innumerevoli volte solcato i mari del golfo di Policastro alla ricerca del pesce perfetto, pesce che è stato puntualmente trovato, pescato e mangiato.
A questo punto vorrei fare una cosa che non ho mai fatto prima, non è niente di eccezionale, ma ci tengo molto. Lascio un piccolo messaggio per Lucas ed Ana “grazie amici, insieme trascorriamo sempre giorni stupendi”.
Terminati  i giorni di vacanza sono ritornata a Roma, il treno del ritorno manco me lo ricordo per quanto ero triste, tanto ero depressa che appena sono arrivata sono andata subito al negozio. La tristezza si combatte così, andare subito a lavoro, come uno schiaffone in pieno viso.
Il giorno seguente con mia sorella avevamo un appuntamento per andare a vedere un campionario, stranamente non ci siamo perse nemmeno una volta e come per miracolo abbiamo finito anche in tempo. Poi mentre tornavamo verso il negozio, su corso Francia, ci siamo ricordate di una cosa assurda. Una volta un signore (un tipo che ci vendeva i jeans) ci ha raccontato che tanto tempo prima era con suo fratello sul balcone della loro casa che stava proprio a corso Francia e mentre chiacchieravano del più e del meno gli è arrivata  addosso non si sa da dove un gamba. Si, si una gamba. Gli era volata una gamba sul balcone. La gamba proveniva da uno che aveva fatto un incidente col motorino proprio sotto il loro palazzo, tanto forte era stato lo schianto che la gamba gli si era staccata ed era volata sul balcone. La gamba ad ogni modo era stata recuperata dal balcone di questi due fratelli e poi riattaccata al corpo del legittimo proprietario.  
Storie di città!

lunedì 1 ottobre 2012

Il nano da giardino


Il post di oggi è dedicato a tutte le giovani coppie che hanno intenzione di avere un bambino ed anche a tutte quelle che un pupo già ce l’hanno ma che è ancora troppo piccolo per palesare la sua vera natura.
La scorsa settimana io ed M siamo stati reclutati per tre giorni interi a fare la guardia al mio nipote numero due, mentre il mio nipote numero uno era in ospedale assieme ai genitori a farsi togliere le tonsille e le adenoidi.
Vorrei innanzitutto precisare che sicuramente l’amore di una zia è equipollente all’amore di una madre, ma la pazienza di una zia non lo è di certo. Le mamme padroneggiano una pazienza ancestrale che, anche se prima non c’era, come per magia dopo il primo vagito del bambino gli viene fuori e gli dura più o meno un paio di anni, poi va via e non torna più!
Tre giorni interi con un nano da giardino di 21 mesi sono stati uno sperpero di energie mai provato prima.
Ecco una giornata tipo che potreste vivere voi romanticoni alla ricerca del figlio perfetto. Il figlio perfetto fa questo:
1)      Sveglia alle7, corsa sfrenata nel corridoio sul pavimento di parquet  (perché il soggiorno e la cucina durante la notte potrebbero essere spariti, quindi è meglio correre)  e subito il primo scivolone della giornata.
2)      Colazione. Primo bicchiere di latte con miele versato sul pavimento, secondo bicchiere di latte con miele salvato per un pelo. È d’obbligo bere il bicchiere di latte con una cannuccia seduto con una chiappa nel seggiolone e l’altra fuori perché è meglio trovarsi pronti per correre via se arriva un uragano che potrebbe spazzare via la casa. Ad ogni modo la parola d’ordine è CORRERE.
3)      Uscita in passeggino con sosta obbligatoria per ogni forma di vita e non che si incontra durante il cammino.
4)      Ore 11, merenda. Esiste un solo modo per mangiare una pesca: mangiarla velocemente, riempiendosi la bocca fino a farla scoppiare e poi spargerne il succo su tutto quello che si ha sotto mano. A quest’ora del mattino un adulto già sa che non avrà per molto tempo una casa pulita.
5)      Gioco sfrenato e pericolosissimo. Il piccolo uomo che avete in casa è completamente sprezzante del pericolo, privo di ogni logica di conservazione e sopravvivenza, nato per librarsi in volo da una sedia o da un divano. Il piccolo uomo che avete in casa possiede anche una forza sovrannaturale ed ha una soglia del dolore che farebbe impallidire anche uno della santa inquisizione.
6)      Ore 13, pranzo. Lo gnomo prende posto a tavola e aspetta furioso e con la bava alla bocca il suo cibo. “Pappa, pappa, pappa” urla e strepita. Se la pappa è di suo gradimento non fai a tempo a dargli un boccone che già pretende il seguito, se al contrario il desco non lo aggrada ci si avvicina lentamente alla tragedia. Bocca serrata, pianto muto e muco in ogni dove, “dai, ti prego apri la bocca” così si prega il divino aguzzino, il quale imperterrito aspetterà paziente fino a quando la pappa diventerà di cemento e tu lo lascerai al suo destino.
7)      Ore 14-16 black-out. Riposino pomeridiano.
8)      Ore 16- 19, tre ore di intensa giocosità ed altrettanta interazione. È d’obbligo rispolverare le proprie doti di trasformismo affinché il principe dei capricci passi del tempo piacevole ed istruttivo. Diventa macchina, poi cavallo, poi formica, poi wrestler (che non è molto educativo, ma troppo divertente), poi mago e se ci riesci diventa anche trasparente. Dopo di che è il turno delle costruzioni, non ti affaticare e scervellare a metter su forme avveniristiche degne dell’architettura contemporanea, il piccolo caterpillar apprezza soltanto la distruzione e il caos, è fatto così, non puoi farci nulla.
9)      19 e 30, bagnetto. È da non credersi di quanto può essere zozzo un esserino così piccino, con le manine di burro, i piedini che sembrano due paninetti all’olio, con il pancino come un bignè alla panna e con due cosciotti morbidi come l’impasto della pizza. Eppure durante la giornata credevi che con 4 o 5 cambi di pannolino e relative abluzioni  di varie parti del corpo il compito di igiene personale fosse abbastanza espletato, invece non è MAI come sembra.
10)  Ore 20, cena e si ripete tutto come nel punto numero 6, con qualche capriccio in più poiché il piccolo principe ha sonno.
11)  Ore 20 e 30 e finalmente si va a ninna e la battaglia è finita.
Oltre ad essere finita la battaglia sei finito anche tu come essere umano pensante e cerchi un barlume di forza che ti faccia comunicare con le altre persone con un vocabolario più ampio delle 5 o 6 parole che hai utilizzato durante  tutto il giorno. Ti rendi conto invece che le cose stanno in un altro modo, il piccolo panzerotto diabolico ti ha risucchiato il cervello, lo ha ingoiato ed infine lo ha vomitato. Con un cervello ridotto in quello stato ci si fa ben poco, infatti dopo poco ti addormenti sul divano, poi ti trascini carponi nel letto e come per incanto è già l’alba, l’alba di un nuovo giorno, un intero giorno assieme a un nano da giardino di 21 mesi.