lunedì 10 settembre 2012

Summer on a solitay rock



Non esagero se dico che ho passato 20 giorni delle mie vacanze appollaiata su uno scoglio come un gabbiano e non esagero nemmeno se dico che ho trascorso i più bei giorni estivi degli ultimi anni.
Con tutta sincerità nemmeno per un secondo ho rimpianto la comodità della spiaggia, le amicizie da ombrellone, la morbidezza dei cuscini della barca e cose così, gli scogli sono un posto sovrannaturale.
Oddio, sovrannaturale non è proprio l’aggettivo giusto, così dicendo sembra che ho fatto una vita ascetica alla ricerca di entità che vanno oltre il naturale, in realtà sugli scogli ho incontrato solo persone che avevano un gran bisogno di vivere a stretto contatto con la natura (compresa me), per cui la definizione esatta sarebbe  “gli scogli sono un posto pari-naturale”.  
Ho incontrato ragazzini con la fissa della speleologia, altri con la fissa dei fondali marini, pescatori provetti ed esploratori di ogni genere, ma chi di più ha saputo avvicinarsi con grande rispetto al magnifico regno degli scogli, estraendone il più intrinseco significato, sono stati i nudisti.
In molti si sono avvicendati in questo luogo ameno, con alcuni abbiamo stretto amicizia e fatto lunghe chiacchierate, fatto gare di tuffi e lunghe nuotate, ma un episodio in particolare mi ha fatto riflettere su cose del tutto fuori dalla mia mente ed ora  con un breve racconto autobiografico vi metterò al corrente dei nuovi dubbi che ho circa il genere umano.
“Nudismo o baffismo?”
Ombrellone, borsa frigo con acqua, frutta e crackers, mini cuscino gonfiabile, telo, libro, settimana enigmistica, matita con gomma, occhiali da vista, maschera, boccaglio e sono pronta per affrontare 8 ore di mare selvaggio.
Carico tutte le borse sul motorino sgangherato, senza assicurazione e senza targa di mio fratello, lo accendo e prendo un sentiero sterrato che passa i mezzo ad una pineta. Parcheggio il potente mezzo (lo appoggio ad un albero) e continuo il mio viaggio a piedi, sono carica come un mulo e penso che non sono nemmeno a metà del viaggio.
Affronto una ripidissima scalinata e al termine di questa mi accingo a scalare massi e scogli seguendo un percorso mentale e immaginario.
Dopo circa 10 minuti arrivo al MIO POSTO.
Poche rocce lisce su cui adagiare l’asciugamani e trovare un modo per far star dritto l’ombrellone, ci riesco sempre.
Mi tuffo subito, fa troppo caldo per fare qualsiasi altra cosa. Esco dall’acqua rigenerata e con nuovi graffi sanguinolenti sulle gambe, non c’è verso che non mi faccia male ogni volta che mi arrampico sulle secche per uscire, a fine stagione farò come Rambo, mi ricucirò le ferite da sola.
Sono circa le 13, il sole è allo zenit, la luce di questo momento del giorno è impareggiabile, l’acqua ha un colore spettacolare, si vede il fondale chiaro e nitido fino a 10 metri di profondità, è il momento ok per una passeggiata.
Saltello fra scogli e secche come uno stambecco, ad una persona poco esperta sembra che stia camminando su un campo minato, in realtà è molto rilassante questo modo di avanzare, è come in un rebus, bisogna pensare bene a dove si mettono i piedi di volta in volta. Mentre procedo nella mia escursione, mi viene in mente un frammento di una cosa eccezionale pensata durante la notte, una cosa così incredibile che mi ha destato dal sonno. Sono certa che fosse un pensiero profondo che riguardava la vita oppure la morte, una cosa così bella che mentre la pensavo mi sono detta “alzati e scrivi un appunto” ma non l’ho fatto perché avevo troppo sono, chissà perché le idee migliori mi vengono sempre mentre dormo!
Saltello dopo saltello mi avvicino ad una coppia immersa in una fitta conversazione, non voglio disturbare quindi mi guardo intorno per cercare un nuovo tragitto da fare. Non volendo i miei occhi si soffermano sul signore che chiacchiera con la donna.
O mio dio, il signore è nudo ed è seduto sugli scogli.  Il mio stupore non è tanto per il fatto che sia nudo, ma per il fatto che poggi le sue chiappe nude su scogli taglienti come bisturi. Ma come fa? Quest’uomo non sa che quando si solleverà avrà il culo come una carta geografica in rilievo?
Più lo guardo e più questo essere semina in me domande d’ogni genere.
O mio dio (di nuovo perché lo guardo meglio), il signore oltre ad essere nudo ha i baffi!
Come fa un uomo ad avere i baffi e a praticare il nudismo? Questa cosa mi sciocca ancor di più, nel mio immaginario un uomo con i baffi è sempre vestito in modo impeccabile. A dire il vero l’uomo con i baffi non dovrebbe nemmeno portare il costume da bagno, dovrebbe andare al mare con i pantaloni, la camicia e un panama sulla testa. Un uomo con i baffi in desabillé lo immagino solo nei film porno degli anni 70.
Anche guardare un video dei Queen e vedere l’immenso e geniale Freddie Mercury con i baffi mi fa troppo strano, non riesco ad abituarmi all’idea che si possano abbinare un paio di baffi ad una tutina elasticizzata di paillettes.
Poi la mente impazzita mi porta alla Francia del '600 di D’Artagnan, lo immagino alto, snello,con  il grande cappello con la piuma, la folta chioma sciolta sulle spalle, i baffi, gli stivaloni e poi tutto nudo…no non ce la faccio!
Non sapevo di aver tutte queste reticenze nei confronti degli uomini baffuti e mentre mi faccio tutte queste domande e per di più cerco di immaginare che il tipo baffuto sia Tom Selleck che all’epoca era proprio un bel ragazzo, mi rendo conto che sto fissando la coppia semi nudista che mi sta di fronte (semi nudista perché lei ha il costume da bagno, non è nemmeno in topless). Mi volto dall’altra parte e m’incammino verso il mio ombrellone, devo pensare! 
Non è che appena rivedrò un uomo con i baffi lo immaginerò nudo? 

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