lunedì 11 giugno 2012

Stato di avanzata decomposizione


Siamo quasi a metà giugno e un anno di lavoro costante inizia a farsi sentire. Il mio corpo è il primo che sta chiedendo pietà: giorno dopo giorno noto che divento sempre più bassa, mi sto piegando su me stessa a causa del peso del mondo, per agosto forse somiglierò ad un avvoltoio, con il collo incavato fra le spalle. Il mio trimestre in palestra ormai è un ricordo lontanissimo che appartiene ad un’altra vita, in quel periodo mi sono rotta così tanto le scatole che ormai l’ho quasi dimenticato. Forse se avessi fatto dell’attività fisica questo inverno ora non soffrirei di mal di schiena o altri dolori legati alla cattiva postura, però ho fatto un giuramento che sono sicura non infrangerò molto facilmente: non andrò MAI più in palestra per tutta la vita. Inoltre andare costantemente in motorino non mi aiuta affatto, come minimo avrò le ossa della colonna vertebrale tutte attaccate a causa delle continue botte che prendo sui fossi che tappezzano le strade di questa città eterna, credo che ormai anche i fossi siano diventati eterni. Se per caso in un giorno d’agosto vi trovate su una spiaggia di Maratea  e siete sicuri di aver visto Gollum, non temete, non soffrite di allucinazioni dovute dal caldo, sono io.
 Il mio viso è ormai solcato da rughe che un tempo potevano definirsi di espressione ma che ora come ora sono diventate la mia unica espressione. Dopo giornate intere in cui mi sforzo di essere sempre sorridente inizio a somigliare a Joker, l’acerrimo nemico di Batman, avrei preferito somigliare a Batman, sempre accigliato.
Per farmi sentire ancor di più una schifezza ci si sono aggiunti i capelli bianchi, giuro che fino all’estate scorsa non ne avevo nemmeno uno e adesso invece saranno una cinquantina. So che non è un gran problema, anzi, molte delle persone che conosco ce li hanno da molto tempo, tipo mio fratello che ha solo 24 anni, però io non  li ho mai avuti e se permettete un po’ questa cosa mi fa non proprio incazzare (l’incazzatura la uso in altri casi), ecco, mi fa innervosire.
A questa minuziosa descrizione della mia persona ed all’accozzaglia di personaggi che ho citato affiancherò un documento fotografico che in sé li racchiude tutti,  in questo modo potrete vedere a che punto sono arrivata con la mia rovina fisica e anche un po’ mentale:


 Maga Magò, attrice non protagonista del film di animazione “La spada nella roccia” del 1963.

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