lunedì 4 giugno 2012

AVVISO ALLA CLIENTELA


“Si avvisa la gentile clientela che il supermarket chiuderà tra 15 minuti, siete pregati di avvicinarvi alle casse, grazie”.
“My lips are movin' but there's no sound, Someday somebody's gonna get run down”, canticchio questa canzone dei Faith no more da stamattina, sono quasi le 8 di sera e a questo punto non so più come togliermi questo motivetto dalla testa, tra l’altro mi piace tanto, ma così è troppo!
Ora devo concentrarmi e fare questa cacchio di spesa.
Ma proprio non ci riesco, io ho una perversione, una cosa che mi fa  impazzire, una passione irrefrenabile: quella di spiare nei carrelli altrui, vedere quello che sceglie la gente dagli scaffali di un supermercato.  Secondo il mio modesto parere una persona è ciò che compra e il carrello della spesa ne è la prova assoluta. E da qui partono i grandi questionari che mi distolgono dal tema principale, fare la spesa.
Perché quella signora prende 4 confezioni giganti di yogurt, tonnellate di biscotti e vagonate di dolciumi vari? Avrà molti figli adolescenti oppure vuole uccidere il marito ignaro di avere il diabete?
 Perché quella signora anziana si sorbisce tre ore di fila alla cassa per due banane e una mela? Forse soffre di solitudine, oppure soffre di scorbuto?
Come mai una signora così distinta e ben vestita carica il carrello con tutte quelle bottiglie da 5 litri di vino scadente? Saranno forse due alcolizzati lei e il marito? Oppure forse gestisce un’enoteca e dà da bere ai clienti quel vinaccio spacciandolo per vino pregiato?  
Poi vedo con piacere la classica signora che a casa non deve avere proprio nulla perché passa per gli scaffali e prende cose a casaccio: zampironi, cibo per uccelli, prosciutto, lamette, alici salate, pasta, ecc.
Davanti al banco dei salumi c’è l’operaio che assembla il suo panino ideale, poi c’è la signora che mette in croce il salumiere per una questione di etti, poi c’è l’indeciso cronico: è meglio il cotto o il crudo?
Al reparto della carta mi godo una signora che impazzisce tra le varie marche di carta igienica, a quello della verdura invece c’è né una che prende dei meloni nani di chissà quale nazionalità e si lamenta del prezzo spropositato, quando ci sarebbe una sola replica alla sua protesta: non comprarli!
Alla cassa poi c’è il signore che guarda sconfitto lo scontrino e non riesce a capire come ha fatto a spendere tanto, d’altronde gli uomini non guardano mai i prezzi!                                Per non cedere allo spionaggio dei carrelli ho deciso di portarmi appresso una lista, anche perché mi piace scrivere la lista della spesa, pensate che ad ogni cosa da comperare corrisponde un disegno assai fedele che creo con dovizia di particolari. A volte annoto delle cose soltanto perché mi riesce bene il disegno, per esempio ho la cucina piena di scatolame perché mi piace disegnare i barattoli, mi fa sentire molto Andy Worrol, oppure abbozzo piccoli omini di verdure come l’Arcinboldo. Ora come ora mi rendo conto di aver composto una lista senza né capo né coda: melanzane, zucchine, insalata, parmigiano, birra, pancetta. Chissà cosa penserà la gente del mio carrello.
“SI AVVISA LA GENTILE CLIENTELA CHE IL SUPERMARKET CHIUDERÀ’ TRA DUE MINUTI”.
Sono già in fila alla cassa, poco soddisfatta del mio operato. Davanti a me c’è una donna appena uscita dall'ufficio, o dal parrucchiere? Dietro di me due studenti intenti a racimolare gli spiccioli per dividere la spesa, di fianco a me un uomo accanto all'espositore dei preservativi, sul suo viso ha un’espressione che parla chiaro: “Ne prendo un pacchetto con noncuranza, tanto nessuno mi nota”, non accorgendosi di me, che in un supermercato noto tutto!



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