lunedì 16 aprile 2012


Signore e signori, ecco a voi la top five delle domande più crude della settimana.
Al quinto posto troviamo un grande classico del mercoledì sera: sono le ore 19 e 55, ho fatto i conti di fine giornata, ho tirato fuori la giacca e il casco, mi accingo a spegnere le luci, già sono proiettata sul mio divano che fumo una sigaretta e guardo “un posto al sole”, quando entra una ragazza.
Apre la porta con calma, scende i gradini come una diva, con un filo di voce dice “buona sera” e svogliatamente inizia a toccare glia abiti, senza nemmeno guardarli. Rovisto nella mia memoria alla ricerca di un briciolo di buona educazione e con un sorriso amaro le chiedo “posso aiutarti?” e lei mi risponde “mmmhhh, sto cercando un abito per un matrimonio, guardo un po’ in giro, poi magari ti chiedo aiuto”. Dopo 10 minuti prendo coraggio e dico “ma quando è il matrimonio?” e lei “il 13 di giugno”. “E certo”, penso “quando vai a cercare un abito per giugno se non alle 8 di sera di un piovoso aprile?”.
Al quarto posto si piazza “la signora inopportuna”, quella che pur vendendomi impegnatissima mentre faccio tre pacchi regalo contemporaneamente, che seguo altri 4 clienti con una parte di emisfero cerebrale che manco sapevo di avere, continua a farmi la stessa domanda “mi scrive gli orari del corso di pittura perché forse vorrei seguirlo in ottobre?” (si avete capito bene, in una parte di negozio teniamo corsi di pittura). Alla persistente domanda io ripeto senza sosta “mi dia un secondo, ecco finisco questa cosa e arrivo, un attimo solo…” ma alla fine dico “ma se forse verrà in ottobre e ora siamo ad aprile, perché non passa tra qualche giorno e le darò tutte le informazioni?” come se le avessi aperto un mondo, lei mi risponde “già, ha ragione, quasi quasi passo domattina!”.
Il terzo posto se lo merita la signora difficile da convincere: “mi piace quel piatto che avete in vetrina, vorrei regalarlo, ma vorrei metterci dentro dei cioccolatini:”
“purtroppo non ho i cioccolatini, ma qui vicino c’è una pasticceria, può prenderli lì e io le faccio la confezione con il piatto che le piace”
“perché non vendete voi i cioccolatini?”
“non posso vendere generi alimentari”
“perché?”
“perché no”
“ne è sicura?”
Al secondo posto troviamo un inaspettato uomo simpatico, che entra nel negozio per perdere tempo e rimane folgorato dal profuma ambiente che c’è all’interno.
“madonna che profumo stupendo, che cos’è?” gli dico la marca del profumo e gli dico anche dove l’ho comprato, ma lui non vuole saperne ed inizia un’opera di convincimento affinché gli dia quello mio “me lo dia la prego, lo compro da lei, anche se è usato non importa, devo averlo, mi ricorda qualcosa, ma non so cosa, forse è un legame con la mia infanzia, forse è qualcosa di  più ancestrale”. Stava quasi per convincermi, quando alla fine gli mostro la boccetta quasi finita del profumo e lo persuado ad andare nella vicina profumeria e acquistarlo lì. Avrò condotto un uomo verso il suo passato?
Al primo posto della top five c’è la mia domanda assurda preferita in assoluto:
“mi dica, lei cos’ha al gusto finlandese?”
Ho sgranato gli occhi, e senza accorgermene ho quasi urlato “EH?”
E lei, come se io non avessi sentito o come se fossi un po’scema, mi ripete molto lentamente “a l   g u s t o  f i n l a n d e s e ?”
La domanda ha cominciato a stridere nella mia testa come le unghie sulla lavagna, un’eco lontana nella mia anima ripeteva “perché tutte a me, perché tutte a me, perché tutte a me?”
Ma che cavolo è il gusto finlandese? Un gusto di gelato? Un tipo di piatto tipico della Finlandia?
Poi con calma ho chiesto “cosa intende per gusto finlandese?”
“beh, non saprei, un po’ tutto quello che viene dal nord!”
Per fortuna dopo 2 minuti è andata via per prendere l’autobus. Comunque la domanda mi è rimasta come un tarlo nel cervello: che gusto ha la Finlandia, che gusto ha il nord?

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