lunedì 30 aprile 2012

Qashqai


Se sei il proprietario di un qashqai non ti farà piacere leggere questo post. Se sei il proprietario di un quashqai forse è meglio che tu lo venda al più presto e forse è meglio che tu riveda l’elenco delle tue priorità automobilistiche.
Sabato mattina sull’autostrada  Roma-Napoli che poi come per magia diventa Salerno-Reggio Calabria  (mentre andavo incontro al mio lungo week end tanto agognato)  abbiamo incontrato ben 5 piloti di quahsqai che credevano di guidare  una Ferrari a Maranello, commettendo una o più minchiate assai pericolose. Da qui è nato un nuovo assioma pienamente scientifico: per guidare un quashqai il requisito fondamentale è quello di essere un deficiente. Potreste anche pensare che si sia trattato un mero caso di coincidenze, però 5 minchioni su 5 fa diventare una coincidenza una verità assoluta.
Per quanto mi riguarda, inoltre, potrei estendere il requisito “deficiente” a tutti i possessori di suv e macchine giganti ed inutili in generale, in mancanza di prove per la mia ricerca scientifica però questa rimane una mia (forse non solo mia) sensazione, ovviamente perché noi ricercatori per poter lavorare siamo alla perenne ricerca di fondi!
A parte questo piccolo particolare il mio viaggio con M e Luiss è andato benissimo. Ho scritto di proposito che il mio viaggio è andato benissimo, perché il loro forse è stato un po’ obnubilato da un velato odio nei miei confronti!
Mentre loro due soffrivano un caldo bestiale li ho costretti a spegnere l’aria condizionata perché io avevo freddo, poi ho fatto montare l’antenna a Luiss per ascoltare la radio perché il cd che aveva fatto M per il viaggio non mi piaceva per niente, poi dopo aver ascoltato tutti i programmi radiofonici che mi piacevano ho chiesto gentilmente ad M di farmi ascoltare del suo cd solo le canzoni che conoscevo, infine all’autogrill avevo preso un cornetto gigantesco e ne avevo promesso metà ad M e ovviamente mi sono ricordata di darglielo solo quando era già finito.
Purtroppo sono sempre alla ricerca del viaggio perfetto!
La mia testa in questo momento è una tabula rasa, per due giorni ho rimosso clienti rompi palle, problemi casalinghi, viaggi in motorino e la città con i suoi tentacoli malefici, non mi resta in queste ultime 48 ore che uccidermi di cibo, di mare, di sole e di sonno!


lunedì 23 aprile 2012

New York, New York


Sarà la primavera, sarà il polline geneticamente modificato che pervade l’etere, sarà quel che sarà, ma si respira aria di follia!
Qualche giorno fa ho fatto un salto al famoso negozio di reggi seni, mutande e calzini, che non so perché è sempre strapieno di gente(anzi, lo so, le donne, anche in periodo di crisi possono fare a meno di tutto tranne che delle mutande) ho assistito ad una scena veramente triste.  La commessa aveva palesi problemi con il pc del negozio, la signora di fronte, dopo aver terminato una telefonata assurda con sua madre, dove l’argomento principale era l’uncinetto, le dice “si muova per piacere, non perda tempo, ho tante cose da fare, dai”. Sono rimasta a bocca  aperta, mentre la ragazza dall’altra parte della cassa diventava paonazza dalla rabbia e dal dispiacere che cercava di giustificare una situazione ovvia: il pc non funzionava! La scena si è conclusa pochi minuti dopo con la signora che finalmente è riuscita a pagare ed è andata via,  chissà quali impegni inderogabili aveva, forse un meeting sull’uncinetto moderno, oppure una lezione sulla storia dello slip dalle origini al novecento.
Quando mi sono ritrovata da sola con la commessa, le ho consigliato di esternare al più presto quello che aveva dentro, erano solo le 11 del mattino ed arrivare fino a sera con quel peso sullo stomaco sarebbe stato impossibile, così ne è uscito un super “ma vaffanculo” liberatorio e riparatore.
In generale esiste una sola regola che tutti dovrebbero rispettare, molto semplice da ricordare e che permette di vivere una vita serena e in armonia con il mondo:
non rompere i coglioni alla gente che lavora.
Si risvegliano a primavera anche i viaggiatori, gli esterofili, quelli che hanno la convinzione che “l’estero” (nessun luogo preciso)  sia molto meglio dell’Italia, anzi tutto il mondo è meglio dell’Italia, anche nei paesi del terzo mondo si sta meglio che qua. Queste poi sono le stesse persone che non si stupiscono davanti a nulla e se se si stupiscono lo fanno di nascosto, altrimenti non potrebbero dire la loro frase preferita “questa cosa l’ho già vista a Tokio!”. Così, un piovoso pomeriggio di questa settimana, mentre mi occupavo di cose tipicamente italiane, tipo spolverare, mettere a posto, fare dei conti (cose che se dette in inglese fanno tutt’altro effetto -  sprinkle, put away, counting), è entrata una signora milanese piena di charme  e “sintomatico mistero”.
“salve, è molto bello questo negozio, sembra proprio un negozio che ho visto l’altra settimana a New York, dove vendono sia abiti che oggetti per la casa, è fatto sullo stesso stile di quel negozio vero?”
“mi dispiace signora, a dire il vero non sono mai stata a New York”
“NON è MAI STATA A NEW YORKKKK??? beh, forse mi sbaglio, effettivamente non è proprio uguale, arrivederci!”
Se avessi detto che il negozio era uguale a quello di New York ed anziché  chiamarlo negozio lo avessi chiamato Concept store, forse la signora avrebbe acquistato qualcosa convinta di sentirsi ovunque ma non  a Roma, palesando invece  la mia  mediocre italianità credo di aver perso una potenziale cliente. Me ne farò una ragione. 

lunedì 16 aprile 2012


Signore e signori, ecco a voi la top five delle domande più crude della settimana.
Al quinto posto troviamo un grande classico del mercoledì sera: sono le ore 19 e 55, ho fatto i conti di fine giornata, ho tirato fuori la giacca e il casco, mi accingo a spegnere le luci, già sono proiettata sul mio divano che fumo una sigaretta e guardo “un posto al sole”, quando entra una ragazza.
Apre la porta con calma, scende i gradini come una diva, con un filo di voce dice “buona sera” e svogliatamente inizia a toccare glia abiti, senza nemmeno guardarli. Rovisto nella mia memoria alla ricerca di un briciolo di buona educazione e con un sorriso amaro le chiedo “posso aiutarti?” e lei mi risponde “mmmhhh, sto cercando un abito per un matrimonio, guardo un po’ in giro, poi magari ti chiedo aiuto”. Dopo 10 minuti prendo coraggio e dico “ma quando è il matrimonio?” e lei “il 13 di giugno”. “E certo”, penso “quando vai a cercare un abito per giugno se non alle 8 di sera di un piovoso aprile?”.
Al quarto posto si piazza “la signora inopportuna”, quella che pur vendendomi impegnatissima mentre faccio tre pacchi regalo contemporaneamente, che seguo altri 4 clienti con una parte di emisfero cerebrale che manco sapevo di avere, continua a farmi la stessa domanda “mi scrive gli orari del corso di pittura perché forse vorrei seguirlo in ottobre?” (si avete capito bene, in una parte di negozio teniamo corsi di pittura). Alla persistente domanda io ripeto senza sosta “mi dia un secondo, ecco finisco questa cosa e arrivo, un attimo solo…” ma alla fine dico “ma se forse verrà in ottobre e ora siamo ad aprile, perché non passa tra qualche giorno e le darò tutte le informazioni?” come se le avessi aperto un mondo, lei mi risponde “già, ha ragione, quasi quasi passo domattina!”.
Il terzo posto se lo merita la signora difficile da convincere: “mi piace quel piatto che avete in vetrina, vorrei regalarlo, ma vorrei metterci dentro dei cioccolatini:”
“purtroppo non ho i cioccolatini, ma qui vicino c’è una pasticceria, può prenderli lì e io le faccio la confezione con il piatto che le piace”
“perché non vendete voi i cioccolatini?”
“non posso vendere generi alimentari”
“perché?”
“perché no”
“ne è sicura?”
Al secondo posto troviamo un inaspettato uomo simpatico, che entra nel negozio per perdere tempo e rimane folgorato dal profuma ambiente che c’è all’interno.
“madonna che profumo stupendo, che cos’è?” gli dico la marca del profumo e gli dico anche dove l’ho comprato, ma lui non vuole saperne ed inizia un’opera di convincimento affinché gli dia quello mio “me lo dia la prego, lo compro da lei, anche se è usato non importa, devo averlo, mi ricorda qualcosa, ma non so cosa, forse è un legame con la mia infanzia, forse è qualcosa di  più ancestrale”. Stava quasi per convincermi, quando alla fine gli mostro la boccetta quasi finita del profumo e lo persuado ad andare nella vicina profumeria e acquistarlo lì. Avrò condotto un uomo verso il suo passato?
Al primo posto della top five c’è la mia domanda assurda preferita in assoluto:
“mi dica, lei cos’ha al gusto finlandese?”
Ho sgranato gli occhi, e senza accorgermene ho quasi urlato “EH?”
E lei, come se io non avessi sentito o come se fossi un po’scema, mi ripete molto lentamente “a l   g u s t o  f i n l a n d e s e ?”
La domanda ha cominciato a stridere nella mia testa come le unghie sulla lavagna, un’eco lontana nella mia anima ripeteva “perché tutte a me, perché tutte a me, perché tutte a me?”
Ma che cavolo è il gusto finlandese? Un gusto di gelato? Un tipo di piatto tipico della Finlandia?
Poi con calma ho chiesto “cosa intende per gusto finlandese?”
“beh, non saprei, un po’ tutto quello che viene dal nord!”
Per fortuna dopo 2 minuti è andata via per prendere l’autobus. Comunque la domanda mi è rimasta come un tarlo nel cervello: che gusto ha la Finlandia, che gusto ha il nord?

lunedì 9 aprile 2012


Regole per passare una giornata perfetta.
-svegliarti quando ti pare e rigirarti nel letto fino a quando le tue gambe ti chiedono di camminare.
-fare colazione senza guardare l’orologio, bere un’intera caffettiera di caffè mentre leggi il giornale e fare il tutto, se possibile, sul terrazzo sotto il sole di una calda primavera.
-pranzare quando hai fame, mangiando senza ordine alcuno prima il secondo e poi il primo e in ultimo l’antipasto e poi piazzarci su una bella birra fresca.
-fare una pennichella con il sottofondo del televisore acceso e svegliarsi con la saliva pietrificata all’angolo della bocca.
-bere un altro caffè e poi fumare una sigaretta.
-stare sul divano e pensare a cosa fare del pomeriggio intero che hai davanti.

Con tutta sincerità non invidio proprio chi in questo momento si trova in un prato assieme ad altre centomila persone a cercare di far partire un barbecue mai usato. Il mio pensiero va a tutti quelli che tentano di far stare fermi i piatti e i bicchieri di plastica su una tovaglia che guarda caso è stata posizionata proprio su un dosso e che dopo mezz’ora è già tutta bagnata di vino cascato da un boccione. Poi  coloro che cercano una posizione ottimale per mangiare un agnello ormai rinsecchito e una lasagna fredda e piena di erbacce e a quelli che girandosi e rigirandosi per terra si sono seduti proprio su una cacca di cane.
Oppure penso a chi ha passato la giornata in un ristorante a farsi diventare il sedere quadrato per poi ritrovarsi col portafogli svuotato, a farsi trattare male dai camerieri che molto probabilmente sarebbero voluti essere su un prato a mangiare l’agnello rinsecchito e la lasagna fredda e che avrebbero preferito sedersi su una cacca di cane pur di non ritrovarsi in un ristorante preso d’assalto da un’orda di gente che sembra non toccare cibo almeno da un anno.
Infine il mio plauso va a quelli che hanno pensato bene di andare a fare una gita fuori porta in un posto poco gettonato e sconosciuto a molti ma che proprio il giorno di pasquetta diventa la meta prediletta da tutti. Per concludere la giornata poi si ritroveranno intorno alle 18 in macchina in mezzo al traffico con tutti i furbi pasquali, maledicendo l’idea geniale di essere andati in quel posto che tra l’altro era pure brutto e non c’era nemmeno un bar aperto per prendere un caffè perché quelli del posto d’altro canto hanno pensato “ma chi ci viene a passare la pasquetta proprio qua?”
Io nel frattempo continuo a pianificare il mio prossimo futuro mangiando una bella coppa di gelato stravaccata sul divano!




                                   

lunedì 2 aprile 2012


Cose che avrei voluto fare questa domenica

1)      Lavare la copertina del motorino perché dopo un inverno alle intemperie ha quasi preso vita. È sul terrazzo da ormai tre giorni e a questo punto temo che possa rinascere corvo e volare via assieme agli altri compagni che girano sul mio tetto da quando, qualche pomeriggio fa, ho lasciato a scongelare del pollo sulle tegole, ma la sera al mio ritorno non c’era più. Gatti  non ne ho mai visti da queste parti, per cui a rubarlo o sono stati i corvi o i gabbiani. Non lo so, ma questo è puro cannibalismo, come nonna papera che prepara il tacchino per il ringraziamento.
2)      Andare a fare shopping e comprare:
- un paio di scarpe con il tacco, perché mi pare assurdo che a 31 anni non possiedo un paio di scarpe col tacco, che poi al mille per mille non le indosserei mai nemmeno per 15 minuti, però il fatto di aprire la scarpiera e vederle lì sarebbe bellissimo.
- un mascara, perché a quanto pare dopo sei mesi scade (a partire da quale data non è dato saperlo) e chissà quanto tempo avrà il mio, per non parlare degli ombretti e del resto del make-up secolare che risiede in quella scatoletta da tempo immemore.
3)      Fare una piacevole passeggiata nel parchetto sotto casa per poi giungere al mercatino delle pulci qui vicino dove si trovano un sacco di fetenzie che quando le vedi ti sembrano una ficata  ma poi a casa ti chiedi come hai fatto a spendere dei soldi per una cosa che probabilmente qualcuno ha buttato anni fa perché era una cosa rotta e inservibile.Domenica scorsa, mentre tornavo a casa con Luis dalla mia consueta passeggiata al mercatino (dopo aver comprato un chimono non usato ma di dubbia fattura), portavo con me il passeggino vuoto di mio nipote numero due -che era con me al mercato- il quale andava a casa in macchina e naturalmente avendo appena compiuto 14 mesi non guidava lui. Io e Luis ci siamo accorti che quasi tutti quelli che abbiamo incontrato nel nostro tragitto osservavano il passeggino vuoto con aria interrogativa, poi come d’incanto abbiamo incrociato un’altra coppia con il passeggino vuoto e a quel punto è partita la mia vena d’ immaginazione distorta. Un mondo di genitori con figli immaginari! Figli perfetti che non piangono, non mangiano, ai quali non devi cambiare il pannolino, dormono quando ti pare e poi una volta ogni tanto tiri fuori il passeggino e li porti a fare una passeggiata e non ti devi nemmeno preoccupare se prendono troppo sole perché tanto non esistono.
4)      Infine avrei voluto prendere un po’ di sole in terrazza, fumare una sigaretta e ascoltare un po’ di musica.

Cose che invece ho fatto questa domenica

1)      Sabato notte, dopo aver trascorso una piacevole serata in compagnia di vecchi amici, mi sono svegliata circondata da un calore tremendo, la fonte di quel calore ero io, avevo la febbre a 39.
2)      Ho passato la domenica fra letto e divano, non potendo ingoiare nemmeno un bicchier d’acqua a causa di un mal di gola spaventoso, guardando la tv con un occhio solo perché l’altro era gonfio e perfettamente chiuso e soffrendo di mal di testa da campionato mondiale di mal di testa.
Mi rifarò il prossimo fine settimana!