lunedì 23 gennaio 2012

Sono sempre stata convinta che con il passare degli anni avrei senz’altro trovato un modo migliore per affrontare i problemi, non facendomi come al solito travolgere dagli eventi, oppure fare una tragedia per ogni mutamento.  Invece non è cambiato niente, non riesco mai ad allontanarmi dalle difficoltà in modo da inquadrarle e vederle con un’ottica diversa, magari migliore. La bastonata che ho preso ad inizio settimana mi ha tramortito  del tutto e ancora mi sento una schifezza. In poche parole la proprietaria di casa mia ha deciso di vendere, per cui ho tempo fino a giugno per trovare un’altra sistemazione. Il giorno in cui me l’ha detto me la sono cavata con un mal di testa magistrale, poi con due nottate completamente insonni, un perenne mal di stomaco ed infine con un bel herpes proprio sotto il naso, adesso sembra che ho il baffo di Hitler.
La realtà è che mi dispiace tantissimo lasciare questa casa che in 4 anni è diventato un posticino molto accogliente e confortevole, ma ancor di più mi scoccia da morire iniziare a cercarne un’altra. Prendere appuntamenti, scoprire che l’80 per cento delle case che fittano sono orripilanti e cose di questo genere. Se domani una fata immobiliare mi dicesse di aver trovato un posto adatto alle mie esigenze, farei  il trasloco in 15 minuti.
Ora, dopo essermi demoralizzata per bene, vi metterò al corrente di una tesi che ho elaborato in questi giorni riguardo ai bambini di età compresa tra l’uno e cinque anni. Sono settimane ormai che vedo mamme accompagnate da bimbi che colano moccio (compresi i miei nipoti), perché si sa, in inverno non c’è tempo che tenga ma i bambini sono sempre raffreddati. Credo davvero che i medici, nella fattispecie i pediatri, omettano qualche particolare attinente alla parte interna del bambino. I piccoli, secondo me, non sono fatti di ossa, ma di muchi, perché altrimenti non si spiega che ne producano così tanto. La realtà dei fatti è che i bambini sono ectoplasmi pronti a ricoprire il mondo di muco. Per non parlare poi delle maniche dei loro golfini che praticamente dopo una giornata di sfregamenti col naso diventano di pietra e di un colore raccapricciante. Mi è capitato di giocare alla lotta con il mio nipote più grande e di constatare che se ti colpisce col braccio teso può farti anche un po’ male, sembra un super eroe che lotta contro i cattivi con le sue maniche durissime incrostate di catarro adamantino. M trova questa cose delle maniche molto punk, io abbastanza vomitevole. Una soluzione potrebbe essere quella di avvolgerli in chilometri di kleenex, tipo piccole mummie, ma non credo che tutte le mamme siano d’accordo…. vabbè però almeno un suggerimento l’ho dato!




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