lunedì 2 gennaio 2012


La cosa che mi paralizza di più dal terrore è senza dubbio l’altezza, soffro di vertigini talmente tanto che per me è diventata quasi una patologia. Dopo questa premessa indovinate un po’ cosa ho fatto ieri? Sono andata con mio fratello per cercare di scalare una montagna al fine di fotografare da vicino una delle tante torri saracene che ci sono da queste parti. Prima ho fatto un po’ di training autogeno e poi sono partita verso l’avventura. Abbiamo fermato la macchina in una piazzola sulla strada e siamo scesi. Le strade da queste parti sono eccessivamente a picco sul mare e si diramano su una scogliera altissima che ti sembra di stare sospeso a mezz’aria. Già i primi sintomi si facevano sentire: gambe molli, giramento di testa e ricordi onirici riaffioravano nella mia memoria. Sto parlando dei miei incubi più ricorrenti, in altre parole quando sogno di andare a verso Sapri sul motorino, ma la strada è così stretta che ci passo appena, poi intorno a me il vuoto totale e un forte vento che mi fa oscillare spaventosamente.
Anche fuori dal sogno le cose non sono andate troppo bene, mi sono accostata con calma al parapetto, mi sono affacciata verso il basso, ho avuto uno “svarione” e poi quasi in ginocchio ho pensato che fosse meglio per me camminare dall’altra parte della strada, quella verso la montagna. Soffrire di vertigini è una cosa inspiegabile, è come se l’atmosfera ti schiacciasse sul suolo e ti senti come un pollo disossato.
Nonostante tutto abbiamo deciso comunque di trovare un sentiero che ci portasse verso la torre, ma ringraziando il cielo non abbiamo trovato nulla e di comune accordo abbiamo cambiato meta.
Un’altra torre, ma ad un’altezza molto più ragionevole.
In questo caso abbiamo scovato un sentiero battuto e in 15 minuti ci siamo ritrovati in un’altra epoca e come sempre ho cominciato a fantasticare. Sulla terrazza della torre ho immaginato di vedere le navi dei cattivissimi corsari turchi che solcavano i nostri mari, un grande via vai di barche cariche di merci, ma soprattutto di schiavi. Poi ne ho vista una molto minacciosa avvicinarsi, e immediato ho scorto il segnale di fiamme e fumate partire da una da una torre alla’altra, il terrore della gente sulle coste e la fuga verso le montagne … certo che i nostri avi non devono aver avuto un a vita molto facile.
Per renderci la vita più difficile abbiamo deciso di entrare nell’unica camera della torre, dove grazie al mio scanner mentale sono riuscita a vedere prima le cose originali ed importanti: il camino, il pozzo, le feritoie sulle pareti, la volta altissima sulle nostre teste. Poi ho tolto lo scanner e con grande rammarico ho visto immondizia, cartacce e bottiglie vuote ovunque, un falò arrangiato e gran finale le scritte sui muri: “Peppe tu si a vita mia”, “Cinzia sei unica”, “M e P per sempre”. Se io fossi un guardiano delle torri redivivo mi incazzerei come una bestia e quei deturpatori furfanti li darei come dono in segno di pace ai vecchi turchi corsari. 
ps: buon anno nuovo!

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