lunedì 19 dicembre 2011


Mi sento come se le ultime settimane le avessi vissute in una realtà onirica a volte inquietante ed altre volte abbastanza divertente. 
A lavoro continuano ad assillarmi con domande assolutamente dementi e so per certo che morite dalla voglia di saperle ed io vi accontento subito:
1)      Signora con una tovaglietta americana di feltro in mano mi chiede “scusi signorina, è di carta questa tovaglietta?” “no, signora è di feltro” “ne è certa, a me sembra di carta” a questo punto interviene una mia collaboratrice che dice “provi a strapparla, se si rompe è di carta”.  Prima che la signora seguisse il consiglio le dico “guardi, c’è scritto sulla targhettina, è di feltro”, ma lei non contenta ribatte “bah, a me sembra carta”, a questo punto me ne sono andata prima di metterle le mani addosso.
2)      Signora con una tovaglia da tavola rossa: “scusi,  vedo solo tovaglie da tavola rosse. A me ne servirebbe una rossa” (giuro che ha detto così).  Prima l’ho guardata con gli occhi da cerbiatto cercando di impietosirla, perché proprio una domanda così spiazzante non me l’aspettavo, poi ho risposto “signora, fra le sue mani c’è una tovaglia rossa” “ah, già non me ne ero accorta”.
3)      Ragazzo che deve fare il regalo alla fidanzata. “me fai vedè qualche maglia di taglia piccola, che costa poco, però carina”,  dopo aver trovato il regalo giusto per questo gentleman, sentiamo che dice all’amico “mo annamo al centro commerciale che ce stanno un sacco di sciampiste che te la danno subito”….ah che finezza!
4)      Mia sorella che chiede consigli ad una donna anziana con due figli maschi. “come fa ad andare d’accordo con le sue nuore?” “carissima, è molto semplice, tengo la bocca chiusa e il portafogli aperto!”
5)      Ragazzo che deve fare 3 regali da 5 euro l’uno “mi fa vedere quello che ha da 5 euro?” gli faccio vedere tutto impiegando circa 20 minuti e poi lui mi dice “bene, adesso mi fai rivedere tutto, così poi scelgo”, credeva di essere Aristotele Onassis da Bulgari.
6)      “Ma è questo il negozio che vendeva paralumi?” “no, mi dispiace, era il negozio affianco, ma ha chiuso prima dell’estate” “non è possibile, è questo il negozio, io ci venivo prima che lei nascesse”, “ma, signora, non avrei motivi per mentirle, il negozio era quello affianco ed ha chiuso”, quindi se ne va e la sento borbottare “ma che bugiarda!”..,.quando fanno così mi confondono proprio.
Per concludere l’opera natalizia di quest’anno  mia mamma ha pensato bene di volare da un muro di 2 metri e mezzo e sfracellarsi l’osso pelvico. Sapete che vuol dire? Significa stare a letto per 40 giorni completamente immobile. Mia madre la parola “immobile” pensa che si riferisca solo alla case, ai palazzi e a tutte le cose inanimate che non possono muoversi per ovvie ragioni. Ma come ha fatto a cadere? Ecco, mentre si crogiolava sotto i caldi raggi del sole di un insolito dicembre strappando erbacce nel suo amato giardino, non ha considerato il limite di quest’ultimo ed è cascata giù.  Questo perché in tutti giorni della sua vita non esiste un momento libero per stare con le mani in mano, non bisogna mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi e perché bisogna vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Lei è proprio come Jim Morrison, solo che non fa uso di droghe perché tanto ci pensano le sue ghiandole endocrine a produrre ettolitri di adrenalina.
Adesso, visto che ho ancora qualche ora di libertà, faccio un po’ di yoga per affrontare quest’ultima settimana di follia.
Vi auguro un buonissimo Natale e quando andate in un negozio per comprare i regali cercate di non rompere i coglioni ai commessi!




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