lunedì 28 novembre 2011


Non credo che esista una cosa più folle di andare in un centro commerciale la domenica mattina in una grande città proprio nel periodo natalizio. Non esiste cosa più cretina eppure io l’ho fatta. Non da sola ovviamente, certe cose si fanno in compagnia perché vivere una giornata del genere in solitudine sarebbe stato da sciocchi e quindi ci sono andata con madre e sorella.
Andare in giro per cinque ore in un posto che molto probabilmente è la cosa che si avvicina di più agli inferi è stato faticosissimo. In primis per via del vociare continuo di tutte le anime tormentate, poi per il pianto costante e perforante di tutti i diversamente alti che c’erano (ovviamente intendo tutti i bambini di età compresa tra i 3 mesi e i sei anni) e infine lo slalom infinito tra  i carrelli ricolmi di tutte le colpe degli abitanti di questa città dannata. Il centro commerciale è un quartiere fatto a posta per farti impazzire; ieri dopo esserci perse per l’ennesima volta tra tutte le uscite del famoso “piano 0”, ho pensato a quel luciferino architetto che ha progettato il complesso totale e l’ho immaginato così: chino sul suo tavolo da progetti avvolto dalle fiamme che disegna con le sue zampe di caprone usando un carbone grezzo schizzi di una città immaginaria “ad cazzum”, completando il tutto con una spruzzata di strade senza uscita, tunnel profondissimi e bui, negozi che spariscono appena ti giri dall’altro lato, zombie che si materializzano durante la notte, commessi che ti danno sempre l’indicazione sbagliata e anche una palude piena di vipere cornute. Alla fine della giornata avevo le gambe a pezzi, la testa in una bolla di sapone e circa un centinaio di euro di meno nel portafogli comprando solo un sacco di cazzate. Ero così stressata che stanotte mi sono svegliata di soprassalto credendo di essere avvolta da un buio fittizio ed ero così spaventata da non riuscir nemmeno a trovare l’interruttore dell’abatjour, garantisco cinque minuti di grande panico!
Questo post al sapore di zolfo sarebbe dovuto finire qui, ma un avvenimento assurdo successo appena 15 minuti fa mi porta a scrivere ancora.
Ero a casa di mia sorella quando ad un certo punto arriva il tipo che gli abita sopra chiedendole di togliere il gazebo che ha appena montato nel giardino. Il motivo è che esiste una banda di ladri formata da nani da circo magrissimi che si arrampicano sui gazebi e svaligiano gli appartamenti ai piani alti. La mia domanda è: se pur esistesse questa strana banda di ladri, credete che si prenderebbe il disturbo di arrampicarsi su di un gazebo traballante per rubare al piano di sopra, oppure più comodamente svaligerebbe casa di mia sorella trovandosi proprio davanti ai loro occhi?

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