lunedì 7 novembre 2011


Stamattina in palestra sono entrata per la prima volta in vita mia in modalità “sherpa”. Ho camminato per 45 minuti ad una velocità di 6,5 km orari ad una pendenza variabile tra l’8 e il 10 per cento, proprio come uno sherpa sulle pendici dell’ Himalaya, ad un certo punto ho persino creduto che mi mancasse l’ossigeno, o forse non respiravo davvero, non lo so.
Alla fine della camminata ero sudata così tanto che nemmeno immaginavo che il mio corpo potesse contenere tanti liquidi, poi con le cuffie a tutto volume nelle orecchie ho preso il mio asciugamanino, ho chiuso gli occhi e me lo sono passato sul viso. Ovviamente ho perso l’equilibrio, tra l’attimo di buio, la musica, il tapis roulant che continuava a muoversi, sono andata all’indietro e con un gesto felino ma allo stesso tempo goffissimo ho evitato una rovinosa caduta sul pavimento. Mi sono resa conto del fatto solo quando tutti quelli intorno a me mi hanno chiesto: “stai bene?” e un ragazzo mi ha pure detto “t’è andata benissimo, di solito cadono tutti prima o poi”.
Io ho fatto finta di niente, come se il mio unico modo di scendere da quell’attrezzo fosse scivolare all’indietro come un’anguilla moribonda. Poi come una bimba di 5 anni sono corsa da M e gli ho detto di aver fatto una figura di merda abbastanza importante e se per favore poteva portarmi indietro nel tempo di qualche minuto così non mi sarei più asciugato il viso chiudendo gli occhi, non avrei perso l’equilibrio e non sarei diventata come quell’animale descritto qualche rigo sopra. L’amara delusione è stata scoprire che M, come tutti gli adulti che avevo intorno quando ero bambina non possiede nessun potere, nemmeno quello di viaggiare nel tempo (tipo quando sono scivolata da un masso nelle acque del porto in pieno inverno e speravo che qualche persona grande mi potesse riaccompagnare nel passato e farmi evitare quell’ennesimo capitombolo).
I viaggi nel tempo, anche a scopi riparatori, sono sempre stati una mia grande passione; saltare qua e là nelle epoche, oppure cambiare se possibile le sorti di un evento e perché no fare una visitina al mio futuro!
Invece non sono mai stata una grande amante dei viaggi veri, un po’ perché sono pigrissima e un po’ perché sono un animale piuttosto abitudinario: amo il mio letto, amo il mio bagno, e amo tutte le mie cosine. Per non parlare poi dei mezzi di trasporto: il treno è noioso da morire, l’aereo lo prendo solo per un viaggio di massimo due ore (oltre è impensabile). So anche che per molti di voi sarò una pazza a pensare in questo modo, ma leggete un po’ questa illuminante frase di Salgari, che di viaggi non ne fece mai nessuno ma conosceva tutte le terre del mondo: “scrivere è come viaggiare senza la seccatura dei bagagli”, non ho la presunzione di dire di saper scrivere, ma per me saper leggere vale lo stesso.

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