lunedì 17 ottobre 2011


Se siete fan temerari di Sean Penn, se non vi siete persi un film di Sorrentino e se David Byrne con i Talkin Heads vi scatenano sempre forti emozioni, vi prego andate al cinema a vedere “This must be the place” perché è un film eccezionale!
Detto questo vi racconto di una conversazione molto strana che ho avuto qualche giorno fa a lavoro che mi ha fatto molto riflettere su certi tipi di rapporti interpersonali. Una donna di circa 50 anni asseriva con molta convinzione che se un marito fa le corna alla moglie, la moglie se le deve tenere e non dovrebbe fare nemmeno troppe storie perché fino a prova contraria le “scappatelle” sono una cosa normale, che la vita di coppia è fatta anche di questo, che è più importante la coppia che il singolo individuo e che il matrimonio viene prima di tutto. Ho cercato invano di farle capire che non ero molto d’accordo, le ho detto che secondo me non è importante chi tradisce la fiducia di chi, ma è proprio il fatto del tradimento in se che per me non è una cosa normale. Ho cercato di dirle che vivere una vita così, piena di sotterfugi e inganni, non è una gran bella vita, ma poi mi sono arresa ed ho lasciato cadere la cosa, la signora era fin troppo persuasa della sua verità. Mi ha lasciato dell’amaro in bocca e quando è andata via  mi sono sentita di giustificarla pensando  che il marito deve essere  proprio uno stronzo, ma poco dopo un sentimento diverso mi ha portata ad una diversa conclusione:  se è contenta lei siamo contenti tutti.  Il posto che decidiamo di occupare nella società oppure nella vita di coppia lo decidiamo da soli e rimaniamo gli unici artefici del nostro destino.
L’evento forse più rilevante della settimana è stato che hanno rubato una delle due piante finte che abbiamo deciso di mettere sul marciapiede davanti all’ingresso del negozio. Erano due bellissimi ficus alti un metro e mezzo che udite udite costano la bellezza di 130 euro a pianta. La colpa è stata mia e della mia testa di minchia che mi contraddistingue sin dalla nascita, perché la sera quando chiudiamo le piante andrebbero riposte all’interno per evitare che qualche facinoroso rapitore di piante finte se le prenda. Quella sera sono ritornata per ben due volte al negozio dopo aver già chiuso, la prima per prendere il casco di mio fratello che l’aveva dimenticato dentro, la seconda, quando ero già su corso Trieste, sono ritornata indietro per accertarmi di aver chiuso bene la porta (cosa che faccio praticamente sempre), ma secondo voi mi sono accorta delle piante che stavano fuori? Assolutamente no, non le ho proprio considerate.
A questo punto dovrò per forza fare un accorato appello: se andate a casa a trovare un amico e questo amico sfoggia nel suo salotto un bellissimo ficus finto che  per quanto è bello sembra vero, chiedetegli dove lo ha preso e se vi dice che lo ha trovato per strada non credetegli, quello è il mio ficus!






Nessun commento:

Posta un commento