lunedì 10 ottobre 2011


Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri oh mio caro blog, tanti auguri a te.
Come avrete capito oggi il blog compie un anno e come suo unico tutore posso dire di essere molto fiera di lui!
Ho deciso di festeggiare  preparando una cena a base di pesce: alici marinate (gentilmente pulite da M) e spigola all’acquapazza, tutto innaffiato da un buon greco di tufo. Saremmo dovuti essere soli io e lui, ma mangiare davanti allo schermo del pc mi sembra una cosa troppo da nerd e quindi ho invitato pure M, spero che fra i loro silenzi non mi senta troppo in imbarazzo!
Mercoledì sono tornata da Maratea e indovinate cosa ho trovato qui a Roma? L’inverno, ho trovato l’inverno. Una settimana fa ero in spiaggia a prendere il sole, ora sono alla disperata ricerca di un paio di calzini lunghi, che ovviamente saranno sul fondo della scatola più in alto del cambio di stagione. Per ora mi arrangio così: pantalone di tuta ritrovato in un posto assurdo, calzini di non so chi, una t-shirt slabbrata che mi arriva alle ginocchia ed un bellissimo cardigan verde smeraldo di lana bucato sui gomiti.
La botta improvvisa di freddo è stata sabato sera quando eravamo a casa di mia sorella a festeggiare il suo compleanno che per fumare una sigaretta in giardino ci voleva il montone.  Una serata tranquilla, eravamo solo in sei, però il menù era costruito in pieno stile Giacomantonio: salsa tonnata, lasagne, parmigiana di zucchine, arrosto di maiale alla birra, insalata di patate, spezzatino, tiramisù e buon vino, se eravamo in 60 forse riuscivamo a mangiare quasi tutto!  
 È stato proprio sabato sera che mi sono accorta di avere qualche problema di lettura, ecco, non so se è distrazione o sto diventando cieca, ma da un po’ di tempo a questa parte leggo delle cose al posto di altre. Faccio qualche esempio: proprio l’altra sera sulla felpa di un amico c’era scritto “Praha” ed io ho letto “piragna”, poi vedevo che sotto la scritta c’era l’immagine di un boccale di birra e non capivo il nesso tra una piragna e una birra, ovviamente era una felpa che veniva da Praga.
Questa estate, mentre ero in una libreria, in uno stand per bambini leggo “bombe per bambini” e mi sono detta “ma vedi se devono insegnare a fare le bombe pure ai bimbi”, invece leggendo meglio c’era scritto “bambole per bambini”.
Qualche tempo fa ho scoperto che un canale  tv secondo la mia fantasia si chiamava “virginando” invece col tempo mi sono accorta che era “Virgin radio”. 
Al bar mentre leggiucchiavo quei giornaletti che si trovano in autobus vedo la pubblicità per un centro di bellezza “trattamenti contro pistole e infezioni varie”, dove le pistole erano ovviamente pustole. 
La cosa divertente è che quando mi rendo conto di aver letto una minchiata mi viene troppo da ridere e lo faccio non curandomi della gente che ho intorno. 
D’obbligo devo svelarvi la mia idea, se ormai non fanno altro che fare corsi per ogni cosa (dal cucito, alla cucina, fino a  come costruire un alambicco) potrei tenere un corso anche io di “lettura fantasiosa spesso priva di senso”, vi sembra una buona idea?

Nessun commento:

Posta un commento